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XI Domenica del Tempo Ordinario (B)


Dove c’è un seme, c’è speranza…

Dal Vangelo di oggi (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Fa più rumore un albero che cade piuttosto che una foresta che cresce… Certo alberi che cadono ce ne sono, In questi duemila anni nella Chiesa molti scandali hanno minato la fede di molti credenti… nonostante questo però la chiesa è tutt’ora in piedi perché c’è Gesù che la sostiene…

Gesù è il seminatore, che semina nel cuore di ognuno il desiderio del Regno. Molte volte il seme cresce mette radici, si rafforza, mette le foglie e diventa riparo per tanti. Nella mia vita non sono mai mancati gli alberi presso cui essere custodito. Ricordo il mio don, ha fatto tanto per la mia parrocchia, per i poveri, per le famiglie, per i giovani… Lui puntava molto sulla foresta che pian piano cresceva, non si faceva spaventare dal rumore degli alberi caduti, perché sapeva che senza rumore, per ogni albero caduto ce n’erano altri mille che crescevano.
Quando si cammina nel bosco ci sono degli alberi che ti aiutano ad orientarti, a non perderti, punti di riferimento indispensabili. Sento davvero dal cuore di ringraziare il Signore per quegli alberi giganti che sono stati per me un riferimento essenziale. Giovanni Paolo II, Madre Teresa, Don Oreste Benzi, Il curato d’Ars, Don Ferraris, la Madonna d’Oropa, Don Piergiuseppe, Don Gabriele e Don Stefano miei confratelli preti…e tanti altri.

E voi per chi ringraziate il Signore? Quali sono gli alberi presso cui trovate riparo?

Vi lascio con un racconto simpatico… quando ero piccolo chiedo alla mia mamma, Come siamo nati io e Ale (il mio gemello)? E lei mi ha risposto… “ la mamma ha accolto i semini di papà, li ha tenuti 9 mesi nella pancia, e poi siete nati voi”… e io le ho risposto.. Papà allora ha proprio dei semini speciali!!!

E già qualsiasi seme di ogni specie parla di una cosa straordinaria: la forza della vita!!! Vi è mai capitato di essere affascinati da un fiore che spunta fra le rocce?

Dove c’è un seme c’è speranza…

Venga il tuo Regno Signore, sia anch’io un seme di speranza per questo mondo ferito dal limite della debolezza umana.

Sintonizzarsi col mondo

Dal Vangelo di oggi (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parabole per entrare in sintonia con gli uomini… la cura di Gesù nel portare la sua Parola…

Magari usiamo ancora antenne obsolete..allora forse non riusciamo a farci comprendere da coloro che sono lontani… Su quali canali intercettare l’attenzione degli uomini, per portare il grande dono del Vangelo?

Una Chiesa in uscita che si rintana nelle proprie certezze?

Usare i canali del mondo, ma proporre un programma di qualità!

Gesù ha scelto un linguaggio semplice, Gesù ha scelto di stare in mezzo alla gente, di ascoltare il grido degli ultimi e dei poveri.

Dove si pone la nostra comunità? Quale seme dell’amore di Dio ricevono i nostri vicini? I nostri colleghi di lavoro? I nostri amici?

Finchè noi cristiani non ci sintonizziamo con il mondo, non annunciamo l’amore, gli altri non muoveranno alcun passo verso Gesù!

Gandhi diceva: Io amo e stimo Gesù, ma non sono cristiano. Lo diventerei se solo vedessi un cristiano comportarsi come lui.

Aiutaci Signore a sintonizzarci col mondo per annunciare a tutti il tuo amore e per costruire insieme un Regno di Gioia e di Pace.

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