spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Mentre ti cercavo, tu mi hai trovato

Oggi condivido questa preghiera, perché succede così anche a me, quando cerco il Signore è sempre Lui che fa il primo passo… ritrovarsi diventa così un evento di Grazia, dove è impossibile non dire grazie!

Pellegrino sulla terra,
ogni giorno ti cerco,
ma dove trovarti, Signore?
Raccogli il tuo sguardo
verso il fondo del tuo cuore:
sono lì che ti cerco.

Affamato di giustizia,
al mattino spero in te,
come placare la mia fame?
Accogli l’eucaristia
e la mia vita condivisa:
il tuo desiderio è la mia speranza.

Angosciato dal silenzio,
la sera ti invoco,
il mio grido, lo senti salire?
Impara ad ascoltare,
esorcizza la paura:
il mio silenzio ti chiama.

Attratto dal Padre,
appostato ti attendo la notte,
Gesù, verrai presto?
Io busso alla tua porta
e mi pongo in attesa: aprimi,
sono impaziente di essere accolto.

Pellegrino sulla terra, ogni giorno ti cerco,
ma tu mi hai trovato, Signore.

(Fr. Maurice di Tamiè)

Sempre a riprendere la marcia verso la Luce

Quindi sembrò come se gli uomini dovessero procedere dalla luce alla luce, nella luce del Verbo, Attraverso la Passione e il Sacrificio salvati a dispetto del loro essere negativo;
Bestiali come sempre, carnali, egoisti come sempre, interessati e ottusi come sempre lo furono prima,
Eppure sempre in lotta, sempre a riaffermare, sempre a riprendere la loro marcia sulla via illuminata dalla luce;
Spesso sostando, perdendo tempo, sviandosi, attardandosi, tornando, eppure mai seguendo un’altra via.

(Thomas Stearns Eliot)

Se ti trovi nel buio, non disperare e riprendi la marcia verso la luce. Lotta sempre! Non lasciarti paralizzare dalle tenebre.

L’impronta del suo Amore


Ascensione del Signore (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto». Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Non distante dal Monte degli ulivi, si trova la cappella dell’Ascensione, una piccola chiesetta che si presenta spoglia: non ci sono quadri, affreschi… l’unico particolare è che all’interno, una buca nel pavimento, delimitata da quattro lastre di marmo, lascia vedere la roccia oggetto di devozione. Roccia dove, secondo la tradizione, si venera l’impronta di Gesù al momento della sua ascesa al Cielo.

Non mi interessa sapere se davvero quell’impronta sia quella di Gesù. Questa devozione mi ha però sempre stimolato a pensare che davvero Gesù abbia lasciato un segno indelebile nei cuori delle persone che l’hanno conosciuto e che ci hanno testimoniato il suo amore.

Nell’anno della Misericordia, mi piace pensare all’impronta del suo amore, un’impronta che ci indica dove porre i nostri passi, un impronta che si dirige verso i fratelli più poveri, verso gli ultimi, un’impronta in uscita, una direzione che ha a che fare con il senso della nostra vita…

Gesù sale al Cielo e chiede a noi di continuare la sua opera, qui sulla Terra… non ci lascia soli, il suo insegnamento e il dono dello Spirito ci danno la forza ogni giorno di camminare tra le strade del mondo annunciando e compiendo le sue opere di Misericordia, per una vita piena, per una vita che non si ferma qui sulla Terra, ma che ha come destinazione il Cielo.

Andare avanti

Pentimento non è auto compassione o rimorso, ma conversione, incentrare la nostra vita sulla Trinità.
Non è guardare indietro con disgusto, ma avanti con speranza.
Non significa guardare in basso ai nostri errori, ma in alto all’amore di Dio.
Non significa guardare ciò che non siamo riusciti a essere, ma ciò che – per grazia divina – possiamo diventare.
(K. Ware)

Pentimento non riguarda il passato, ma il futuro!

Convertirsi significa cambiare strada non per tornare indietro, ma per andare avanti.