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Essere testimoni

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Oggi la Chiesa fa memoria di San Francesco di Sales, che ci spiega come testimoniare il Vangelo:

Non parlare di Dio a chi non te lo chiede, ma vivi in modo tale che prima o poi te lo chieda.
(San Francesco di Sales)

Che Chiesa sognate?

Insieme ai giovani della mia parrocchia, abbiamo letto alcuni passi dell’enciclica di Papa Francesco, Evangelii Gaudium, poi ho chiesto a loro di rispondere ad alcune domande.

Una era: Che Chiesa sognate?

Alcune risposte mi hanno particolarmente colpito…

Magari ne condividerò alcune su questo blog. Ecco la prima:

Un ragazzo di 14 anni ha risposto così:

Sogno una Chiesa capace di coinvolgere le persone, di farle riflettere. Una Chiesa che sia capace di prendersi cura di loro accompagnandole. Una Chiesa che ti consigli le cose migliori, non per vederti perfetto, ma per vederti felice.

La Chiesa ha il dovere di prendersi cura della felicità di tutti, per quello propone come modello di vita quello del Vangelo… del dono di sé. Chi si apre agli altri è sempre felice!

Come Chiesa dobbiamo testimoniare l’amore di Gesù per ogni fratello… riconoscendo che siamo Chiesa di uomini e non robot programmati per il bene.

Siamo una Chiesa fragile, piena di ferite e di resistenze… Ma nulla è impossibile a Dio.
Non dobbiamo puntare il dito su chi fa fatica ad essere Chiesa…dobbiamo essere noi stessi quella Chiesa che sogniamo, dobbiamo chiedere al Signore la forza di uscire nelle periferie del mondo, anche se alle volte siamo zoppicanti, il nostro compito è quello di camminare verso coloro che attendono da noi un seme di Speranza per una vita felice.

Bellezze svariate

Il Signore ha colorato la sua parola di bellezze svariate, perché coloro che la scrutano possano contemplare ciò che preferiscono. (Efrem il Siro)

Le tante sfumature dell’unica Parola esistono perché vi sono tanti cuori diversi ad accoglierla.

La Parola non cambia mai, il tuo cuore invece cambia sempre… Oggi leggi un versetto del Vangelo e ti dice qualcosa, tra un mese magari te ne suggerisce un’altra!

La Parola di Dio è sempre viva, siamo noi alcune volte ad essere morti e a vedere tutto grigio.

Lampedusa felicità illusa

È già passato un anno dalla tragedia del famoso naufragio di una imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti avvenuto a poche miglia del porto di Lampedusa. L’affondamento aveva provocato 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, numeri che la pongono come la più grave catastrofe marittima nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo.

Dopo un anno, poco è cambiato… numerose navi o barconi approdano in Italia, con tantissime persone, che sperano di trovare in Italia o in Europa un futuro migliore.
Molti sono gli italiani che hanno cercato di essere accoglienti, molti invece quelli perplessi, tanti arrabbiati.

Prima di loro ci siamo noi! È il pensiero di tanti italiani che patiscono la tremenda crisi, che non hanno un lavoro, faticano a pagare l’affitto ecc…

E noi cristiani? Chissà nel cuore dei cristiani quali pensieri, quanta fatica a vivere sul serio ciò che Gesù ci ha insegnato ( “ero straniero, e mi avete accolto”). Accogliere non è mai semplice, ma chi accoglie ha il cuore felice… Chi non accoglie invece ha il cuore indurito, l’egoismo lo avvolge e la vita sembra poco serena, ci si concentra più sui bisogni che sui doveri. Prima noi poi loro… e Gesù ha una risposta anche per questo. “Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuoi essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”.
Capisco che non è semplice, ma noi non possiamo far tacere il Vangelo.

Aiutaci Signore ad essere accoglienti, a riconoscere nello straniero un fratello da amare. Senza dimenticarci dei nostri fratelli, che patiscono la dura vita di chi non ha lavoro, casa, cibo…

Infine mi pare giusto proporre la regola d’oro, preziosa non solo per noi cristiani.

Dal Vangelo di Matteo (7,12) : Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.

Una regola che vale per tutti.

Quello che non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri. Questa è tutta la Torah. Il resto è commento. (Ebraismo)

Nessuno di voi è un fedele finché non desidera,per suo fratello ciò che desidera per se stesso (Islam)

Questa è la sintesi di tutte le virtù: non fare al tuo vicino nulla che dopo non vorresti che egli facesse a te. (Hindu)

Non fare danno ad altri in modi che troveresti dannosi a te. (Buddismo)

Considera il vantaggio del tuo vicino come il tuo proprio vantaggio, e la sua perdita come la tua. (Taoismo)

Certamente questa è una norma della carità: non fare ad altri ciò che non vorresti che facessero a te. (Confucianesimo)

Vangelo sepolto

Oggi condivido con voi questa bellissima riflessione di Papa Francesco:

Continuamente appaiono anche nuove difficoltà, l’esperienza del fallimento, meschinità umane che fanno tanto male. Tutti sappiamo per esperienza che a volte un compito non offre le soddisfazioni che avremmo desiderato, i frutti sono scarsi e i cambiamenti sono lenti e uno ha la tentazione di stancarsi. Tuttavia non è la stessa cosa quando uno, per la stanchezza, abbassa momentaneamente le braccia rispetto a chi le abbassa definitivamente dominato da una cronica scontentezza, da un’accidia che gli inaridisce l’anima. Può succedere che il cuore si stanchi di lottare perché in definitiva cerca se stesso in un carrierismo assetato di riconoscimenti, applausi, premi, posti; allora uno non abbassa le braccia, però non ha più grinta, gli manca la risurrezione. Così, il Vangelo, che è il messaggio più bello che c’è in questo mondo, rimane sepolto sotto molte scuse. (Evangelii Gaudium 277)

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