spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘sofferenza’

Vicino a chi soffre


Vicino ad un uomo che soffre, dovrebbe esserci sempre un uomo che ama.
(Giovanni Paolo II)

L’amore è la medicina più efficace!

Giudicare


Chi cerca la verità nell’uomo deve farsi padrone del suo dolore.
(Georges Bernanos)

Non puoi giudicare un uomo, senza prima aver conosciuto tutto quello che ha sofferto.

Godere profondamente di questa vita fragile


…”purificazione del cuore”: non avere paura né di sé né degli altri. In questo sta la nuova innocenza. Questo è ciò che conta: non perdiamo tempo in teorie. Pensare di poter sistemare e risolvere tutto è un errore. Il mistero della vita è che il male esiste, che le tensioni non possono essere soppresse e che noi ci siamo dentro; che si deve fare il possibile, senza lasciarsi dominare e senza mai ritenere di possedere la verità assoluta. Bisogna accettare la condizione umana, sapere che un certo dubitare non si oppone alla fede; sapere che il senso di contingenza è necessario alla nostra vita. Devo rendermi conto che sono una parte di questa realtà e che non spetta a me controllarla; scoprire il senso della vita nella gioia, nella sofferenza, nelle passioni; invece di lamentare la difficoltà del vivere, rimandando ad un giorno che non arriva mai il momento di godere profondamente di questa vita, trovare questo senso in ogni istante.
(R. Pannikar)

Alcuni sognano di vivere una vita perfetta, il partner perfetto, il figlio perfetto, il lavoro perfetto…

La realtà è che poi si è felici di una vita imperfetta, di un compagno imperfetto, di un figlio imperfetto, di un lavoro imperfetto, perché sono sicuramente più in sintonia con la nostra vita che sicuramente è imperfetta.

Le persone a cui vogliamo bene sono perfette per noi, perché sono imperfette come noi! E di queste imperfezioni ci prendiamo cura a vicenda, e iniziamo a fare esperienza della pienezza, della gioia, della felicità.

Il dolore degli altri


L’imperfetto nella medicina è che non si può prender su di sé quel dolore che tocca agli altri.
(Adrienne von Speyr)

Molte volte quando siamo accanto alle persone che più amiamo e queste soffrono, vorremmo davvero soffrire noi al posto loro…ma il limite della nostra condizione umana non ce lo permette.

Ci è permesso però di alleviare il dolore dei nostri fratelli con la nostra presenza, perché non c’è male peggiore che soffrire da soli!

Molte volte mi chiedono “Don come mi devo comportare?” e io dico sempre che ciò che più conta è la presenza, esserci, ogni giorno… perché con gli ammalati il giorno prende un senso diverso, con gli ammalati un giorno può valere una vita intera!

Quando hai paura di perdere una persona..non avere paura di perdere del tempo con lei, perché il tempo perso sarebbe quello non speso accanto al suo letto.

Signore ti prego per tutte quelle persone che soffrono perché hanno una persona ammalata da curare, da amare facendo i conti con la propria fragilità, la stanchezza e la disperazione. Sostienile con il tuo amore e dona la forza di stare accanto a chi soffre.

I malati al primo posto

Oggi la Chiesa fa memoria di San Camillo de Lellis, che tanto si prodigò nella cura spirituale degli ammalati.

Diceva: «Signore, vorrei avere infiniti cuori per amarti. La tua grazia mi dia affetto materno verso il mio prossimo».

Avrebbe voluto avere la capacità di amare di più, perché sapeva di quanto amore è necessario nella cura degli ammalati.

Oggi in particolar modo affido al Signore tutte le persone che lavorano a stretto contatto con gli ammalati, possa risuonare nei loro cuori l’esortazione di Papa Francesco:

Siate come lui buoni samaritani!

(Papa Francesco nell’angelus di domenica 14 Luglio 2014)

Donna perchè piangi?

Dal Vangelo di oggi (Gv 20, 11-18)

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Noi continuiamo ad asciugare le lacrime anche se sappiamo che l’uomo continuerà a piangere. Ma un giorno ogni dolore sarà consumato e ogni lacrima sarà asciugata. (Ermes Ronchi)

Quante lacrime, quanta sofferenza c’è nel mondo, ma quanto Amore da parte di Gesù, quanta Speranza! Certo l’uomo continuerà a piangere a causa della durezza e fragilità della vita, ma l’uomo che ha fede continuerà anche sempre a sperare che le lacrime si trasformeranno in lacrime di gioia quando alla fine dei tempi ci troveremo a contemplare la vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato.

Signore consola il cuore di coloro che piangono… di coloro che non hanno più neanche la forza di sperare che un giorno quel pianto si fermerà per lasciar spazio alla gioia!