spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Vale la pena credere e sperare


Posso dire che la mia vita perderebbe gran parte del suo significato se rinunciassi alla speranza di ritrovare in qualche modo le persone che mi sono state più care, se non credessi alle parole del Credo: aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.

(Ennio De Giorgi)

Il tesoro più prezioso, quello per cui vale la pena credere e sperare è il dono della Vita dopo la morte.

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Dio non toglie la vita

“Dio non toglie la vita. Dà la sua vita anche a coloro che gliela tolgono”.
(Ermes Maria Ronchi)

Nella vita a volte troppo dura, capita incontrare fratelli e sorelle arrabbiate con Dio, per la morte di una persona cara: Perché Gesù permette questo? È questo tutto l’amore che ci ha promesso? Portare via le persone più importanti della nostra vita?
Gesù non prende nessuno, ma accoglie tutti… ecco il suo grande gesto d’amore! La Speranza che tutto non finisca con la morte.
Gesù accoglie anche la nostra rabbia, il nostro dolore, perché solo lui sa quanto soffre il nostro cuore… e ci aspetta, aspetta il momento giusto, per farsi vicino, per donarci il tesoro più prezioso: l’annuncio della vita eterna!
Purtroppo è la fragilità della vita a portare via le persone, il compito di Gesù è che nessuno vada perso.. per tutti c’è l’abbraccio eterno del Padre.
Oggi voglio essere vicino a tutti coloro che soffrono per la morte di una persona cara, lasciate da parte la rabbia… lasciate che il Signore possa consolare il vostro cuore… Non arrendetevi alla morte!
Per esperienza vedo che passata la rabbia, ci si riavvicina a Gesù, perché è grazie a Lui che le persone a noi care rimangono vive!
Mamma del cielo, consola tutte le mamme che hanno perso troppo presto i loro figli…non far mai mancare la tua dolce presenza nei cuori sofferenti di chi ha perso un pezzo di cuore.

Passato Presente Futuro

Il mondo finisce, ma l’amore di Dio per le sue creature non finirà mai!

Dal Vangelo di oggi (Mc 13,24-32):

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

Siamo figli della Speranza perché dove c’è futuro non c’è disperazione!

Si è disperati quando si pensa che non esista più un futuro. Ne fanno esperienza coloro che hanno perso un lavoro e non riescono proprio a trovarne un altro… si scoraggiano, la loro vita non ha più un senso perché il loro futuro sembra non esista più.
Purtroppo molte volte anche noi disperiamo di trovare Pace e Giustizia per il mondo. Ma il Vangelo di oggi ci dice che Cristo è venuto per porre fine al male, quando tornerà sulla Terra, non ci sarà più tenebra e per noi sarà un futuro di luce eterna!
Come allora vivere il tempo che ci è concesso prima di vivere la luce eterna?
Rivedere nel passato tutte le volte che il Signore nei momenti più tenebrosi è venuto a portare una luce di speranza.
Essere presenti, nel tempo presente, non scoraggiarsi e accompagnare la venuta del Signore con un’attesa vigilante… che il nostro vivere sia un vivere per Lui e con Lui.
Sperare e credere nella sua venuta, perché il futuro che ci aspetta è un futuro di amore eterno!

Volete andarvene anche voi?

Dal Vangelo di oggi (Gv 6,60-69)

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Volete andarvene anche voi?

Gli Apostoli sono davanti alla scelta più importante…

Gesù non è più quello che pensavano prima che arrivasse.

Non basta più il sacrificio di qualche animale, le preghiere dette bene, i precetti rispettati.

Gesù chiede molto di più! Gesù chiede di mettere a disposizione la stessa nostra vita!
Lui per primo, offre la sua sulla croce.

Molti discepoli non capiscono… non si fidano fino in fondo, chiedono un segno (materiale). Gesù invece cambia prospettiva… Non è venuto per un cibo che scade, non è venuto per offrirci doni terreni! È venuto per donarci la vita eterna, il perdono, la pace.

E tu perché sei rimasto ancora con Lui? Hai davvero fame di Parole di vita eterna?

Perché hai scelto Gesù, nonostante il mondo offra apparentemente felicità materiali più immediate e meno faticose?

Oppure cammini con un piede in due scarpe?

Aiutaci Signore nel nostro cammino di fede, fa che ascoltiamo il desiderio del nostro cuore, il desiderio di una felicità che non si esaurisce mai, il desiderio di una vita che ci prepara a gustare la dolcezza della tua presenza senza fine che neanche la morte potrà sottrarci.

Un cibo che non scade

Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. (Gv 6,27)

Una donna al funerale del suo papà, mi ha detto: “ Quando mio papà era più giovane al suo compleanno gli regalavo sempre una buonissima bottiglia di vino. Gli ultimi anni invece prendevo un giorno di ferie per stare tutto il giorno con lui. Ho capito che il dono più bello per il suo compleanno era il tempo che dedicavo a Lui. Le bottiglie di vino non ci sono più, il tempo che ho passato con lui invece rimarrà per sempre.

Ci sono regali che durano poco. Altri invece che non ti abbandonano mai.
Ci sono regali che parlano di te, altri che non dicono niente.
Gesù non ci ha riempito di inutili regali, ma del suo amore che non scade mai!!!
Per il prossimo regalo che farai ad una persona a cui vuoi bene non usare solo i soldi, usa soprattutto l’amore! Perché non c’è miglior regalo di te stesso.

Per essere felici non si può essere superficiali

Dal Vangelo secondo Giovanni (4,5-42)
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Gesù ha scelto come luogo di incontro il pozzo, luogo in cui la Samaritana andava ad attingere l’acqua per i bisogni e le faccende di casa. Luogo che racconta la fatica e la quotidianità dell’uomo. Il pozzo indica anche l’importanza di andare in profondità: per essere felici non si può essere superficiali.

Gesù trasforma il pozzo dei bisogni nel pozzo dei desideri… I bisogni di solito ci ricordano l’aspetto più materiale della nostra vita (Ho bisogno di dormire, di mangiare…) poi una volta soddisfatto il bisogno sparisce. Il desiderio invece suscita una sensazione di eternità, il desiderio della felicità spinge l’uomo verso qualcosa o qualcuno che sia per sempre (es non ho bisogno di sposarmi, ma desidero sposarmi. Non ho bisogno di un figlio, ma desidero un figlio).
L’uomo che scende nel profondo della propria anima, scopre di avere sete di relazioni vere che durano per sempre!
Una delle tristezze peggiori dell’uomo è quella di aver perso una relazione importante, una relazione in cui avevamo investito tanto, ma che poi è stata tradita.
Qual è quella relazione che dura per sempre se non quella che noi uomini instauriamo con Gesù, colui che ci apre le porte della vita eterna!
Il salmo 62 dice Ha sete di Te Signore l’anima mia…
E noi di cosa abbiamo sete? Di gloria, di successo, di potere, di soldi…

In questo tempo di quaresima e di deserto, facci venire sete di te Signore, perché la nostra anima desidera da sempre quella pienezza che solo tu ci puoi donare, una pienezza che per Grazia hai messo a disposizione di coloro che ti cercano con cuore sincero.