spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘San Francesco di Sales’

Essere testimoni

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Oggi la Chiesa fa memoria di San Francesco di Sales, che ci spiega come testimoniare il Vangelo:

Non parlare di Dio a chi non te lo chiede, ma vivi in modo tale che prima o poi te lo chieda.
(San Francesco di Sales)

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Il Papa buono e la bontà


Il 3 Giugno del 1963, moriva Papa Giovanni XXIII dopo cinque anni circa di pontificato.

Papa Francesco lo fa santo il 27 aprile 2014 insieme a Papa Giovanni Paolo II.

Oggi ci lasciamo stimolare da un suo pensiero:

La bontà vigilante, paziente e longanime, arriva ben più in là e più rapidamente che non il rigore e il frustino.

Ho letto recentemente un libro, di Antonio Ferrara, “Ero cattivo”. Parla di un ragazzino di nome Angelo, cinico e violento che deve trascorrere un periodo di recupero in una comunità che ha come responsabile Padre Costantino, che usa come arma educativa, la bontà! Non si arrabbia mai, nonostante le tante sfide che lancia il tremendo Angelo. Alla fine la bontà è premiata e Angelo riesce ad uscire da quell’etichetta che non solo gli altri ma lui stesso si dava di ragazzo cattivo.

Forse per un ragazzo “cattivo”, l’esperienza più utile che possa fare è quella di una bontà gratuita, inattesa, immeritata.

Siamo noi educatori che forse non ci crediamo davvero che la bontà possa essere un ottimo valore educativo.

Alcune volte ci scappa di arrabbiarci, di dare punizioni, di usare poco la bontà.

C’era un santo (San Francesco di Sales) che diceva: Meglio sbagliare per troppa bontà che per troppo rigore.

Il progetto di Dio su noi è un capolavoro!

Diciamo così: Dio è il pittore,
la nostra fede è la pittura,
i colori sono la parola di Dio,
il pennello è la Chiesa.

San Francesco di Sales

PRIMA LETTURA ( 1 Cor 12-12-30)

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?

VANGELO (Lc 1,1-4; 4, 14-21)

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Oggi la Chiesa fa memoria di San Francesco di Sales, per meditare la Parola di Dio di questa III Domenica del Tempo ordinario, mi lascio guidare da un suo bellissimo pensiero: Dio è il pittore, la nostra fede è la pittura, i colori sono la Parola di Dio, il pennello è la Chiesa.

Dio è il pittore: colui che ha pensato al capolavoro della nostra vita, Gesù, Dio fatto uomo, porta a compimento le promesse del Padre, e inserisce nel capolavoro della vita tutti, nessun escluso. Nessun pennello è inutile nel disegno che Dio ha pensato per l’umanità (ciechi, zoppi, oppressi, prigionieri).

Gli scarti della società, per Gesù diventano la prima scelta a servizio del suo capolavoro.

La nostra fede è la pittura: la sostanza che da vita al progetto è la fede, che ci inserisce nel piano spirituale, dove tutti siamo uguali(ma con doni diversi da mettere a disposizione), dove l’impossibile diventa possibile, dove le promesse sono mantenute. Senza pittura è impossibile collaborare al progetto di Dio.

I colori sono la Parola di Dio: è la Parola che rende viva la pittura (fede), è la parola a mostrarci i colori più belli del nostro capolavoro, è la Parola che permette al Pittore(Dio) di esprimersi. Quella Parola che da sempre raduna spontaneamente coloro che hanno voglia di nutrirsi dell’amore di Dio.

Il pennello è la Chiesa: il nostro compito è proprio quello di metterci a servizio di Dio, siamo nelle sue mani, ognuno di noi ha un compito preciso e nessuno è escluso dalla responsabilità di contribuire a questo grande Capolavoro che è la nostra vita intrecciata con la vita di tutti i nostri fratelli.

Fare del bene, fa bene!

Quel che facciamo per gli altri ci sembra sempre molto, quel che per noi fanno gli altri ci pare nulla. San Francesco di Sales

Avere la possibilità di fare del bene è la cosa migliore che potessero farti.