spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Oggi la Chiesa celebra la Prima Giornata Mondiale dei Poveri.

Non amiamo a parole ma con i fatti

È proprio vero, non si ama con le parole, ma con i fatti… purtroppo però alcune volte vi sono gesti di solidarietà che non parlano d’amore, ma di visibilità, superbia e molto spesso riguardano noi cristiani.

Non si ama per essere più bravi, si ama per essere più felici.

I gesti che compiamo non ci aiutano a diventare migliori agli occhi della gente, ma mezzo per raggiungere la pienezza della felicità.

Conosco alcune persone che si impegnano tantissimo per i poveri, ma sono tristi… proprio perché lo fanno per sentirsi migliori e non per sentirsi felici.

Io mi accorgo di un gesto autentico d’amore quando vedo nelle persone che lo compiono un senso di serenità e gioia.

Non si discute che, come dice Jacques Dor: Prima di essere un verbo, amare è una coniugazione di gesti e di pensieri preziosi.

Ci sono infatti molti gesti che non hanno bisogno di parole, ma molte parole che hanno bisogno di gesti concreti.

Voglio concludere questo breve pensiero condividendo con voi queste parole di S.Ambrogio:

E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno di più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un vagabondo affamato e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di essere uomo di quando mio padre si fece avanti a prendere le difese di un uomo ingiustamente accusato. (Sette dialoghi con Ambrogio, Vescovo di Milano, IV secolo d.C.)

Qui il link del discorso di Papa Francesco per la giornata.

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Dieci anni fa, il 18 novembre del 2007 a Novara veniva beatificato Antonio Rosmini.

Meditando la Provvidenza, io l’ammiro: ammirandola, l’amo; amandola, la celebro; celebrandola, la ringrazio; ringraziandola, mi empio di letizia. E come potrei fare altrimenti, se so per ragione e per fede, e sento con l’intimo spirito, che tutto ciò che si fa, o voluto o permesso da Dio, è fatto da un eterno, da un infinito, da un essenziale amore? E chi potrebbe rattristarsi all’amore?

(Beato Antonio Rosmini)

L’Amore di Dio rende veramente felici…


Ci prepariamo a vivere domenica la prima giornata del povero, voluta da Papa Francesco per sensibilizzarci sul tema della povertà.

Oggi la Chiesa fa memoria di Santa Elisabetta d’Ungheria, di lei si dice sia stata “La Regina dei Poveri”, non vi è figura migliore per preparaci alla giornata di domenica.

Elisabetta praticava assiduamente le opere di misericordia: dava da bere e da mangiare a chi bussava alla sua porta, procurava vestiti, pagava i debiti, si prendeva cura degli infermi e seppelliva i morti. Scendendo dal suo castello, si recava spesso con le sue ancelle nelle case dei poveri, portando pane, carne, farina e altri alimenti. Consegnava i cibi personalmente e controllava con attenzione gli abiti e i giacigli dei poveri. Questo comportamento fu riferito al marito, il quale non solo non ne fu dispiaciuto, ma rispose agli accusatori: “Fin quando non mi vende il castello, ne sono contento!”. In questo contesto si colloca il miracolo del pane trasformato in rose: mentre Elisabetta andava per la strada con il suo grembiule pieno di pane per i poveri, incontrò il marito che le chiese cosa stesse portando. Lei aprì il grembiule e, invece del pane, comparvero magnifiche rose. Questo simbolo di carità è presente molte volte nelle raffigurazioni di santa Elisabetta.

Il suo fu un matrimonio profondamente felice: Elisabetta aiutava il coniuge ad elevare le sue qualità umane a livello soprannaturale, ed egli, in cambio, proteggeva la moglie nella sua generosità verso i poveri e nelle sue pratiche religiose. Sempre più ammirato per la grande fede della sposa, Ludovico, riferendosi alla sua attenzione verso i poveri, le disse: “Cara Elisabetta, è Cristo che hai lavato, cibato e di cui ti sei presa cura”. Una chiara testimonianza di come la fede e l’amore verso Dio e verso il prossimo rafforzino la vita familiare e rendano ancora più profonda l’unione matrimoniale.

(Benedetto XVI, Udienza generale 20.10.10) (testo integrale)


E’ vera saggezza di vita saper scoprire il meraviglioso nelle cose di ogni giorno.

(Pearl S. Buck)

Un segreto per essere felici è scoprire la meraviglia nascosta nella vita di tutti i giorni!


L’amore è l’essere che dona e si dona, che si arricchisce solo donando e per donare sempre di più.

(Marie Noël)

L’amore vero supera ogni egoismo.


Purificazione del cuore: non avere paura né di sé né degli altri. In questo sta la nuova innocenza. Questo è ciò che conta: non perdiamo tempo in teorie. Pensare di poter sistemare e risolvere tutto è un errore. Il mistero della vita è che il male esiste, che le tensioni non possono essere soppresse e che noi ci siamo dentro; che si deve fare il possibile, senza lasciarsi dominare e senza mai ritenere di possedere la verità assoluta. Bisogna accettare la condizione umana, sapere che un certo dubitare non si oppone alla fede; sapere che il senso di contingenza è necessario alla nostra vita. Devo rendermi conto che sono una parte di questa realtà e che non spetta a me controllarla; scoprire il senso della vita nella gioia, nella sofferenza, nelle passioni; invece di lamentare la difficoltà del vivere, rimandando ad un giorno che non arriva mai il momento di godere profondamente di questa vita, trovare questo senso in ogni istante.

(Raimon Panikkar)

Chi aspetta che la felicità arrivi domani, non la assapora mai.

Nessun amore, nessuna amicizia può attraversare il cammino del nostro destino senza lasciarvi una qualche traccia per sempre.

(François Mauriac)

Le relazioni vere, quelle dove non risparmiamo niente per dare tutto (amicizia e amore), lasciano tracce indelebili nel tempo.