spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Santa Elisabetta d’Ungheria è anche conosciuta come la Regina dei Poveri. Si adoprò molto nella sua vita per servire i suoi sudditi più poveri, coinvolgendo il marito e molte persone… Contemplando questa bella figura ci prepariamo a vivere domani la II Giornata del Povero, voluta da Papa Francesco per sensibilizzare le persone sul tema della povertà.

Cari fratelli e sorelle, nella figura di santa Elisabetta vediamo come la fede, l’amicizia con Cristo creino il senso della giustizia, dell’uguaglianza di tutti, dei diritti degli altri e creino l’amore, la carità. E da questa carità nasce anche la speranza, la certezza che siamo amati da Cristo e che l’amore di Cristo ci aspetta e così ci rende capaci di imitare Cristo e di vedere Cristo negli altri. Santa Elisabetta ci invita a riscoprire Cristo, ad amarLo, ad avere la fede e così trovare la vera giustizia e l’amore, come pure la gioia che un giorno saremo immersi nell’amore divino, nella gioia dell’eternità con Dio. Grazie.

(Papa Benedetto XVI)

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Il peccato contro la speranza,
il più mortale di tutti,
è forse il meglio accolto,
il più accarezzato.

(Georges Bernanos)

Il peccato contro la speranza è il più pericoloso, perché intacca le radici della nostra fede, che ci dicono invece che la luce del bene ha sconfitto le tenebre del male.


Chi ha poca carità vede pochi poveri;
chi ha molta carità vede molti poveri;
chi non ha carità non vede nessuno.

(Don Primo Mazzolari)

Senza amore, siamo ciechi.


Mi chiese che cosa stessi cercando. “A dir la verità”, dissi, “sto cercando la perla di grande valore”. Lui la estrasse da una tasca e me la diede. Proprio così. Io rimasi senza parole, poi mi ripresi: “Davvero è per me? Sei sicuro di non volerla tenere?”. Alla fine mi disse: “Secondo te, cosa è preferibile: possedere la perla di gran valore, o poterla donare?”. Ad ogni modo, ora l’ho io. E non lo dico a nessuno, per paura di non essere preso sul serio (“Tu, proprio tu possiedi la perla di gran valore? Ma va’!”), o di destare invidia, o di venirne derubato. Sì, l’ho io. Ma rimane quella domanda: “E’ preferibile possederla o poterla donare?”. Per quanto tempo ancora mi impedirà la gioia?”

(Teofane il monaco)

Nella vita la perla di grande valore,  è saper donare con amore.


Io ti auguro non tutti i possibili regali.
Io ti auguro solo quello che la maggior parte della gente non ha:
Io ti auguro del tempo per gioire e per ridere,
e quando lo usi puoi cambiare qualcosa là fuori.
Io ti auguro del tempo per il tuo fare, per il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per regalarlo.
Io ti auguro del tempo per non avere fretta e per correre,
ma il tempo per poter essere soddisfatto.
Io ti auguro del tempo non solo così per poterlo sprecare.
Io ti auguro che ti possa restare del tempo per stupirti,
e del tempo per avere fiducia,
invece che guardare come passa il tempo nell’orologio.
Io ti auguro del tempo per poter afferrare le stelle
e tempo per crescere, cioè per maturare.
Io ti auguro del tempo per sperare di nuovo e per amare,
non ha senso rinviare questo tempo.
Io ti auguro del tempo per trovare te stesso,
ogni giorno, ogni ora per trovare la felicità.
Io ti auguro del tempo anche per perdonare gli altri.
Io ti auguro di avere tempo per vivere..

Elli Michler

Empatia


Empatia significa comprendere immedesimandosi nell’altro
dedicandosi a lui con calore.

(Anselm Grün)

Empatia, mettersi nei panni degli altri, anche se sono strappati… per riuscire ad amare senza giudicare.


Quantità o qualità?

Dal Vangelo di oggi (Mc 12,38-44)

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Assumere lo sguardo di Dio, che si accorge della sincerità delle azioni di ognuno, uno sguardo intelligente, che non si ferma all’apparenza, che guarda il cuore…

Gesù non si accontenta del superfluo, Gesù è esigente… Gesù ci ha dato tutto e ci chiede tutto! Non per impoverirci, ma per rendere ricca la nostra esistenza, per la nostra piena felicità.

I discepoli hanno bisogno di imparare lo sguardo del Maestro, non lasciarsi ingannare dalle apparenze…

Volete davvero mettervi a servizio di Dio? Non donate cose… donate voi stessi… come ha fatto quella povera vedova, che nella confusione del Tempio sarebbe passata inosservata. Gesù invece ne fa un modello per tutti.

Gesù non punta sulla quantità delle cose che abbiamo, ma sulla qualità di ciò che siamo, e la qualità di un uomo si misura tenendo conto di ciò che dona non di ciò che possiede.

anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede. (Lc 12,15)

Aiutaci Signore a fare della nostra vita un dono, solo così capiremo quanto sia bello riscoprire la qualità della vera vita: c’è più gioia nel dare che nel ricevere!

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