spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Te deum


ll Te Deum (estesamente Te Deum laudamus, “Dio ti lodiamo”) è un inno cristiano di ringraziamento che viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell’anno appena trascorso.

Ogni anno colgo l’occasione di prendermi un po’ di tempo per rivedere insieme al Signore l’anno trascorso e ringraziarlo per le innumerevoli Grazie che mai fa mancare nella mia vita.
Sicuramente il primo pensiero va al 9 settembre, dove insieme alla mia “famiglia” dell’Assunta ho vissuto la gioia di prendere possesso come Parroco nella Chiesa che mi ha visto crescere nel ministero. Una festa che ha fatto bene a tutti, una festa che ha seminato speranza e gioia, una festa che solo Lui poteva preparare così bella. È stata una festa di famiglia, piena di bambini, giovani e famiglie. Piena di collaboratori che si mettono a servizio della parrocchia, dono immenso per me.

Le innumerevoli attività con i giovani, il pellegrinaggio a Rimini a conoscere la comunità Papa Giovanni XXIII e il suo fondatore Oreste Benzi (un Santo!), il pellegrinaggio a Lourdes dove insieme ai giovani abbiamo portato gioia e raccolto tanti sorrisi spontanei. Dove abbiamo capito che mettersi a servizio dà senso pieno alla nostra vita.

Ringrazio per tutte le persone ascoltate, che ti donano le loro lacrime, le loro fragilità, ma che desiderano fare un bel cammino di fede. Che dono grande quando un fratello o una sorella ti consegnano le loro debolezze e le loro speranze.

Ringrazio anche per tutto l’affetto e la vicinanza dei miei parrocchiani dopo l’operazione alla caviglia, che ha richiesto tanta pazienza, ma che mi ha aiutato a mettermi nei panni di chi vive nella sofferenza e nella malattia.

Ringrazio per le nuove amicizie che sono nate e quelle che si sono consolidate.

Ringrazio di essere cristiano, del dono della vita e del dono grande di essere prete.

Ringrazio per tutto il bene che ogni giorno mi donano i fratelli e le sorelle che il Signore mi ha chiamato a servire nel ministero.

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Te Deum


Come ogni volta in questo giorno, mi prendo un po’ di tempo per ringraziare il Signore di quest’anno appena vissuto.

Anno segnato dall’evento dell’ordinazione episcopale del mio parroco e fratello Gianni. Anno che mi dona la gioia grande e l’impegno di prendermi cura della parrocchia che mi ha visto nascere e crescere nel ministero.

Anno vissuto nell’essenzialità di San Francesco d’Assisi, e nel nuovo orizzonte di ascolto dei giovani, come Papa Francesco ha indicato nel sinodo dove li vede protagonisti. Anno in cui ci prepariamo con la comunità e i giovani al pellegrinaggio a Lourdes.

Anno pieno di volti, di ascolto, di bellezza nelle relazioni, di consolazione, di gioia.

Continua Signore a importunarmi con le tue proposte, supera le mie pigrizie, i miei egoismi e rendimi sempre partecipe dei tuoi progetti di bontà, di amore per i miei fratelli.

Ogni anno ti ringrazio per il dono del ministero, che rende piena la mia vita!

Buon anno nuovo, sperando di viverlo sempre alla Tua presenza.

Anno nuovo, vita nuova?

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ll Te Deum (estesamente Te Deum laudamus, “Dio ti lodiamo”) è un inno cristiano di ringraziamento che viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell’anno appena trascorso.

Il mio Te Deum

Oggi mi prendo un po’ di tempo Signore, per rivedere la mia vita insieme a Te di quest’anno che sta per finire…

Quanti volti mi vengono in mente, quanti incontri, quanta bellezza…

Anno nuovo, vita nuova?
Io non voglio avere una vita nuova, mi piace tantissimo quella che Tu hai pensato per me…

Vorrei però sempre essere una persona nuova, con un cuore nuovo… mai restare fermo sulle mie sicurezze, sulle mie conquiste, sempre pronto a vivere una vita piena di novità, piena di sorprese che mi spingono sempre più a capire che tu ci chiami ad essere uomini in uscita…pronti al cambiamento, perché ogni autunno ha la sua primavera…alcune cose muoiono altre nascono… rimanere attenti al ritmo della vita, ritmo dettato dalle persone che si fanno dono e arricchimento per la vita stessa.

Grazie perché nutri sempre il mio ministero, grazie perché non merito niente e mi dai il necessario, anche se a volte ti chiedo il superfluo.

Grazie perché mi tieni lontano dalla tenebra della disperazione… mentre incontro molti fratelli, che invece soffrono terribilmente una vita troppo dura!

Ah se potessi Signore donare la mia serenità… la mia gioia… soprattutto a chi l’ha persa da un pezzo.

Aiutami ad essere sempre luce per chi vive nel buio.

Un anno è passato, uno nuovo arriverà, felice di poterlo passare sempre accanto a Te.

Gettare le cose vecchie?

In segno di cambiamento con l’arrivo del nuovo anno è di buon augurio gettare le cose vecchie.
Così dicono alcune antiche leggende…

Io credo sia più importante invece gettare le cose inutili…non solo quelle materiali.

Cerchiamo di lasciare indietro per l’anno nuovo, soprattutto quelle lamentele poco costruttive…

Quelle che dicono che tanto “non cambierà niente” e che il prossimo anno farà schifo come questo.

Il prossimo anno sarà migliore se anch’io mi impegnerò ad essere migliore.

Più che lanciare qualcosa dalla finestra meglio sia io a “lanciarmi” in progetti di bene.

Più che scoppiare petardi che sia il mio cuore a scoppiare per il tanto amore donato.

Alla fine dell’anno mi piace rivedere foto vecchie, per ringraziare il Signore di tutte le cose belle vissute in questi ultimi anni, mi piace prendere un po’ di tempo per sfogliare l’agenda: quanti incontri… quanta Grazia, quante persone hanno arricchito la mia vita!

Signore il mio unico desiderio è che fra un anno possa sfogliare l’agenda del 2016 e vederla piena zeppa d’incontri, che non ci siano troppi spazi vuoti e soprattutto che non perda mai quell’appuntamento importante tutte le sere, quando insieme a Te rivedo la mia giornata per ringraziarti delle cose belle e per chiederti scusa delle mie mancanze, per sentirti sempre presente nella mia vita!

Buon anno nuovo a tutti!

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