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Peppino Impastato


Peppino Impastato viene assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.

Peppino Impastato: Sai cosa penso? Che quest’aeroporto in fondo non è brutto, anzi…

Salvo Vitale: Ma che cosa dici?

Peppino Impastato: No ma… Visto così dall’alto, uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo e invece non è così! In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi si trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere: fanno ‘ste case schifose con le finestre in alluminio e i muri di mattoni finti… Mi stai seguendo?…

Salvo Vitale: Eeh, ti sto seguendo!

Peppino Impastato: …I balconcini, ‘a gente ci va a abitare e ci mette… le tendine, i gerani, la televisione e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste, nessuno si ricorda più di com’era prima, non ci vuole niente a distruggere la bellezza.

Salvo Vitale: Ah be’ ho capito, ma allora?

Peppino Impastato: E allora… E allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ‘ste fissarie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscela, a difenderla.

Salvo Vitale: La bellezza?

Peppino Impastato: La bellezza, è importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto.

Paolo Borsellino


Venerdì 19 gennaio del 1940, nasceva Paolo Borsellino: Un campione della lotta alla mafia che portò avanti al costo della vita, lasciando, insieme con il collega e amico Giovanni Falcone, un esempio insuperabile di difensore della legalità e di servitore dello Stato.

Se la gioventù le negherà il consenso,
anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.

(Paolo Borsellino)

Paolo Borsellino


Il 19 luglio del 1992 viene ucciso dalla mafia Paolo Borsellino.

Facendo riferimento ai mafiosi diceva nell’intervista: “Non hanno ancora inventato una bomba che uccida l’amore, non la inventeranno mai!

(Salvatore Borsellino, fratello di Paolo)

Peppino Impastato


Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.

Oggi ricordiamo Peppino Impastato, ucciso a Cinisi (PA) il 9 maggio 1978.

A Peppino e a tutte le vittime innocenti che ancora ci sfuggono, dedichiamo la nostra memoria e il nostro impegno.

Beato Pino Puglisi


Il 15 settembre del 1993, a Palermo, nel quartiere Brancaccio, un commando di Cosa Nostra capitanato da Salvatore Grigoli, detto U Cacciatori, uccide don Giuseppe Puglisi, in piazza Anita Garibaldi, davanti al portone della sua casa.

Il puro di cuore è colui che ha un comportamento senza doppiezze, colui che è semplice e sincero dice e fa la verità. Chi è sincero è già nella gioia e potremmo dire che i suoi occhi sono limpidi.

(Beato Pino Puglisi)

La doppiezza dimezza il valore delle persone!

Rocco Chinnici

Rocco Chinnici (Misilmeri, 19 gennaio 1925 – Palermo, 29 luglio 1983) è stato un magistrato italiano, una delle vittime di Cosa Nostra. È divenuto famoso per l’idea dell’istituzione del “pool antimafia”, che diede una svolta decisiva nella lotta alla mafia.

Parlare ai giovani, alla gente, raccontare chi sono e come si arricchiscono i mafiosi fa parte dei doveri di un giudice. Senza una nuova coscienza, noi, da soli, non ce la faremo mai.

(Rocco Chinnici)

Chinnici era un uomo semplice e schietto; il suo viso ricordava la Sicilia contadina, pulita; i suoi occhi esprimevano bontà grande, intelligenza e fermezza. Come Cesare Terranova, del fenomeno mafioso sapeva cogliere sempre e solo l’essenziale, senza vagare tra le nuvole di teorie astratte, improbabili e romanzesche o nello scetticismo interessato e mistificatorio. (Emanuele Macaluso)

Oggi il ricordo va a tutte quelle persone che hanno donato la vita per la lotta contro la mafia.

Tu puoi dire no


Oggi ricordiamo la strage di capaci, un attentato messo in atto da Cosa Nostra in Sicilia, il 23 maggio 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci nel territorio comunale di Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo. Nell’attentato persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.

Teresa, una giovane animatrice della mia parrocchia, con la sua classe, ha vinto un concorso nazionale indetto dalla Fondazione Falcone insieme al Ministero dell’Istruzione. Oggi, a 25 anni dall’assassinio di Giovanni Falcone e della sua scorta, durante il Convegno annuale nell’aula bunker dell’Ucciardone, a Palermo, Teresa e alcuni suoi compagni e professori ritireranno il premio che hanno vinto.
La sua classe ha realizzato un video pieno di immagini e frasi contro la mafia. La parola d’ordine è «abbattere il muro del silenzio».

Alla fine del video si può ascoltare una canzone che hanno composto per il concorso, condivido con voi il testo molto interessante:

Tu puoi dire no

Ti hanno detto che é giusto rubare il tempo
Ti hanno detto che é giusto seguire lo stampo
Ti hanno detto che è giusto usare il ferro
Ti hanno detto che è giusto pure l’inferno

Tu puoi dire no
Tu puoi dire no
Tu puoi dire no
La famiglia non vuol dire appartenenza
Puoi dire no a tutta questa violenza

Ascoltami piccolo piccolo mafioso
Ascoltami piccolo ti hanno rinchiuso
Ascoltami piccolo piccolo mafioso
Ascoltami piccolo puoi non essere rinchiuso

Tu puoi dire no
Tu puoi dire no
Tu puoi dire no
La famiglia non vuol dire appartenenza
Puoi dire no a tutta questa violenza

Ti hanno detto che é giusto tacere
Ti hanno detto che è meglio morire
Ti hanno detto che è questione di onore
Ti hanno detto che il boss è il tuo padrone

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