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Fatti per la felicità


Gli esseri umani possono sbagliare per quanto riguarda i mezzi adatti a raggiungere la felicità come meta da raggiungere. Anche nei vizi, nell’egoismo e nel peccato gli esseri umani cercano quello che pensano essere la felicità. Naturalmente possono sbagliarsi nel loro modo di intendere e quando si tirano le somme del dire e del fare, falliscono nel trovare la felicità che cercano.Siamo troppo “programmati” per raggiungere la felicità, perché il messaggio di Gesù su Dio e sull’uomo non debba coincidere con essa. Dio è la felicità degli essere umani e le sue richieste e le sue promesse coincidono con la nostra sete di felicità e con il cammino che conduce al suo appagamento.

(Segundo Galilea)

Alcune volte sembrano parole a noi lontane…soprattutto quando tutto va storto… Dio sembra quasi essere la causa dei nostri problemi, altro che la felicità. Ma posso assicurarvi amici miei, lo sperimento nella mia vita, che lì dove c’è lo zampino di Dio, la mia vita prende un senso pieno, e quando si dà senso alla vita si assapora il gusto della felicità.

Vivere una vita piena


Ecco oggi la parte finale del discorso del Papa, dopo aver pregato insieme a tantissimi giovani la via-crucis nel campo di Blonia in Cracovia:

Oggi l’umanità ha bisogno di uomini e di donne, e in modo particolare di giovani come voi, che non vogliono vivere la propria vita “a metà”, giovani pronti a spendere la vita nel servizio gratuito ai fratelli più poveri e più deboli, a imitazione di Cristo, che ha donato tutto sé stesso per la nostra salvezza. Di fronte al male, alla sofferenza, al peccato, l’unica risposta possibile per il discepolo di Gesù è il dono di sé, anche della vita, a imitazione di Cristo; è l’atteggiamento del servizio. Se uno – che si dice cristiano – non vive per servire, non serve per vivere. Con la sua vita rinnega Gesù Cristo.
Questa sera, cari giovani, il Signore vi rinnova l’invito a diventare protagonisti nel servizio; vuole fare di voi una risposta concreta ai bisogni e alle sofferenze dell’umanità; vuole che siate un segno del suo amore misericordioso per il nostro tempo! Per compiere questa missione, Egli vi indica la via dell’impegno personale e del sacrificio di voi stessi: è la Via della croce. La Via della croce è la via della felicità di seguire Cristo fino in fondo, nelle circostanze spesso drammatiche del vivere quotidiano; è la via che non teme insuccessi, emarginazioni o solitudini, perché riempie il cuore dell’uomo della pienezza di Gesù. La Via della croce è la via della vita e dello stile di Dio, che Gesù fa percorrere anche attraverso i sentieri di una società a volte divisa, ingiusta e corrotta.
La Via della croce non è una abitudine sadomasochistica; la Via della croce è l’unica che sconfigge il peccato, il male e la morte, perché sfocia nella luce radiosa della risurrezione di Cristo, aprendo gli orizzonti della vita nuova e piena. È la Via della speranza e del futuro. Chi la percorre con generosità e con fede, dona speranza al futuro e all’umanità. Chi la percorre con generosità e con fede semina speranza. E io vorrei che voi foste seminatori di speranza.
Cari giovani, in quel Venerdì Santo molti discepoli ritornarono tristi alle loro case, altri preferirono andare alla casa di campagna per dimenticare un po’ la croce. Vi domando – ma rispondete ognuno di voi in silenzio, nel vostro cuore, nel proprio cuore: come volete tornare questa sera alle vostre case, ai vostri luoghi di alloggio, alle vostre tende? Come volete tornare questa sera a incontrarvi con voi stessi? Il mondo ci guarda. A ciascuno di voi spetta rispondere alla sfida di questa domanda.

Il Papa ha chiesto ai giovani di non vivere una vita a metà, ma di mettersi a servizio per vivere una vita piena!

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