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San Domenico Savio


Il 9 marzo 1857, moriva San Domenico Savio.

Ancora bambino decise quale sarebbe stato il suo progetto di vita: vivere da vero cristiano. Tale desiderio venne accentuato dall’ascolto di una predica di don Bosco, dopo la quale decise di divenire santo. Da questo momento, infatti la sua esistenza fu piena d’amore e carità verso il prossimo, cercando in occasione di dare l’esempio. Nel 1856 fondò la Compagnia dell’Immacolata e poco più tardi morì, lasciando un valido e bel ricordo della sua persona ai giovani cristiani. (http://www.santiebeati.it/dettaglio/32300)

(La memoria liturgica del santo è stata fissata al 9 marzo, mentre per la Famiglia Salesiana e per le diocesi piemontesi è stata posta al 6 maggio, in quanto l’anniversario della morte cadrebbe in Quaresima.)

San Domenico Savio prega per tutti gli adolescenti del mondo!

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Servi il Signore nella gioia


Il 9 marzo del 1857, muore, Domenico Savio, santo salesiano, giovane innamorato di Gesù. Esempio e modello per tutti i giovani.

Lo invoco spesso, a favore dei giovani della mia parrocchia…

Don Bosco durante una buona notte dice ai suoi ragazzi: “È volontà di Dio che ci facciamo santi. Dio ci prepara un grande premio in cielo se ci facciamo santi”. Domenico avvicina Don Bosco a quattr’occhi e gli domanda: “Come devo fare?”. Don Bosco gli risponde: “Servi il Signore nella gioia”.

San Domenico Savio, prega per noi.

San Domenico Savio

domenicosavio
Un giorno era entrato all’Oratorio un certo Camillo Cavio, di Tortona.
Era spaesato: gli altri avevano i loro compagni di gioco, lui solo soletto. Ma Domenico Savio lo avvicina e dopo alcune battute gli dice: «Sai, amico, che qui abbiamo imparato la maniera di farci santi stando molto allegri?».
«Ah, si?!-esclama Cavio – voi potete farvi santi stando molto allegri? Allora anch’io voglio farmi santo!». E Domenico Savio riprende: «Sì, amico, per essere santamente allegri noi ci divertiamo più che si può; però procuriamo di osservare queste tre cose: non commettere mai nessun peccato, essere fervorosi nelle cose di pietà e adempiere esattamente i nostri doveri». E come ha questa nota caratteristica dell’allegria, appresa alla scuola di don Bosco, così ha l’altra caratteristica assolutamente moderna dell’organizzatore: è lui che fonda, con pochi compagni, la “Compagnia di Maria Immacolata”; compagnia che ha tre punti fondamentali, di cui il secondo dice così: «I soci della compagnia si impegnano a far del bene in mezzo ai compagni, richiamandoli caritatevolmente e soprattutto esortandoli al bene colle parole e più col loro esempio».

La Santità ha due caratteristiche fondamentali: l’allegria e la serietà!

L’allegria non è superficialità o banalità, ma è prendere sul serio la vita, per farne un capolavoro!

Caro Domenico, insegna ai giovani l’allegria, e insegna loro a spendersi per il bene, perché chi si spende per il bene ha sempre il cuore allegro.

I segreti della santità

Oggi la Chiesa ricorda San Domenico Savio che scrisse a Don Bosco un biglietto:
Mi aiuti a farmi santo?“.
Il sacerdote gli rispose con i cosiddetti “segreti della santità”:

-Allegria

-Impegno nei doveri di studio e di preghiera

-Fare del bene

Un segreto che svela della Santità una qualità necessaria: la semplicità.

Non bisogna fare cose eccezionali, ma essere eccezionali nel fare le cose di tutti i giorni.

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