spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Il perdono

Il perdono non solo rende possibile ai malfattori la conversione dalle loro vie di male, ma libera anche le vittime da odio, sete di vendetta e sentimenti di impotenza. Per entrambi il perdono è un’assoluzione dall’ostilità.
(Jürgen Moltmann)

Cristo, re dei cieli e vero agricoltore, venendo verso l’umanità, devastata dal peccato, prese un corpo umano, e, portando la croce come strumento di lavoro, dissodò l’anima arida e incolta, ne strappò via le spine e i rovi degli spiriti malvagi, divelse il loglio del male e gettò al fuoco tutta la paglia dei peccati.


Fratelli, interrogate il vostro cuore, analizzate il vostro intimo, vedete quanto amore si trova in voi, e accrescetelo… Cos’è più prezioso dell’amore? Secondo voi qual è il suo prezzo e come stabilirlo? Il denaro e i beni che possiedi costituiscono il valore del tuo patrimonio. L’amore che hai dentro di te costituisce il valore della tua stessa vita.

(Sant’Agostino)

Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: – Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: – l’umiltà. 

Vangelo (Gv 2,1-11)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Rimanere senza vino, Maria madre attenta, si accorge… siamo ad una festa ma la gioia sta per finire.

Quante persone fanno esperienza di una festa che però non accende i cuori… di una festa che non rallegra l’esistenza. Il vino quello buono deve avere il sapore dell’amore. Chissà quanti hanno vissuto queste feste, senza sentire la gioia di sentirsi amati.

Molte volte affannati a preparare le varie feste della nostra vita, ci accorgiamo che alla fine, manca l’elemento essenziale: quella gioia che non fa sentire la fatica della relazione.

Le feste funzionano soprattutto quando sono preparate tutto l’anno. La relazione quotidiana, l’amore donato e ricevuto. Non è vera festa se non è festa nel nostro cuore.

Per avere il cuore in festa, non deve mancare il vino buono, la relazione con Gesù, che accende i cuori e alimenta la vera gioia.

Il primo segno che compie Gesù, ci fa capire il suo desiderio di vederci felici e realizzati.

C’è una festa a cui siamo tutti invitati, dove non manca mai il vino della Sua amorevole presenza, è l’eucarestia domenicale… una festa dove sentirsi amati e coccolati.

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