spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘silenzio’

Frenare la lingua

Non dite una sillaba
finché non siete in calma.

(Beato Tommaso Maria Fusco)

 

C’è un esercizio molto importante da fare per custodire alcune relazioni importanti nella nostra vita, quello di imparare a frenare la lingua quando si è arrabbiati. Le parole che usciranno dalla bocca infatti saranno pallottole pericolose, che procurano ferite profonde…

Quando la rabbia sale, le parole potrebbero davvero fare del male.

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Sabato Santo


Esiste un momento in cui le parole si consumano e il silenzio inizia a raccontare
(K. Gibran)

Oggi lasciamo che il Silenzio racconti l’amore di Dio per noi…

Prendiamoci un po’ di tempo e nel silenzio…
lasciamoci avvolgere dalla sua Misericordia.

Parlare d’amore

Il silenzio ed un minimo di separazione,

che ti manterranno più intimamente unita a Gesù,

avranno come scopo di farti crescere nel suo amore,

piuttosto che di separarti dagli uomini.

(Magdeleine Hutin)

Il silenzio davanti a Gesù, ci permette di parlare d’amore davanti ai fratelli.

Silenzio necessario


Accade a volte, nel finale dei grandi capolavori, di avvertire un clima di reale coinvolgimento tra me, l’orchestra, il pubblico: come se tutti trattenessero il respiro insieme. E quando si spegne la nota finale rimane un grande silenzio, come a contemplare qualcosa che è accaduto. Questo silenzio è la cosa che apprezzo di più.

(Claudio Abbado)

Due anni fa è mancato il direttore Claudio Abbado, e questo pensiero che ho voluto condividere con voi, mi fa pensare alla mia vita, di quanto apprezzo quei momenti di silenzio davanti a Gesù al mattino presto e alla sera prima di addormentarmi, mi danno la possibilità di rendermi conto quanto sia bella la mia vita, mi fanno assaporare gli incontri avuti, i sorrisi ricevuti, il silenzio che mi parla della giornata è davvero una delle cose che apprezzo di più, perché so che nello spazio del silenzio il Signore viene ad incontrarmi parlando al mio cuore.

Concedetevi un po’ di silenzio nella vostra vita, per contemplare le meraviglie che il Signore non fa mai mancare.

Ascoltare un cuore in frantumi

Se un piatto o un bicchiere cadono a terra senti un rumore fragoroso. Lo stesso succede se una finestra sbatte, se si rompe la gamba di un tavolo o se un quadro si stacca dalla parete. Ma il cuore, quando si spezza, lo fa in assoluto silenzio. Data la sua importanza, ti verrebbe da pensare che faccia uno dei rumori più forti del mondo, o persino che produca una sorta di suono cerimonioso, come l’eco di un cembalo o il rintocco di una campana. Invece è silenzioso, e tu arrivi a desiderare un suono che ti distragga dal dolore. (Cecelia Ahern)

Aiutaci Signore ad affinare l’udito dell’anima, per ascoltare il cuore spezzato di tanti fratelli, che non hanno neanche più la forza di chiedere aiuto.

Il giorno del silenzio

Sabato Santo, tutto tace, ma niente muore.

Può apparire paradossale parlare del sabato santo perché per i cristiani è un giorno contrassegnato dal silenzio, un giorno che potrebbe apparire “tempo morto”, svuotato di senso. Anche i vangeli tacciono su questo “grande sabato”: il racconto della passione di Gesù si arresta alla sera del venerdì, all’apparire delle prime luci del sabato e riprende solo con l’alba del primo giorno della settimana, il terzo giorno, appunto. Giorno vuoto, dunque? Nella tradizione cristiana occidentale, il sabato santo è l’unico giorno senza celebrazione eucaristica, l’unico giorno restato “aliturgico”, senza celebrazioni particolari: tacciono le campane, non ci sono fiammelle accese nelle chiese spoglie, né canti… Anche la preghiera dei cristiani si fa silenziosa ed è carica soprattutto di attesa: attesa di ciò che muterà profondamente ogni cosa, ogni storia. Certo, sappiamo bene che la Pasqua è un evento avvenuto ephápax , “una volta per tutte”, il 9 aprile dell’anno 30 della nostra era, sappiamo che Cristo ormai risorto non muore più, siamo consapevoli di non celebrare un mistero ciclico come facevano i pagani… E tuttavia siamo chiamati a vivere questo giorno cogliendone il messaggio proprio: lo viviamo nella fede che il Signore crocifisso è vivente in mezzo a noi ma, discernendo all’interno del triduo pasquale il secondo giorno come giorno di silenzio, di attesa, del non detto, noi assumiamo una dimensione che ci abita sempre e che alcune volte – nella vita nostra, o degli altri o di interi popoli – è la dimensione durevole, non momentanea, non passeggera. (Enzo Bianchi)

Silenzio non è assenza, è presenza da attendere, è Parola da desiderare… il Silenzio del Sabato Santo non parla di morte, ci prepara alla vita: la vita vera, la vita che non finisce, il silenzio di oggi parla di vita eterna!