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Le tenebre si diradano


Dalla Prima lettura di oggi (1Gv 2, 3-11)

Figlioli miei, da questo sappiamo di avere conosciuto Gesù: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di rimanere in lui, deve anch’egli comportarsi come lui si è comportato. Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto da principio. Il comandamento antico è la Parola che avete udito. Eppure vi scrivo un comandamento nuovo, e ciò è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e già appare la luce vera. Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo. Ma chi odia suo fratello, è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.

Quando iniziamo ad amare i fratelli, solo in quel momento, le tenebre del cuore si diradano, per fare spazio alla luce vera del Natale.

Rimaniamo in questa luce, chiediamo al Dio fattosi uomo di non abbandonarci nella tentazione di rifiutare la luce e smettere di amare i fratelli, specialmente quelli con cui facciamo più fatica.

Santa Lucia

s-lucia
Siamo nel IV secolo, in Sicilia, a Siracusa. Lucia è una giovane donna di una buona famiglia, fidanzata ad un concittadino e destinata ad un buon futuro di moglie e madre. La mamma si ammala e Lucia si reca in preghiera a Catania, sulla tomba di Sant’Agata, per invocarne la guarigione. Qui la Santa le appare e le chiede di dedicare la sua giovane vita all’aiuto dei più poveri e deboli, predicendole il martirio.
Lucia torna a Siracusa e trova la mamma guarita. Rompe il fidanzamento, e decide di andare tra i poveretti che stanno nelle catacombe, con una lampada alla testa, e di donare loro tutta la sua dote. Il fidanzato non comprende, si arrabbia e decide di vendicarsi, denunciando pubblicamente quella che avrebbe dovuto essere la sua futura sposa, con l’accusa di essere cristiana. Sono anni di persecuzione dei cristiani, sotto l’imperatore Diocleziano. Lucia ammette e ribadisce la sua fede, irremovibile anche sotto tortura, affermando che la sua forza viene non dal corpo, ma dallo spirito. Al momento di portarla via, l’esile corpo da ragazzina assume una forza miracolosa e né uomini, né buoi, né il fuoco, né la pece bollente riescono a smuoverla. Lucia viene così condannata a morte. Prima di morire riesce a ricevere l’Eucaristia e predice a Diocleziano la sua prossima morte e la cessazione delle persecuzioni entro breve. Entrambi i fatti si verificano nel giro di pochi anni.

Splendida figura quella di Santa Lucia. Colei che porta la luce…

Abbiamo bisogno di luce cara Lucia, la stiamo attendendo, sappiamo che presto arriverà.

Tu che hai scelto di scendere nelle catacombe, lì dove le tenebre avvolgevano i poveretti che le abitavano, tu che hai portato a loro una speranza e la tua preziosa presenza per dire che chi ama, non abbandona nessuno, così ci prepari al vero senso del Natale, è nato l’Emmanuele, il Dio con noi, che mai ci lascia soli nelle nostre tenebre.

Accendere una luce


Non basta gridare contro le tenebre, bisogna accendere una luce.
(San Nilo, il giovane)

Alcune volte non basta gridare quando siamo in pericolo, ma bisogna aggrapparsi alla mano che ci è tesa in aiuto.

Per tanti è una fatica vivere nelle tenebre, ma per alcuni è una fatica ancora più grande accendere la luce.

Aiuta Signore tutte quelle persone che, schiacciate dalle tenebre, hanno perso la forza di riaccendere la luce.

Molte volte siamo proprio noi a dover aiutare i nostri fratelli ad accendere la luce…

Sempre a riprendere la marcia verso la Luce

Quindi sembrò come se gli uomini dovessero procedere dalla luce alla luce, nella luce del Verbo, Attraverso la Passione e il Sacrificio salvati a dispetto del loro essere negativo;
Bestiali come sempre, carnali, egoisti come sempre, interessati e ottusi come sempre lo furono prima,
Eppure sempre in lotta, sempre a riaffermare, sempre a riprendere la loro marcia sulla via illuminata dalla luce;
Spesso sostando, perdendo tempo, sviandosi, attardandosi, tornando, eppure mai seguendo un’altra via.

(Thomas Stearns Eliot)

Se ti trovi nel buio, non disperare e riprendi la marcia verso la luce. Lotta sempre! Non lasciarti paralizzare dalle tenebre.

Candelora


Presentazione di Gesù al Tempio

Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù (Lc 2,22-39), popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

Considera il vetro, un corpo tanto compatto che nemmeno i profumi che dappertutto dilagano possono attraversarlo e, anzi, ne restano prigionieri; con quanta facilità la luce l’attraversa! […] Quindi tanto più la luce divina deve penetrare tutti corpi.  (Pavel Aleksandrovič Florenskij)

Vieni Signore ad illuminarci con la tua Misericordia, vieni a far fuggire le tenebre che ci rendono tristi.

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