spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per la categoria ‘Buongiorno’

San Camillo de Lellis


Servire i sofferenti è servire Cristo in persona.

Essere vivi


Gli uomini pensano di essere vivi perché respirano, mangiano, parlano, dialogano, vanno di qui e di là. Non sono morti, è chiaro. Ma sono forse vivi?
Cosa significa in realtà essere vivi?
Significa tre cose: essere se stessi, essere ora ed essere qui.

(Anthony de Mello)

XV Domenica del Tempo Ordinario (A)


Seminare abbondantemente

Vangelo (Mt 13,1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Molte volte nella vita, pensiamo di spendere energie a vuoto, perché non ci concentriamo sulla semina, ma sul raccolto.

Oggi il Vangelo ci dà un’indicazione chiara! Il compito del seminatore è quello di spargere abbondantemente il seme della Parola nel cuore dell’uomo.

Sarebbe un peccato grave seminare solo dove ci sembra opportuno. Come possiamo noi giudicare il cuore del fratello?

La potenza non è del seminatore, ma del seme!

È il seme che ha il potere di diventare frutto!

Il seminatore è a servizio del seme… ha il compito di non smettere mai di seminare.

Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Non a quelle che vogliamo noi…

Anche nei nostri cuori è stata seminata la Parola, il nostro compito è quello di fare del nostro cuore una terra buona, perché la Parola porti nella nostra vita frutti abbondanti.

San Benedetto da Norcia


Oggi la Chiesa ricorda San Benedetto patrono d’Europa.

Il Signore attende che noi rispondiamo ogni giorno coi fatti ai suoi santi insegnamenti… diceva San Benedetto che indicava l’ozio come grave malattia dell’anima.

Il suo programma di vita ora et labora, faceva arrivare i fratelli in cielo… con i piedi ben piantati a terra e le mani in pasta.

Preghiera e lavoro, questo è il programma… uno sostiene l’altro… un programma di vita semplice ma efficace.

Le mani che lavorano, aiutano il cuore a lodare Dio.

La bellezza invisibile


Quando ero piccolo abitavo in una casa antica, e la leggenda raccontava che c’era un tesoro nascosto. Naturalmente nessuno ha mai potuto scoprirlo, ne’ forse l’hai mai cercato. Eppure incantava tutta la casa. La mia casa nascondeva un segreto nel fondo del suo cuore… “Si”, dissi al piccolo principe, “che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza e’ invisibile”.

(Il Piccolo Principe)

La bellezza quella vera è nascosta ai nostri occhi, si rivela solo al nostro cuore.

Cloud dei tag

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: