spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Mercoledì 11 marzo del 1908 Moriva Edmondo De Amicis, il narratore per eccellenza dell’Italia risorgimentale. Così viene ricordato nei libri di storia e nei manuali di letteratura italiana, che ne esaltano l’attività di scrittore e pedagogo.

L’educazione d’un popolo si giudica dal contegno ch’egli tien per la strada.

(Edmondo De Amicis)

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Essere per se stessi o per gli altri?

Dal Vangelo di oggi (Lc 4,1-13)

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Gesù usa i suoi poteri per se stesso? O per mettersi a servizio della volontà del Padre?

Quello che vive oggi Gesù nel deserto si ripresenta a lui sulla croce… la folla grida “Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso”.

Il Tentatore cerca in tutti i modi di distoglierlo dalla sua missione, quella di salvare il mondo!

Gesù non trasforma il pane per sé ma diventa pane per noi!

Gesù non vuole un potere che non venga da suo Padre. A che servirebbe tutto il potere del mondo senza l’amore?

Gesù non deve provare l’amore del Padre, Gesù non lo sfida perché si fida!

Anche noi non dobbiamo cedere alle lusinghe del mondo, ma fare la volontà del Padre, usare i nostri doni per gli altri!

Questo cammino di Quaresima ci aiuti a capire che siamo salvi solo se riusciamo a non pensare sempre e solo a noi stessi, ma aprendoci agli altri scopriamo il senso della nostra esistenza.


Il 9 marzo 1857, moriva San Domenico Savio.

Ancora bambino decise quale sarebbe stato il suo progetto di vita: vivere da vero cristiano. Tale desiderio venne accentuato dall’ascolto di una predica di don Bosco, dopo la quale decise di divenire santo. Da questo momento, infatti la sua esistenza fu piena d’amore e carità verso il prossimo, cercando in occasione di dare l’esempio. Nel 1856 fondò la Compagnia dell’Immacolata e poco più tardi morì, lasciando un valido e bel ricordo della sua persona ai giovani cristiani. (http://www.santiebeati.it/dettaglio/32300)

(La memoria liturgica del santo è stata fissata al 9 marzo, mentre per la Famiglia Salesiana e per le diocesi piemontesi è stata posta al 6 maggio, in quanto l’anniversario della morte cadrebbe in Quaresima.)

San Domenico Savio prega per tutti gli adolescenti del mondo!


Oggi è il primo venerdì di Quaresima, in molte comunità si prega meditando la via crucis. Coloro che più di tutti si curano di Gesù nella sua salita al Calvario sono le donne. La festa della donna mi ricorda la tenerezza che le donne diffondono nel mondo.

Tenerezza non è segno di debolezza, ma di determinazione e amore donato.

Quante donne spendono la loro vita per accompagnare i propri figli sulle strade difficili della vita.

Grazie Signore per il dono delle donne.

Grazie Signore perché le carezze di una mamma sono la medicina migliore del mondo!

E tu Madre


Il 7 marzo del 1785 nasceva Alessandro Manzoni, oggi un suo “inno sacro” tratto da “La Passione” ci introduce al mistero della Croce.

E tu, Madre, che immota vedesti
Un tal Figlio morir sulla croce,
Per noi prega, o regina de’ mesti,
Che il possiamo in sua gloria veder;
Che i dolori, onde il secolo atroce
Fa de’ buoni più tristo l’esiglio,
Misti al santo patir del tuo Figlio,
Ci sian pegno d’eterno goder.


Signore, la nostra fede è come cenere,
tiepida e inconsistente!
La nostra speranza è come cenere:
leggera e portata dal vento.
Il nostro sguardo è come la cenere:
grigio e spento.
Le nostre mani sono come la cenere:
quanta polvere!
La nostra comunità è come la cenere:
quanta dispersione!
Signore Dio nostro, ti ringraziamo
perché nel cammino di quaranta giorni
che oggi iniziamo,
il soffio del tuo Spirito
accende di nuovo il suo fuoco
che cova sotto le nostre ceneri. Amen.

(Pie Charts)

Buon cammino di Quaresima a tutti.


Ricordo che per Carnevale, quando eravamo bambini, la nonna (nonna Rosa) ci faceva dei “biscotti”. Era una pasta molto sottile quella che faceva, poi la buttava nell’olio e quella si gonfiava… Ma quando cominciavamo a mangiarla era vuota! E la nonna ci diceva che in dialetto si chiamano bugie, perché sono come le bugie: sembrano grandi, ma non hanno niente dentro, non c’è verità, non c’è sostanza. Gesù ci dice: “State attenti al cattivo lievito dei farisei”. E qual è? È l’ipocrisia: guardatevi dal lievito dei farisei, l’ipocrisia». (Papa Francesco)

Oggi è l’ultimo giorno di Carnevale… maschere concesse perché indossate senza ipocrisia, ma solo così per un po’ di sana allegria e colore, che con il grigiume di questi tempi credo non faccia male.

Da domani però via le maschere, via l’ipocrisia…inizi un cammino sincero di conversione perché non c’è valore più grande di quello che ci ha dato nostro Signore.

Autenticità è quindi sinonimo di bellezza!

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