spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per la categoria ‘Buongiorno’

San Gennaro


È stato detto che San Gennaro è l’anima di Napoli. Si potrebbe dire qualcosa di più. San Gennaro è il sentimento di un popolo che, nonostante le sconfitte, le delusioni, le amarezze patite nella sua lunga e dolorosa storia, trova ancora la forza di sperare, di lottare, di vivere.

(Vittorio Gleijeses)

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Egocentrico infelice


Viviamo in un momento storico molto particolare, in cui veniamo educati a concentrarci tantissimo su noi stessi. I miei problemi, i miei bisogni, i miei desideri sono i più importanti del mondo. Facciamo di noi stessi un assoluto. Finché non impareremo a decentrarci, non capiremo mai davvero né questa vita né ciò che ci può rendere davvero felici. La maturità della vita umana dovrebbe consistere nell’imparare in maniera sana a decentrarci. In questo egocentrismo tutto è sempre insoddisfazione. Quando desidero fortemente qualcosa, penso che nel momento in cui l’avrò ottenuta sarò felice; e invece succede esattamente questo: ho fatto di tutto pur di avere quel qualcosa e quando quel qualcosa è dentro la mia vita, continuo a non essere felice e quindi devo puntare sempre in alto. È un vuoto che non si riesce mai a riempire, quello degli egocentrici: è il vuoto di chi si è concentrato su se stesso, di chi ha reso se stesso un assoluto. È una vita tremenda, un inferno, perché si avverte la propria felicità e non si riesce mai ad appagare questo bisogno, tanto da assumere un atteggiamento compulsivo nei confronti della vita.

(Luigi Maria Epicoco)

Acconsentire


L’uomo infatti è stato creato a immagine e somiglianza di Dio, affinché agisca tramite i cinque sensi del suo corpo; grazie ad essi non è separato ed è in grado di conoscere, capire e compiere quello che deve fare […] e proprio per questo, per il fatto che l’uomo è intelligente, conosce le creature, e così attraverso le creature e le grandi opere, che a stento riesce a capire con i suoi cinque sensi, conosce Dio, quel Dio che non può essere visto se non con gli occhi della fede.

(Ildegarda di Bingen)

Quante volte mi hanno detto… “ma io non riesco a sentire niente”. La preoccupazione che la fede sia qualcosa da “sentire” colpisce molte persone. Ma non dobbiamo preoccuparcene troppo, Dio non è qualcosa da “sentire”, ma da acconsentire.

San Cipriano


Perché preghiamo e chiediamo che venga il regno dei cieli,
se continua a piacerci la prigionia della terra?

(Tascio Cecilio Cipriano)

Venga il tuo Regno Signore,
liberami dalle catene che non mi permettono di amare te e i fratelli.

XXIV Domenica del Tempo Ordinario (C)


La logica dell’amore

Dal Vangelo di oggi (Lc 15,1-10 lettura breve)

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

La logica dell’amore di Dio, non è una logica numerica… Gesù non vuole amarne tanti, Gesù vuole amare tutti!

Ecco perché se anche solo uno si perde, Gesù sente il desiderio di recuperarlo, l’amore quello vero è fatto così.

Siamo lontani da questo amore… molte volte cadiamo nella trappola dell’amore per merito… dell’amore che torna indietro, dell’amore conveniente. Diamo quindi all’amore sfumature erronee, perché non c’è amore selettivo… un cuore che ama davvero sente il desiderio di amare tutti…

Aiutaci Signore ad amarci come ci ami tu.

Esaltazione della Santa Croce


Quale mirabile cosa è mai il possedere la Croce! Chi la possiede, possiede un tesoro! (Sant’Andrea di Creta, Omelia X per l’Esaltazione della Croce: PG 97, 1020). In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della santa Croce, il Vangelo che avete appena inteso ci ricorda il significato di questo grande mistero: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché gli uomini siano salvati (cfr Gv 3,16). Il Figlio di Dio s’è reso vulnerabile, prendendo la condizione di servo, obbedendo fino alla morte e alla morte di croce (cfr Fil 2,8). E’ per la sua Croce che siamo salvati. Lo strumento di supplizio che, il Venerdì Santo, aveva manifestato il giudizio di Dio sul mondo, è divenuto sorgente di vita, di perdono, di misericordia, segno di riconciliazione e di pace. “Per essere guariti dal peccato, guardiamo il Cristo crocifisso!” diceva sant’Agostino (Tract. in Johan.,XII,11). Sollevando gli occhi verso il Crocifisso, adoriamo Colui che è venuto per prendere su di sé il peccato del mondo e donarci la vita eterna. E la Chiesa ci invita ad elevare con fierezza questa Croce gloriosa affinché il mondo possa vedere fin dove è arrivato l’amore del Crocifisso per gli uomini, per tutti gli uomini. Essa ci invita a rendere grazie a Dio, perché da un albero che aveva portato la morte è scaturita nuovamente la vita. È su questo legno che Gesù ci rivela la sua sovrana maestà, ci rivela che Egli è esaltato nella gloria. Sì, “Venite, adoriamolo!”. In mezzo a noi si trova Colui che ci ha amati fino a donare la sua vita per noi, Colui che invita ogni essere umano ad avvicinarsi a Lui con fiducia. […] La Chiesa ha ricevuto la missione di mostrare a tutti questo viso di un Dio che ama, manifestato in Gesù Cristo. Sapremo noi comprendere che nel Crocifisso del Golgota è la nostra dignità di figli di Dio, offuscata dal peccato, che ci è resa? Volgiamo i nostri sguardi verso il Cristo. È Lui che ci renderà liberi per amare come Egli ci ama e per costruire un mondo riconciliato. Perché, su questa Croce, Gesù ha preso su di sé il peso di tutte le sofferenze e le ingiustizie della nostra umanità. Egli ha portato le umiliazioni e le discriminazioni, le torture subite in tante regioni del mondo da innumerevoli nostri fratelli e nostre sorelle per amore di Cristo. Noi li affidiamo a Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, presente ai piedi della Croce. (Papa Benedetto XVI)

San Giovanni Crisostomo


Ecco l’astuzia satanica, ecco, l’inganno diabolico:
nascondere l’errore e porgere, nel miele, il veleno!

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