spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Signore accetta, ti prego
le mie distrazioni, la mia fatica,
le mie impazienze
e i miei vagabondaggi senza fede.
Tu mi conosci
più profondamente e pienamente
Di quanto io non conosca me stesso…
Volgiti verso di me,
guarda tutta la mia miseria
e confusione interiore
e fa’ che io senta la tua presenza
in mezzo alla mia inquietudine.

(Henri Nouwen)

 

Grazie Signore per la tua puntuale presenza, nella mia sovente incostanza.


Il 20 Luglio del 1937 esattamente 80 anni fa, moriva Guglielmo Marconi, tra i più grandi inventori di tutti i tempi, è considerato il padre della radio e in generale il principale artefice della comunicazione a grandi distanze.

Ad ogni passo che la scienza fa, ci porta sempre nuove sorprese e risultati. Eppure la scienza è come una luce fioca di una lanterna tremolante in una foresta profonda, attraverso la quale l’umanità si sforza di trovare la sua strada verso Dio. E’ solo la fede che può portare alla luce e servire come un ponte tra l’uomo e l’Assoluto […]. Sono orgoglioso di essere cristiano. Credo non solo come cristiano, ma anche come scienziato. Come un dispositivo senza fili, nella preghiera lo spirito umano è in grado di inviare onde invisibili per l’eternità, onde che raggiungono il loro obiettivo di fronte a Dio.

(Guglielmo Marconi)


O Dio non mi abbandonare; non ho fatto niente di buono ai tuoi occhi, ma nella tua bontà concedimi di cominciare.

(Arsenio il Grande)

Arsenio ci aiuta a riconoscere la nostra debolezza e nello stesso tempo la grandezza della Misericordia di Dio Padre, che è sempre pronto a ricominciare il rapporto con noi.

Dio non volge lo sguardo al passato per vedere gli errori e le cose che non siamo riusciti a fare… Dio volge lo sguardo al futuro, e intravede le cose belle che con Lui possiamo fare!

Ogni volta che ci fermiamo, che cadiamo, che sbagliamo…concedici di ricominciare!

Mandela Day


Sono 67 gli anni spesi da Nelson Mandela a servizio del suo popolo.

Offri 67 minuti del tuo tempo agli altri, al mondo, al bene comune

È lo slogan del Nelson Mandela Day, la giornata internazionale dedicata al leader sudafricano della lotta all’apartheid che si celebra il 18 luglio.

Agisci, ispira il cambiamento, fai che ogni giorno sia un Mandela Day”.


Questa notte io fui assorbito dalla meditazione della natura. Ammiravo il numero, la disposizione, la corsa di quei globi innumerevoli. Ma ammiravo ancor più l’Intelligenza infinita che presiede a questo vasto meccanismo. Dicevo a me stesso: Bisogna essere ben ciechi per non restare estasiati a questo spettacolo, sciocchi per non riconoscerne l’Autore, pazzi per non adorarlo. L’uomo che non ammette Dio è un pazzo.

Newton (matematico e fisico, 1643 – 1723)

La natura ci svela la grandezza infinita di Dio.


Chi spera non spreca

Dal Vangelo di oggi (Mt 13,1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Chi spera non spreca, chi spera non pensa alla sconfitta, ma alla buona riuscita…

Gesù oggi ci vuol far capire che il cuore di ognuno può diventare terreno buono per la sua Parola.

Quindi più che preoccuparsi che il seme si potrebbe perdere tra i rovi e le rocce, si rallegra che parte della semina produrrà frutti buoni.

Quante volte ci siamo trattenuti dall’Annunciare la Parola, “perché tanto cosa vuoi che capiscano quelli là”.

Il compito di chi annuncia la Parola non è quello di fare una proiezione sulla riuscita, ma quello di non trattenere nessun seme, di non aver paura di “sprecare” energie, e spargere abbondantemente la Parola in ogni cuore!

Sicuramente oggi il Vangelo ci interpella anche sulla qualità del nostro ascolto, di come accogliamo la Parola di Dio che abbondantemente riversa nei nostri cuori.

Signore fa di me un terreno fertile, dove i semi della tua Parola possano diventare frutti di Giustizia, di Bontà e di Pace.

Aiutami a tener lontano le erbacce che potrebbero soffocare i semi che metti nel mio cuore (la pigrizia, l’egoismo…).

Salire


Oggi la Chiesa fa memoria di San Bonaventura da Bagnoregio.

Tutta la nostra vita è quindi per san Bonaventura un “itinerario”, un pellegrinaggio – una salita verso Dio. Ma con le nostre sole forze non possiamo salire verso l’altezza di Dio. Dio stesso deve aiutarci, deve “tirarci” in alto. Perciò è necessaria la preghiera. La preghiera – così dice il Santo – è la madre e l’origine della elevazione – “sursum actio”, azione che ci porta in alto – dice Bonaventura. Concludo perciò con la preghiera, con la quale comincia il suo “Itinerario”: Preghiamo dunque e diciamo al Signore Dio nostro: Conducimi, Signore, nella tua via e io camminerò nella tua verità. Si rallegri il mio cuore nel temere il tuo nome.

(Benedetto XVI)

Saliamo verso di Te Signore. Con le nostre gambe, grazie alla tua spinta!