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Articoli con tag ‘San Francesco d’Assisi’

San Francesco d’Assisi


Oggi la Chiesa festeggia San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.

Quest’estate abbiamo vissuto con i giovani della nostra parrocchia un meraviglioso pellegrinaggio ad Assisi per conoscere l’essenzialità, la semplicità e la concretezza di San Francesco nella sua scelta definitiva a favore del Vangelo. È servito capire che per vivere il Vangelo sul serio bisogna concretamente iniziare ad amare i fratelli, specialmente i più poveri e mettersi a servizio del prossimo.

Se avete uomini che escluderanno una qualsiasi delle creature di Dio dal rifugio della compassione e della pietà, avrete uomini che trattano nello stesso modo i simili. Non ferire o umiliare i nostri fratelli è il nostro primo dovere verso di loro, ma non è sufficiente fermarsi lì. Abbiamo una missione più alta: essere loro di servizio dovunque ne abbiano necessità.

(San Francesco d’Assisi)

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Aprite i vostri cuori

Con i giovani della mia parrocchia, stiamo vivendo una settimana visitando i luoghi più significativi della vita di San Francesco… Oggi lasceremo del tempo di silenzio e preghiera davanti alla sua tomba. Per affidare a San Francesco il nostro cammino di cristiani, per sentire sempre di più quel desiderio di svuotarci da noi stessi per riempire la nostra vita di Dio. E Per aprire i nostri cuori alla Grazia del Suo amore!

Guardate l’umiltà di Dio,
e aprite davanti a Lui i vostri cuori;
umiliatevi anche voi,
perché Egli vi esalti.
Nulla, dunque, di voi
tenete per voi,
affinché vi accolga tutti
Colui che a voi si dà tutto.

(San Francesco d’Assisi)

 

Chi si svuota di sé, si riempie di Dio; chi è pieno di sé, è vuoto di Dio.

Laudato si’


Oggi è La Giornata della Terra (in inglese Earth Day) è nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione e salvaguardia delle risorse naturali della Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno.

Stamattina insieme ai giovani della mia parrocchia e della mia diocesi partiamo per Assisi, per vivere il respiro di San Francesco, per pregare e pensare che davvero è possibile vivere il Vangelo come ha fatto il poverello d’Assisi. Nel ricordo della responsabilità che abbiamo verso la custodia della Terra, chiedo al Signore di fare nostre le parole di lode di San Francesco. La Terra è il dono più bello che Dio potesse farci…

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria
e l’honore et onne benedizione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfane,
e nullu homo ène dignu Te mentovare.

Laudato si’, mi’ Signore,
cum tutte le Tue creature,
spezialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno
et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante
cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significazione.

Laudato si’, mi’ Signore,
per sora Luna e le stelle:
in celu l’ai formate
clarite e preziose e belle.

Laudato si’, mi’ Signore,
per frate Vento
e per aere e nubilo
e sereno e onne tempo,
per lo quale a le Tue creature
dai sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore,
per sor’Acqua,
la quale è multo utile et humile
e preziosa e casta.

Laudato si’, mi’ Signore,
per frate Focu,
per lo quale ennallumini la notte:
et ello è bello e iocundo
e robustoso e forte.

Laudato si’, mi’ Signore,
per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta e governa,
e produce diversi frutti con coloriti fiori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore,
per quelli ke perdonano per lo Tuo amore
e sostengo infirmitate e tribulazione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore,
per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate e benedicete mi’ Signore et rengraziate
e serviateli cum grande humilitate.

(San Francesco d’Assisi)

San Francesco d’Assisi


Oggi la Chiesa festeggia San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.

Ogni anno in occasione della festa del Santo, il Sindaco del capoluogo d’una regione scelta a turno a rappresentare la Patria, riaccende la Lampada votiva che rischiara la cripta dove riposano le spoglie mortali del Poverello di Dio.

