spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Imparare ad amare


Veramente, amare Dio, più che un comandamento, è un privilegio, una concessione. Se un giorno lo scoprissimo, non cesseremmo di ringraziare Dio per il fatto che ci comanda di amarlo e non vorremmo far altro che coltivare questo amore. Esso è l’unico amore che non delude mai, che è in grado di soddisfare appieno il bisogno infinito d’amore che c’è nel cuore umano. L’esperienza mi ha convinto che la causa più universale di sofferenza nel mondo non è la malattia, o altre cose del genere, ma la mancanza di amore […] Imparare ad amare Dio — e, con lui, il prossimo — significa aver trovato finalmente il luogo del proprio riposo, la fonte stessa della felicità.

(Raniero Cantalamessa)

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La morte del cuore


La morte dell’anima è quando si vive nel peccato;
la morte del cuore è quando si vive nell’angoscia,
nello scoraggiamento o in una tristezza cronica.

(Raniero Cantalamessa)

La tristezza è il veleno pericoloso che porta alla morte del cuore. La gioia invece ne è la cura.

Dobbiamo offrire a tanti nostri fratelli che vivono tristi la medicina giusta: la nostra gioia sincera.

Venerdì Santo


La croce è il più terribile “no” al peccato e il più amoroso “sì” al peccatore.

(Raniero Cantalamessa)

Contemplando la croce, contemplo l’amore infinito di Dio per me.

La croce non è simbolo di morte e sofferenza, ma di amore sconfinato per l’uomo.

Il Regno dell’Amore


Il regno di Dio è anche il regno dell’uomo, perché è la condizione che permette all’uomo di realizzare i suoi desideri più profondi, di amore, di felicità, di eternità, di libertà. Soprattutto di amore, perché Dio è amore e il regno di Dio è il regno dell’amore.

(Padre Raniero Cantalamessa)

Quando il Vangelo ci dice che non siamo lontani dal Regno di Dio, ci vuol dire che non siamo lontani dal poter realizzare i nostri sogni, i nostri desideri di felicità. Unico modo è l’amore!
Nel mondo odio e cattiveria sono ospiti indesiderati… Basta l’amore perché non trovino più spazio in mezzo a noi.

Pace a voi


Dal Vangelo di oggi (Lc 24, 35-48)

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

A proposito di Gesù, c’è un salto da fare che non riguarda solo i non-credenti, ma anche i credenti. Per i non-credenti il salto è passare da «Gesù solo uomo» a «Gesù anche Dio». Per i credenti il salto è passare da «Gesù personaggio» a «Gesù persona». Per «Gesù personaggio» io intendo un Gesù che rimane sostanzialmente nel passato, del quale si può parlare a piacimento ma al quale, o con il quale, nessuno si sogna di parlare. Se uno parla a Giulio Cesare o a Napoleone lo mandano naturalmente in manicomio, invece Gesù persona è un Gesù vivo, è Gesù che ha detto «io sono con voi tutti i giorni», è Gesù risorto, con il quale si può parlare e al quale si può parlare. La maggioranza dei cristiani, ahimè, non è mai passata dal Gesù personaggio — cioè un insieme di dottrine, di dogmi — a Gesù persona viva; non è passata mai da «Gesù Egli» a «Gesù Tu». Per questo la fede di molti cristiani è come il sole invernale, che illumina ma non riscalda. Permettetemi, carissimi amici, di confidarvi quello che ha riempito e riempie la mia vita di serenità, di pace e di gioia. Ed è precisamente un rapporto personale, da amico, continuo, così semplice e familiare con Gesù.

(Raniero Cantalamessa)

Gesù non è un fantasma, non è un personaggio, è una persona! Che ha tanta voglia di amarci!

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