spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per la categoria ‘Buongiorno’

Tutto l’amore


Tutto l’amore che non è dono di se stesso
totalmente libero e spontaneo,
ha in sé un presagio di morte.

(Thomas Merton)

Giornata Mondiale della Gentilezza


Le parole gentili non costano nulla.
Non irritano mai la lingua o le labbra.
Rendono le altre persone di buon umore.
Proiettano la loro stessa immagine
sulle anime delle persone
ed è una bella immagine.

(Blaise Pascal)

A casa propria


La Parola di Dio e il cuore dell’uomo sono, l’una nell’altro, a casa propria.

(André Louf)

San Martino di Tours


Oggi la Chiesa fa memoria di San Martino di Tours

La leggenda del mantello di San Martino, esplica molto bene la natura di questo santo vescovo; un giorno, quando Martino era ancora un soldato romano, con i suoi uomini si reca ad Amiens e qui incontra un povero. Martino, senza pensarci, taglia con la spada il proprio mantello e lo offre al mendicante; immediatamente il sole si alza in cielo e la temperatura si scalda. La notte stessa, Martino ha una visione: Gesù gli fa visita e gli riporta il pezzo mancante del suo mantello. Al risveglio, il mantello è nuovamente intatto; a seguito di questo episodio, Martino decide di farsi battezzare e poi di lasciare l’esercito.

Quando si ama non si perde niente di ciò che si dona!

XXXII Domenica del Tempo Ordinario (C)


Dio non è dei morti, ma dei viventi.

Vangelo (Lc 20,27-38)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Ci avviciniamo verso la fine dell’anno liturgico e come sempre le letture ci stimolano a meditare i misteri escatologici.

È necessario tenere fermo un punto decisivo: l’eschaton è il Dio che viene (adventus), è la parola che entra nel nostro presente con un’alterità imprevedibile che chiama ad un ascolto attento ai segni dei tempi. La conoscenza dell’uomo è possibile solo se questo futuro si è anticipato nel presente, come nell’evento Gesù Cristo. E’ in questo ambito che l’annuncio del Vangelo può aprire la ricerca ad un cammino che non si stanca di sperimentare il dono di una liberazione capace di costruire una civiltà dell’amore.

(Carmelo Dotolo)

Molte volte pensiamo che le promesse future di Dio ci coinvolgano solo dopo la morte… ma non è così. Il tempo dell’attesa aumenta il desiderio di un incontro definitivo, e nel frattempo il Signore si rende presente nel nostro cammino, lo incontriamo tutte le volte che nonostante le nostre fragilità riusciamo a vivere l’amore. Percepiamo l’imperfezione ma nello stesso tempo riconosciamo il desiderio di raggiungere l’amore perfetto, l’amore vissuto senza le nostre personali fragilità umane.

Neanche la morte è in grado di separarci da Colui che è il Signore della vita. Resurrezione ha così il sapore della speranza, di una promessa mantenuta, di una meta desiderata.

Santa Elisabetta della Trinità


Guardiamo troppo a noi stessi,
vorremmo vedere e comprendere,
non abbiamo abbastanza fiducia in Colui
che ci avvolge con il suo cuore.

Aprire il cuore alla speranza


Certamente lo scienziato, come ogni altro uomo,
può usare in molti modi la sua libertà,
può aprire il suo cuore alla speranza o chiuderlo allo scetticismo.

(Ennio de Giorgi)

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