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Peppino Impastato


Pino bocca di verità
bocca d’innocenza
rappresenta il seme
di questa terra
senza speranza

Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino, è stato un giornalista e attivista italiano, noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra, a seguito delle quali fu assassinato il 9 maggio 1978.

Oggi ricordiamo un uomo coraggioso, un uomo che come tanti altri uomini di valore hanno lottato contro i soprusi della mafia.

Rinvio della giornata in ricordo delle vittime della mafia


“La città di Palermo, come ogni anno, era pronta per accogliere al meglio con grande cura e in spirito di condivisione e solidarietà la presenza migliaia di persone. Ma sarà pronta altrettanto ad ottobre per fare memoria e esprimere gratitudine alle vittime innocenti della mafia abbracciando i loro familiari”. Lo dichiarano Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera e il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Per motivi di sicurezza sanitaria e per i rischi causati della presenza del Coronavirus sul territorio nazionale Ciotti e Orlando hanno deciso di comune accordo di spostare al 23-24 ottobre appuntamento della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, manifestazione che è giunta alla 25esima edizione e che si sarebbe dovuta svolgere oggi nel capoluogo siciliano. “Anche la nuova data – concludono Luigi Ciotti e Leoluca Orlando – sarà una occasione per sottolineare la importanza della cultura della legalità , della responsabilità che ha coinvolto e coinvolge insieme società civile e istituzioni”.  libera.it

Peppino Impastato


Peppino Impastato viene assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.

Peppino Impastato: Sai cosa penso? Che quest’aeroporto in fondo non è brutto, anzi…

Salvo Vitale: Ma che cosa dici?

Peppino Impastato: No ma… Visto così dall’alto, uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo e invece non è così! In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi si trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere: fanno ‘ste case schifose con le finestre in alluminio e i muri di mattoni finti… Mi stai seguendo?…

Salvo Vitale: Eeh, ti sto seguendo!

Peppino Impastato: …I balconcini, ‘a gente ci va a abitare e ci mette… le tendine, i gerani, la televisione e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste, nessuno si ricorda più di com’era prima, non ci vuole niente a distruggere la bellezza.

Salvo Vitale: Ah be’ ho capito, ma allora?

Peppino Impastato: E allora… E allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ‘ste fissarie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscela, a difenderla.

Salvo Vitale: La bellezza?

Peppino Impastato: La bellezza, è importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto.

Paolo Borsellino


Venerdì 19 gennaio del 1940, nasceva Paolo Borsellino: Un campione della lotta alla mafia che portò avanti al costo della vita, lasciando, insieme con il collega e amico Giovanni Falcone, un esempio insuperabile di difensore della legalità e di servitore dello Stato.

Se la gioventù le negherà il consenso,
anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.

(Paolo Borsellino)

Paolo Borsellino


Il 19 luglio del 1992 viene ucciso dalla mafia Paolo Borsellino.

Facendo riferimento ai mafiosi diceva nell’intervista: “Non hanno ancora inventato una bomba che uccida l’amore, non la inventeranno mai!

(Salvatore Borsellino, fratello di Paolo)

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