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Rinvio della giornata in ricordo delle vittime della mafia


“La città di Palermo, come ogni anno, era pronta per accogliere al meglio con grande cura e in spirito di condivisione e solidarietà la presenza migliaia di persone. Ma sarà pronta altrettanto ad ottobre per fare memoria e esprimere gratitudine alle vittime innocenti della mafia abbracciando i loro familiari”. Lo dichiarano Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera e il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Per motivi di sicurezza sanitaria e per i rischi causati della presenza del Coronavirus sul territorio nazionale Ciotti e Orlando hanno deciso di comune accordo di spostare al 23-24 ottobre appuntamento della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, manifestazione che è giunta alla 25esima edizione e che si sarebbe dovuta svolgere oggi nel capoluogo siciliano. “Anche la nuova data – concludono Luigi Ciotti e Leoluca Orlando – sarà una occasione per sottolineare la importanza della cultura della legalità , della responsabilità che ha coinvolto e coinvolge insieme società civile e istituzioni”.  libera.it

Peppino Impastato


Peppino Impastato viene assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.

Peppino Impastato: Sai cosa penso? Che quest’aeroporto in fondo non è brutto, anzi…

Salvo Vitale: Ma che cosa dici?

Peppino Impastato: No ma… Visto così dall’alto, uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo e invece non è così! In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi si trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere: fanno ‘ste case schifose con le finestre in alluminio e i muri di mattoni finti… Mi stai seguendo?…

Salvo Vitale: Eeh, ti sto seguendo!

Peppino Impastato: …I balconcini, ‘a gente ci va a abitare e ci mette… le tendine, i gerani, la televisione e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste, nessuno si ricorda più di com’era prima, non ci vuole niente a distruggere la bellezza.

Salvo Vitale: Ah be’ ho capito, ma allora?

Peppino Impastato: E allora… E allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ‘ste fissarie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscela, a difenderla.

Salvo Vitale: La bellezza?

Peppino Impastato: La bellezza, è importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto.

Paolo Borsellino


Venerdì 19 gennaio del 1940, nasceva Paolo Borsellino: Un campione della lotta alla mafia che portò avanti al costo della vita, lasciando, insieme con il collega e amico Giovanni Falcone, un esempio insuperabile di difensore della legalità e di servitore dello Stato.

Se la gioventù le negherà il consenso,
anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.

(Paolo Borsellino)

Paolo Borsellino


Il 19 luglio del 1992 viene ucciso dalla mafia Paolo Borsellino.

Facendo riferimento ai mafiosi diceva nell’intervista: “Non hanno ancora inventato una bomba che uccida l’amore, non la inventeranno mai!

(Salvatore Borsellino, fratello di Paolo)

Peppino Impastato


Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.

Oggi ricordiamo Peppino Impastato, ucciso a Cinisi (PA) il 9 maggio 1978.

A Peppino e a tutte le vittime innocenti che ancora ci sfuggono, dedichiamo la nostra memoria e il nostro impegno.

Beato Pino Puglisi


Il 15 settembre del 1993, a Palermo, nel quartiere Brancaccio, un commando di Cosa Nostra capitanato da Salvatore Grigoli, detto U Cacciatori, uccide don Giuseppe Puglisi, in piazza Anita Garibaldi, davanti al portone della sua casa.

Il puro di cuore è colui che ha un comportamento senza doppiezze, colui che è semplice e sincero dice e fa la verità. Chi è sincero è già nella gioia e potremmo dire che i suoi occhi sono limpidi.

(Beato Pino Puglisi)

La doppiezza dimezza il valore delle persone!

Rocco Chinnici

Rocco Chinnici (Misilmeri, 19 gennaio 1925 – Palermo, 29 luglio 1983) è stato un magistrato italiano, una delle vittime di Cosa Nostra. È divenuto famoso per l’idea dell’istituzione del “pool antimafia”, che diede una svolta decisiva nella lotta alla mafia.

Parlare ai giovani, alla gente, raccontare chi sono e come si arricchiscono i mafiosi fa parte dei doveri di un giudice. Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai.

(Rocco Chinnici)

Chinnici era un uomo semplice e schietto; il suo viso ricordava la Sicilia contadina, pulita; i suoi occhi esprimevano bontà grande, intelligenza e fermezza. Come Cesare Terranova, del fenomeno mafioso sapeva cogliere sempre e solo l’essenziale, senza vagare tra le nuvole di teorie astratte, improbabili e romanzesche o nello scetticismo interessato e mistificatorio. (Emanuele Macaluso)

Oggi il ricordo va a tutte quelle persone che hanno donato la vita per la lotta contro la mafia.

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