spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Il 20 luglio del 1937, muore Guglielmo Marconi.

L’unità armoniosa delle cause e delle leggi rappresenta la Verità, l’unità armoniosa delle linee, colori, suoni e idee costituisce la Bellezza, mentre l’armonia delle emozioni e la volontà costituisce il Bene, che essendo la massima espressione dell’Eterno e Supremo Creatore porta l’uomo a compimento e ci spinge a cercare la perfezione assoluta.

(Gugliemo Marconi)

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Paolo Borsellino


Il 19 luglio del 1992 viene ucciso dalla mafia Paolo Borsellino.

Facendo riferimento ai mafiosi diceva nell’intervista: “Non hanno ancora inventato una bomba che uccida l’amore, non la inventeranno mai!

(Salvatore Borsellino, fratello di Paolo)

Caravaggio


Riposo durante la fuga in Egitto

Il 18 luglio del 1610 moriva Michelangelo Merisi in arte “Caravaggio”.

Le novità assolute introdotte da Caravaggio in pittura sono lo studio del vero, contro ogni regola accademica, e l’impiego violento della luce, come metafora della grazia divina. La luce del pittore lombardo squarcia le tenebre e arriva improvvisa agli uomini. Sono queste innovazioni due facce di una stessa medaglia. Caravaggio, in linea col pensiero filosofico e scientifico dell’epoca, sembra volerci dire che solo attraverso la realtà si può giungere alla divinità. Per questo le sue opere, nonostante il carattere rivoluzionario e di rottura col passato, hanno un contenuto profondamente religioso. (cit.)


Oggi ricordiamo John Coltrane morto il 17 luglio del 1967.

John William Coltrane, meglio noto solo come John Coltrane, nasce il 23 settembre del 1926 ad Hamlet, in North Carolina, Usa. È considerato il più grande sax tenore alto della storia del jazz, maestro del sax soprano, anche, che ha saputo riportare in auge dopo decenni di appannamento. Secondo molti pareri critici è da considerare insieme al collega Charlie Parker tra i più grandi innovatori del genere musicale inventato dagli afroamericani tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX.

Da sempre imitato per lo stile, il tono, le folli dissonanze, ha dato vita ad alcuni dei migliori dischi della storia del Jazz, da “My Favourite Things” a “A love supreme”. Alcuni brani da lui composti, come la splendida ballad “Naima”, fanno ormai parte del repertorio classico della musica jazz.

Nel 1957 sperimentai, per grazia di Dio, un risveglio spirituale che doveva condurmi a una vita più ricca, più piena. All’epoca, per gratitudine, chiesi umilmente di avere il privilegio di rendere felici gli altri con la musica. Mi sembra che mi sia stato accordato, rendo grazie a Dio.

(John Coltrane)


Santa Madre della Speranza, Vergine del Carmelo,
distendi come mantello di protezione,
sulle città e sui paesi,
sugli uomini e le donne,
sui giovani e i bambini,
sugli anziani e gli ammalati,
sugli orfani e gli afflitti,
sui figli fedeli e le pecore smarrite.
Stella del mare e Faro di luce,
conforto sicuro per il popolo pellegrino,
guida i suoi passi nel suo peregrinare terreno,
affinché percorra sempre sentieri di pace e di concordia,
cammini di Vangelo, di progresso, di giustizia e di libertà.
Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno;
che spariscano gli odi e i rancori,
che si superino le divisioni e le barriere,
che si appianino i conflitti e si rimarginino le ferite.
Fa’ che Cristo sia la nostra Pace,
che il suo perdono rinnovi i cuori,
che la sua Parola sia speranza e
fermento nella società. Amen.

(San Giovanni Paolo II)


Gioia ricevuta… gioia donata!

Dal Vangelo di oggi (Mc 6,7-13)

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Ora che la Chiesa desidera vivere un profondo rinnovamento missionario, c’è una forma di predicazione che compete a tutti noi come impegno quotidiano. Si tratta di portare il Vangelo alle persone con cui ciascuno ha a che fare, tanto ai più vicini quanto agli sconosciuti. È la predicazione informale che si può realizzare durante una conversazione ed è anche quella che attua un missionario quando visita una casa. Essere discepolo significa avere la disposizione permanente di portare agli altri l’amore di Gesù e questo avviene spontaneamente in qualsiasi luogo, nella via, nella piazza, al lavoro, in una strada.

(Evangelii Gaudium 127)

Non c’è bisogno di caricarsi di cose inutili…sono sufficienti un bastone, i sandali…te stesso!

Il dono più grande che possiamo annunciare agli altri siamo noi stessi. Persone come tutti, con le fragilità e debolezze proprie dell’essere umano, ma con la gioia nel cuore di avere fatto esperienza viva del Signore.

Essere attenti nelle piccole cose che facciamo tutti i giorni è di per sé già annuncio!

Il nostro stile di vita, la bontà, la generosità… il pensare agli altri fa di noi dei buoni missionari.

Il potere che hanno i discepoli sui demoni e sugli ammalati è innanzitutto il potere dell’amore!

Oggi il Vangelo ci ricorda questo impegno missionario di evangelizzare, cioè di annunciare a tutti l’amore di Gesù.

È non c’è miglior annuncio che la propria testimonianza.

Una vita bella è apprezzata da tutti.


Non mi piace la pietà che taglia le mani alla carità.

(San Camillo de Lellis)

Aiutaci Signore ad essere concreti nell’amore per essere efficaci nella preghiera.

Il nostro mondo dimentica a volte il valore speciale del tempo speso accanto al letto del malato, perché si è assillati dalla fretta, dalla frenesia del fare, del produrre, e si dimentica la dimensione della gratuità, del prendersi cura, del farsi carico dell’altro. In fondo, dietro questo atteggiamento c’è spesso una fede tiepida, che ha dimenticato quella parola del Signore che dice: “L’avete fatto a me”.

(Papa Francesco)

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