spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Luminoso


La luce mostra la vera natura di tutto ciò che viene messo in chiaro; poi la luce trasforma ciò che essa illumina, e lo rende luminoso. (Ef 5, 13-14a)

Nel buio del mondo, Signore attendo la tua venuta per essere illuminato dalla tua Grazia, per essere luminoso per i fratelli!

Donarsi con gioia

Dalla prima lettura di oggi (Rm 12,5-16a)

Fratelli, noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all’insegnamento; chi esorta si dedichi all’esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ciò che è umile.

Stupenda la prima lettura di oggi…

Ogni tanto qualcuno mi chiede come poter ripartire insieme a Gesù…

Innanzitutto riconosci i doni che il Signore ti ha fatto ( e ricorda che i tuoi doni sono sempre per gli altri, a favore dei fratelli!)

Poi metti a disposizione i tuoi doni con gioia!

“ Non siate pigri nel fare il bene” … La pigrizia è proprio un ostacolo grande, perché lascia il nostro cuore inoperoso, mentre avrebbe bisogno di essere sempre in movimento!

Dobbiamo poi chiedere il dono di poter gioire con chi gioisce e ancor di più consolare chi è nel pianto.

Se leggete bene questi versetti della lettera di San Paolo ai Romani, esprimono sempre un’attenzione verso gli altri, una tensione che mette gli altri al primo posto…

“Siate premurosi nell’ospitalità” per ricordarci l’importanza dell’accoglienza.

Hai voglia di ripartire con Gesù? Fai tuoi questi consigli di San Paolo.

Desiderare il bene

Dalla Prima Lettura di oggi (Rm 7,18-25a)

Fratelli, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene: in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra.
Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!

Capita spesso di desiderare il bene, ma non sempre i nostri passi percorrono vie di bene. Paolo è consapevole di questa fragilità, che ogni uomo porta con sé per tutta la vita!

Il bene però non è una scelta impossibile, anzi più desideri e fai il bene, più il tuo cuore riesce a tenere a bada le tue fragilità. La virtù è proprio l’abitudine al bene… un po’ come la corsa.. Se non corri mai, anche mezz’ora di corsa diventa un’ impresa, ma se corri ogni giorno, mezz’ora di corsa diventa semplice come una passeggiata.

Abituarsi a fare il bene per essere uomini liberi, per non cadere nella prigionia dell’abitudine al male.

Rivestitevi di tenerezza

Dalla prima lettura di oggi (Col 3,12-17)

Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie! La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.

L’unica cosa che valga sul serio è la tenerezza. (Evgenij Aleksandrovič Evtušenko)

Piccoli gesti di tenerezza quotidiani, sono gratuiti, ma assumono un valore inestimabile per le persone che li ricevono.

L’amore gratuito costa

Prima lettura (Fil 2,1-4):

Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.

Vangelo di oggi (Lc 14,12-14):

In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Sembrano impossibili le parole di s. Paolo e del Vangelo di oggi :

Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri…

E sarai beato perché non hanno da ricambiarti…

L’amore gratuito costa, costa fatica!

Chi vuole amare senza fatica non inizi neppure, ma chi è disposto a mettersi in gioco per amore è sempre un vincente, perché dice il Signore che chi ama gratuitamente è beato, è felice.

Lo scudo della fede

Dalla Prima Lettura di oggi (Ef 6,10-20):
Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.
In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, e affinché io possa annunciarlo con quel coraggio con il quale devo parlare.

L’unica difesa contro il Maligno è lo scudo della Fede!

Insieme a Gesù, il male non vince più!

Promesse fasulle

Dalla prima lettura di oggi (Ef 4,32-5,8):
Fratelli, siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi – come deve essere tra santi – né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – cioè nessun idolatra – ha in eredità il regno di Cristo e di Dio. Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce.

Nessuno vi inganni con parole vuote

Quante parole vuote riempite di promesse fasulle ci fa il mondo… Gesù ci dice di stare attenti, la vera felicità non si ottiene senza quella buona fatica che è amare. Se ti propongono una felicità che si può comprare, stai attento! Come quando compri una perla a basso prezzo, sei forse attirato dall’occasione, ma poi ti trovi fra le mani un oggetto di bigiotteria, di poco valore e tu per comprarla hai comunque speso frutto della tua fatica. La tua vita spendila bene, spendila per la tua felicità, ama e sarai la persona più felice del mondo.