spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Le bugie di carnevale


Ricordo che per Carnevale, quando eravamo bambini, la nonna (nonna Rosa) ci faceva dei “biscotti”. Era una pasta molto sottile quella che faceva, poi la buttava nell’olio e quella si gonfiava… Ma quando cominciavamo a mangiarla era vuota! E la nonna ci diceva che in dialetto si chiamano bugie, perché sono come le bugie: sembrano grandi, ma non hanno niente dentro, non c’è verità, non c’è sostanza. Gesù ci dice: “State attenti al cattivo lievito dei farisei”. E qual è? È l’ipocrisia: guardatevi dal lievito dei farisei, l’ipocrisia». (Papa Francesco)

Oggi è l’ultimo giorno di Carnevale… maschere concesse perché indossate senza ipocrisia, ma solo così per un po’ di sana allegria e colore, che con il grigiume di questi tempi credo non faccia male.

Da domani però via le maschere, via l’ipocrisia…inizi un cammino sincero di conversione perché non c’è valore più grande di quello che ci ha dato nostro Signore.

Autenticità è quindi sinonimo di bellezza!

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L’unica strada


L’unica strada per arrivare al cielo è camminare con i piedi per terra

(Papa Francesco)

Un cammino concreto… amare con i nostri limiti… camminare con il nostro passo… niente di impossibile… perché l’impossibile lo fa Dio quando noi facciamo tutto il possibile per camminare dove Lui ci chiede.

San Giuseppe Lavoratore


Nei Vangeli San Giuseppe appare come un uomo forte, coraggioso, lavoratore, ma nel suo animo emerge una grande tenerezza, che non è la virtù del debole, anzi, al contrario, denota fortezza d’animo e capacità di attenzione, di compassione, di vera apertura all’altro, capacità di amore. Non dobbiamo avere timore della bontà, della tenerezza!

(Papa Francesco)

Le tre regole di lavoro:
1. Esci dalla confusione, trova semplicità.
2. Dalla discordia, trova armonia.
3. Nel pieno delle difficoltà risiede l’occasione favorevole.

(Albert Einstein)

Inseguire il nulla

Chi corre dietro al nulla diventa nullità.
(Papa Francesco)

Nella vita spendi energie per un progetto buono, come diceva don Andrea Santoro: non lasciarti tentare dalla luce che brilla, cerca piuttosto la luce che illumina.

Un bacino a Gesù


È bello quando le mamme insegnano ai figli piccoli a mandare un bacio a Gesù o alla Vergine. Quanta tenerezza c’è in quel gesto! In quel momento il cuore dei bambini si trasforma in spazio di preghiera.

(Papa Francesco, Amoris Laetitia, 287)

Già da piccoli abituare i bambini che Gesù non è una pezzo di legno, ma una persona che ci vuole bene.

Chiesa in uscita, gioia in entrata


Non possiamo rimanere in chiesa; la Messa è una forza che spinge fuori!
La Messa obbliga ad abbandonare la tavola, sollecita all’azione, spinge a lasciare le nostre cadenze residenziali. Ci stimola ad investire il fuoco che abbiamo ricevuto in gestualità dinamiche e missionarie. Se non ci si alza da tavola, l’Eucaristia rimane un sacramento incompiuto.

(Don Tonino Bello)

Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia. Come diceva Giovanni Paolo II ai Vescovi dell’Oceania, «ogni rinnovamento nella Chiesa deve avere la missione come suo scopo per non cadere preda di una specie d’introversione ecclesiale».

(Papa Francesco E.G. n.27)

È ora di alzarci da tavola, per condividere con i fratelli la gioia della Parola, la forza del Pane e rendere viva la Chiesa!
Chiesa in uscita, gioia in entrata.

Santo Stefano

santostefano
Nel martirio di Stefano si riproduce lo stesso confronto tra il bene e il male, tra l’odio e il perdono, tra la mitezza e la violenza, che ha avuto il suo culmine nella Croce di Cristo. La memoria del primo martire viene così, immediatamente, a dissolvere una falsa immagine del Natale: l’immagine fiabesca e sdolcinata, che nel Vangelo non esiste.
(Papa Francesco)

Non è una favola essere cristiani, il mio pensiero va a tutti coloro che ancora oggi, come Santo Stefano, testimoniano con la morte la fede in Gesù.

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