Nella penombra della Tomba di Francesco, l’innamorato di Cristo, si vede ardere per tutto l’anno una piccola luce. Non è invadente, ma discreta: molti neppure la notano, ma non è fatta per attirare l’attenzione. È la lampada votiva alimentata dall’olio che i Comuni d’Italia offrono annualmente per il tramite di quella Regione che a turno li rappresenta in occasione della festa del Santo, il 4 ottobre. Una luce per essere lì, almeno col desiderio, in preghiera. Per dire a Francesco: insegnaci la tua povertà, insegnaci a vedere un fratello in chi ci circonda. link

Caro Francesco, illumina l’Italia con la luce della tua santità, perché sia ben visibile la possibilità, di vivere una vita semplice, santa e che si accorga dei fratelli che più hanno bisogno.

Il perdono di Assisi


Francesco d’Assisi 800 anni fa chiese al pontefice Onorio III quello che oggi è conosciuto e celebrato in tutto il mondo come il “Perdono di Assisi”. Ricorre infatti quest’anno – proprio all’interno dell’Anno Santo Straordinario – l’ottavo centenario (1216-2016) dell’istituzione dell’Indulgenza per la Porziuncola. Con questa notizia vogliamo ricordare a tutti questo importante appuntamento del 2 agosto.
Correva l’anno 1216. Un piccolo uomo di nome Francesco si è recato dal Papa Onorio III e li chiese un privilegio particolare a favore degli uomini per la loro salvezza. E ottenne l’indulgenza chiamata tradizionalmente “Perdono d’Assisi”.
Il perdono d’Assisi, è detto anche l’indulgenza della Porziuncola. Francesco, nel mese di luglio 1216 in preghiera nella Porziuncola di Assisi chiede al Gesù un perdono generale per tutti coloro che verranno a pregare in quella cappella dedicata alla Madonna. Vuole la salvezza di tutti. E il 2 agosto annunzia a tutti i fedeli che sono convenuti, annunzia questa indulgenza in nome di Gesù e approvata dal Papa, dicendo: Fratelli, voglio mandarvi tutti in paradiso.
Correva l’anno 2015. L’8 di dicembre un altro uomo, chiamato Francesco, il Papa, annunziò l’apertura il Giubileo straordinario della Misericordia, che si concluderà il 20 novembre del 2016.
Agli uomini Dio offre la Sua Grazia continuamente, ma in modo speciale lo fa ogni qual volta essi hanno l’opportunità di celebrare il Giubileo. Dai tempi dell’Antico Testamento questo capita ogni 50 anni, di modo che ogni generazione abbia il suo Giubileo, un evento straordinario, un tempo di Grazia del Signore. In questo anno viviamo il Giubileo della Misericordia, e anche se non era previsto dal calendario, Papa Francesco lo ha indetto per farci ricordare.
Questi due momenti separa 800 anni. La misericordia divina dura però “in eterno”. E’ una sfida continua…
In questo anno della misericordia noi Frati, come gli della Chiesa, annunciamo la misericordia. A questo riguardo il Santo Padre ci ha lanciato una sfida forte:
«la Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona.» (MV 12).
Il 2016 è l’anno centenario del Perdono di Assisi. Durante l’anno del Perdono, potremo intraprendere nuovi cammini per
rendere testimonianza dell’amore fraterno
tra noi Frati francescani,
e giungere a manifestare la riconciliazione tra noi.
Cari fratelli, vi invitiamo con tutto il cuore, che questo anno della misericordia sia un anno speciale per ognuna delle nostre comunità. Che questo ottavo centenario del perdono d’Assisi sia celebrato questo 2 agosto in ogni fraternità in modo speciale. Che possiamo ricevere come famiglia francescana questo grande dono della misericordia del Signore ed offrirlo a tutti nostri fratelli nella Chiesa. Pace e bene!

(www.fraticappuccini.it)

San Francesco d’Assisi

O Signore, fa’ di me uno strumento della tua Pace:
Dove è odio, fa’ ch’io porti l’Amore.
Dove è offesa, ch’io porti il Perdono.
Dove è discordia, ch’io porti l’Unione.
Dove è dubbio, ch’io porti la Fede.
Dove è errore, ch’io porti la Verità.
Dove è disperazione, ch’io porti la Speranza.
Dove è tristezza, ch’io porti la Gioia.
Dove sono le tenebre, ch’io porti la Luce.
O Maestro, fa’ ch’io non cerchi tanto:
Essere consolato, quanto consolare.
Essere compreso, quanto comprendere.
Essere amato, quanto amare.
Poiché è
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si resuscita a Vita Eterna.