spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


La pazienza è l’arte di sperare.

(Luc de Clapiers de Vauvenargues)

A chi sa attendere, il tempo apre ogni porta… dice un antico proverbio cinese.

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IL 19 aprile del 2005, dopo il conclave viene eletto papa, al quarto scrutinio, il cardinale tedesco Joseph Ratzinger con il nome di Benedetto XVI.

Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre, starà dalla nostra parte. Grazie. (Messaggio nel giorno dell’elezione di Papa Benedetto XVI).

Semplice e umile… strumento insufficiente… così si presentava, l’uomo dell’essenziale. Grazie per tutto il lavoro che hai fatto per la tua amata Chiesa… come dici tu… nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti… tu continua nella preghiera silenziosa a sostenerci.


L’uomo incontra Dio dietro ogni porta che la scienza riesce ad aprire.

(Albert Einstein)

Il 18 aprile 1955, moriva Albert Einstein… grandissimo scienziato che scrutando il mondo ha scoperto la grandezza di Dio.

Lo stile


Nell’esercizio anche del più umile dei mestieri,

lo stile è un fatto decisivo.

(Heinrich Böll)

Anche per noi cristiani, lo stile è decisivo, lo stesso di Gesù… quello dell’amore, quello di donarsi senza riserva.


Quest’anno con i giovani e ragazzi della mia parrocchia partecipiamo al pellegrinaggio diocesano a Lourdes, e sono contento che i miei giovani possano approfondire la conoscenza di Santa Bernardette.

Oggi la Chiesa ne fa memoria, e noi meditiamo un suo pensiero:

Per la maggior gloria di Dio, l’importante non è fare tanto, ma farlo bene.


Spezzare… per rimanere uniti

Dal Vangelo di oggi (Lc 24,35-48)

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Lo riconobbero dallo spezzare il pane…

Spezzare per rimanere uniti. Ecco l’insegnamento di Gesù. La condivisione deve essere il modo di vivere tra noi. Vivere da risorti significa proprio questo, vivere con un cuore pulsante e pieno di vita. Un cuore che ci spinge verso gli altri, perché solo l’amore trasforma la morte in vita, la solitudine in presenza, la tristezza in gioia…

Ognuno ha un suo compito preciso… ognuno un servizio da compiere presso la propria comunità.

Sento nel profondo del cuore la chiamata a servire la mia comunità, nello spezzare il pane (anche ai poveri), spezzare la Parola, spezzare le catene che non lasciano i miei fratelli e sorelle liberi di Amare.

Oggi riconoscere il Risorto significa riconoscere la potenza dell’amore! L’impossibile che diventa possibile.

Ci sono case ricche, che non consentono più di vedere il cielo, ci sono vite troppo frenetiche che non consentono più di stare a tavola insieme e di accorgersi del colore degli occhi e delle gioie e delle ferite dei cuori.

(Carlo Maria Martini)

Gesù oggi si ferma a tavola con noi, senza fretta, per farci sentire la sua presenza viva, perché ci ha promesso di non abbandonarci…


Il 14 aprile del 1980, moriva Gianni Rodari, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l’infanzia.

Oggi condivido con voi una sua filastrocca:

È difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi che si credono liberi.

Non c’è peggior schiavo di chi si sente libero, ma è incapace di amare.

Chi non ama rimane prigioniero del suo egoismo…

Dobbiamo insegnare ai bambini fin da piccoli la cosa più difficile: vivere per gli altri… solo così potranno dare senso e gioia alla loro vita!

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