spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘rabbia’

Frenare la lingua

Non dite una sillaba
finché non siete in calma.

(Beato Tommaso Maria Fusco)

 

C’è un esercizio molto importante da fare per custodire alcune relazioni importanti nella nostra vita, quello di imparare a frenare la lingua quando si è arrabbiati. Le parole che usciranno dalla bocca infatti saranno pallottole pericolose, che procurano ferite profonde…

Quando la rabbia sale, le parole potrebbero davvero fare del male.

Dio non toglie la vita

“Dio non toglie la vita. Dà la sua vita anche a coloro che gliela tolgono”.
(Ermes Maria Ronchi)

Nella vita a volte troppo dura, capita incontrare fratelli e sorelle arrabbiate con Dio, per la morte di una persona cara: Perché Gesù permette questo? È questo tutto l’amore che ci ha promesso? Portare via le persone più importanti della nostra vita?
Gesù non prende nessuno, ma accoglie tutti… ecco il suo grande gesto d’amore! La Speranza che tutto non finisca con la morte.
Gesù accoglie anche la nostra rabbia, il nostro dolore, perché solo lui sa quanto soffre il nostro cuore… e ci aspetta, aspetta il momento giusto, per farsi vicino, per donarci il tesoro più prezioso: l’annuncio della vita eterna!
Purtroppo è la fragilità della vita a portare via le persone, il compito di Gesù è che nessuno vada perso.. per tutti c’è l’abbraccio eterno del Padre.
Oggi voglio essere vicino a tutti coloro che soffrono per la morte di una persona cara, lasciate da parte la rabbia… lasciate che il Signore possa consolare il vostro cuore… Non arrendetevi alla morte!
Per esperienza vedo che passata la rabbia, ci si riavvicina a Gesù, perché è grazie a Lui che le persone a noi care rimangono vive!
Mamma del cielo, consola tutte le mamme che hanno perso troppo presto i loro figli…non far mai mancare la tua dolce presenza nei cuori sofferenti di chi ha perso un pezzo di cuore.

Talità Kum

Dal Vangelo di oggi (Mc 5,21-43):

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Amavo molto i malati ed avrei valicato monti e valli, se mi avessero lasciato fare, per visitare un malato, non per curarlo, ma per amarlo. (Marta Robin)

La vera missione di Gesù sulla terra, non era di sconfiggere le malattie, ma quella di sconfiggere la morte!

Gesù è venuto per amare i malati, per non lasciarli soli nella tremenda sofferenza!

Molte volte ascolto persone arrabbiate con Dio, persone che hanno perso a causa di una malattia o di un incidente una persona cara. Gesù è presente anche in quei momenti in cui ci si arrabbia con Lui, perché lui capisce le profonde ferite di una mamma che ha perso un figlio, di una moglie che ha perso il marito…

E aspetta… offre occasioni di ritorno a Lui, con calma… quando il cuore dell’uomo si svuota dal tremendo dolore e dalla rabbia accecante, si accende il desiderio di essere consolati da Lui, di credere che davvero la morte non esiste!

Il Signore accoglie la nostra rabbia, la stessa rabbia che diventa però terreno buono per colui che ci vuole tenere nell’oscurità delle tenebre, per il Figlio della Morte, che ci fa sentire lontani dall’amore infinito di Gesù per noi.

Prego Signore per i miei fratelli sacerdoti, perché possano ascoltare e consolare le persone morte dal dolore per la perdita di un loro caro, possano sempre gridare: “Talità Kum”, risollevati perche nulla è perduto, alla fine ci ritroveremo nel Paradiso dove tutti saremo riuniti in Cristo!

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