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Articoli con tag ‘lotta alla mafia’

Peppino Impastato


Pino bocca di verità
bocca d’innocenza
rappresenta il seme
di questa terra
senza speranza

Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino, è stato un giornalista e attivista italiano, noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra, a seguito delle quali fu assassinato il 9 maggio 1978.

Oggi ricordiamo un uomo coraggioso, un uomo che come tanti altri uomini di valore hanno lottato contro i soprusi della mafia.

Rinvio della giornata in ricordo delle vittime della mafia


“La città di Palermo, come ogni anno, era pronta per accogliere al meglio con grande cura e in spirito di condivisione e solidarietà la presenza migliaia di persone. Ma sarà pronta altrettanto ad ottobre per fare memoria e esprimere gratitudine alle vittime innocenti della mafia abbracciando i loro familiari”. Lo dichiarano Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera e il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Per motivi di sicurezza sanitaria e per i rischi causati della presenza del Coronavirus sul territorio nazionale Ciotti e Orlando hanno deciso di comune accordo di spostare al 23-24 ottobre appuntamento della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, manifestazione che è giunta alla 25esima edizione e che si sarebbe dovuta svolgere oggi nel capoluogo siciliano. “Anche la nuova data – concludono Luigi Ciotti e Leoluca Orlando – sarà una occasione per sottolineare la importanza della cultura della legalità , della responsabilità che ha coinvolto e coinvolge insieme società civile e istituzioni”.  libera.it

Ammazzateci Tutti


Oggi ricordiamo Francesco Fortugno assassinato a Locri il 16 ottobre del 2005.

Ammazzateci Tutti nasce nel 2005 in Calabria come reazione spontanea ai numerosi omicidi di ‘ndrangheta, culminati con l’assassinio di Francesco Fortugno.
In poco tempo, anche grazie ad internet, il Movimento si apre a tutto il territorio nazionale, raccogliendo l’adesione di migliaia di ragazzi e ragazze da tutte le regioni d’Italia, riuniti in comitati e coordinamenti territoriali.

Principalmente attivo, oltre che nella lotta alle mafie anche sulle tematiche della legalità, della giustizia e del comparto sicurezza, oggi Ammazzateci Tutti è divenuta la più grande organizzazione giovanile antimafia italiana. (ammazzatecitutti.it)

Lasciatemi dire che e’ anche un po’ colpa nostra se c’e’ qualche politico, piu’ di un politico, che non fa il proprio dovere o, peggio ancora, fa qualcos’altro.

(Francesco Fortugno)

Libero Grassi


Il 29 agosto del 1991, la mafia uccide Libero Grassi: Alle 7,30 il silenzio che avvolge via Vittorio Alfieri, nel cuore del centro storico di Palermo, è interrotto da tre colpi di pistola. Due individui scappano e sul marciapiede rimane il corpo senza vita di un uomo.

Libero Grassi, titolare dell’impresa Sigma, è assassinato a due passi dalla sua abitazione, per mano della mafia (l’esecutore materiale viene riconosciuto più tardi in Salvatore Madonia) contro cui ha lottato fino alla fine, rifiutandosi di pagare il pizzo e denunciando i suoi estorsori.

Il giorno dopo il Corriere della Sera pubblica una lettera, dove accusa le associazioni di categoria di averlo lasciato solo nella lotta al racket delle tangenti imposte a commercianti e imprenditori.

Sposato e con due figli, Grassi era diventato un riferimento della lotta alla mafia, in particolare dopo la lettera pubblicata sul quotidiano Il Giornale di Sicilia, in cui affrontava con determinazione gli aguzzini che, sotto la fittizia identità del “ragionier Anzalone”, gli avevano chiesto un contributo di 50 milioni per i carcerati.
Lo stesso Grassi aveva contribuito all’arresto dei suoi estorsori fornendo una descrizione dettagliata agli investigatori.

Significative le parole dette nel corso di un’intervista per Samarcanda di Michele Santoro: «Non sono un pazzo, sono un imprenditore e non mi piace pagare. Rinuncerei alla mia dignità. Non divido le mie scelte con i mafiosi».

Gli sarà unanimemente riconosciuto il merito di aver dato vita alla lotta contro il pizzo, raccolta successivamente da numerose associazioni antiracket ispiratesi alla sua figura.

Peppino Impastato


Peppino Impastato viene assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una documentata mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi: il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani.

Peppino Impastato: Sai cosa penso? Che quest’aeroporto in fondo non è brutto, anzi…

Salvo Vitale: Ma che cosa dici?

Peppino Impastato: No ma… Visto così dall’alto, uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo e invece non è così! In fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi si trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere: fanno ‘ste case schifose con le finestre in alluminio e i muri di mattoni finti… Mi stai seguendo?…

Salvo Vitale: Eeh, ti sto seguendo!

Peppino Impastato: …I balconcini, ‘a gente ci va a abitare e ci mette… le tendine, i gerani, la televisione e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste, nessuno si ricorda più di com’era prima, non ci vuole niente a distruggere la bellezza.

Salvo Vitale: Ah be’ ho capito, ma allora?

Peppino Impastato: E allora… E allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ‘ste fissarie, bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscela, a difenderla.

Salvo Vitale: La bellezza?

Peppino Impastato: La bellezza, è importante la bellezza, da quella scende giù tutto il resto.

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