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Articoli con tag ‘Teofane il recluso’

Il gusto dolce della preghiera


Quando termini le tue preghiere, non passare subito a qualsiasi altra occupazione, ma, sia pur brevemente, trattienti e pensa che cosa è avvenuto in te ed a che ti obbliga. Cerca di conservare anche per il tempo successivo, se ti è stato concesso di sentire qualcosa nel tuo animo durante la preghiera. Del resto, se uno ha recitato le sue preghiere con cura, non vorrà egli stesso passare subito ad altre occupazioni. Questa è la caratteristica propria della preghiera! Ciò che i nostri antenati dissero di ritorno da Costantinopoli: “Chi ha gustato il dolce, non vorrà l’amaro”, si verifica anche in quanti hanno bene pregato. Né si deve dimenticare che il gustare la dolcezza della preghiera è il fine della preghiera e che se le orazioni educano lo spirito della preghiera, ciò avviene proprio grazie a questo gusto.

(Teofane il recluso)

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La perla di grande valore


Mi chiese che cosa stessi cercando. “A dir la verità”, dissi, “sto cercando la perla di grande valore”. Lui la estrasse da una tasca e me la diede. Proprio così. Io rimasi senza parole, poi mi ripresi: “Davvero è per me? Sei sicuro di non volerla tenere?”. Alla fine mi disse: “Secondo te, cosa è preferibile: possedere la perla di gran valore, o poterla donare?”. Ad ogni modo, ora l’ho io. E non lo dico a nessuno, per paura di non essere preso sul serio (“Tu, proprio tu possiedi la perla di gran valore? Ma va’!”), o di destare invidia, o di venirne derubato. Sì, l’ho io. Ma rimane quella domanda: “E’ preferibile possederla o poterla donare?”. Per quanto tempo ancora mi impedirà la gioia?”

(Teofane il monaco)

Nella vita la perla di grande valore,  è saper donare con amore.

Arrivare al cuore

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Il cuore è dentro di noi, ma vi è anche un pellegrinaggio per arrivare al cuore, talvolta lungo, molto lungo.
(Teofane il Recluso)

Il cammino che ci porta a conoscere il profondo del nostro cuore, è il cammino dell’amore.

Un cammino lungo, un cammino pieno di incontri, pieno di persone, alcune che camminano ancora con noi, altre che non ci sono più, ma che hanno contribuito ad arricchire il nostro modo di amare.

Un cammino che porta nel profondo del cuore però non può escludere il dolore e la sofferenza, non può non tener conto del perdono e della misericordia, continuiamo a camminare anche se a volte ci sembra di restare fermi, e ricordiamoci che in un pellegrinaggio anche stando fermi alcune volte si fanno dei passi in avanti.

È amando che si impara ad amare.

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