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Articoli con tag ‘Povertà’

Un Dio amabile


Interrogate gli abitanti di Betlemme su quel che essi pensano. Se questo bambino abitasse in un palazzo circondato da prìncipi, gli farebbero la corte; ma domandate a Maria, a Giuseppe, ai Magi, ai pastori: essi vi diranno che trovano in questa povertà estrema un non so che per cui Dio appare più grande e più amabile ai loro occhi.

(Jean-Pierre de Caussade)

Gesù ha scelto la povertà come luogo in cui nascere, perché sapeva che proprio lì, nella povertà, avrebbe incontrato l’uomo capace di amarlo.

Una medaglia a metà

Ho ascoltato con attenzione il discorso di Papa Francesco, al convegno di Firenze poco tempo fa… mi ha colpito l’immagine della medaglia spezzata a metà, di questa grande responsabilità verso i fratelli più poveri. Dobbiamo essere noi la famiglia che hanno perso.

Se nella vita cerchiamo una medaglia, non dobbiamo desiderarla d’oro, d’argento o di bronzo. Che la nostra medaglia sia il volto del fratello povero, allora davvero nella vita saremo vincitori!

Avremo vinto la battaglia più dura…quella contro il male, contro l’indifferenza…

Il male ha spezzato in due quella moneta, il bene deve riparare il danno fatto.

Siamo qui a Firenze, città della bellezza. Quanta bellezza in questa città è stata messa a servizio della carità! Penso allo Spedale degli Innocenti, ad esempio. Una delle prime architetture rinascimentali è stata creata per il servizio di bambini abbandonati e madri disperate. Spesso queste mamme lasciavano, insieme ai neonati, delle medaglie spezzate a metà, con le quali speravano, presentando l’altra metà, di poter riconoscere i propri figli in tempi migliori. Ecco, dobbiamo immaginare che i nostri poveri abbiano una medaglia spezzata. Noi abbiamo l’altra metà perché la Chiesa madre, la Chiesa madre ha, in Italia, l’altra metà della medaglia di tutti e riconosce tutti i suoi figli abbandonati, oppressi, affaticati. E questo da sempre. È una delle vostre virtù perché ben sapete che il Signore ha versato il suo sangue non per alcuni, né per pochi né per molti, ma per tutti.
(Papa Francesco)

il discorso integrale link

Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria

La povertà, lo spogliamento materiale, l’oppressione inflitta dal più forte di sé, sono difficili da sopportare. Sono propriamente insostenibili però – le famiglie del Quarto Mondo ce lo insegnano tutti i giorni – il disprezzo, il continuo ricordo di essere un inferiore e totalmente inutile. È intollerabile di essere trattati, anche dai proprio vicini, come un uomo senza dignità. «Ci considerano come dei meno di niente… non siamo dei cani, per essere insultati in tal modo al comune…». La differenza fra povertà e miseria è là. L’uomo miserabile è in una situazione insopportabile, considerato di scarsissimo conto o anche peggio: un essere nefasto che non sarebbe mai dovuto nascere, mentre nel più profondo di lui, egli sa che è pure un uomo. Volere la dignità, sognare di essere qualcuno e vederselo rifiutare anche da coloro che non sono molto più ricchi di sé, come i vicini, il droghiere, il fattore… è quella la miseria. Ed è quel che segna la frontiera fra povertà e esclusione”.
(Padre Joseph Wresinski)

Rifiutare la miseria, arricchisce la nostra vita e quella dei nostri fratelli rimasti senza dignità.

L’amore è umile

Amare significa donare, ma vuol anche dire essere povero, confessare la propria povertà, invocare le ricchezze dell’altro…quella ricchezza unica e senza pari che è l’altro. Significa aver bisogno di lui, sentirsi poveri senza di lui, attendere il suo sguardo d’amore per nascere all’amore e per vivere. L’Amore è umile: se non accetta la povertà, se non si apre al dono dell’altro non può che morire d’inedia.
(H. Caffarel)

L’amore è la spinta verso gli altri. Spinta che parte dal basso per andare verso l’alto.

Casa povera

Il 26 agosto del 1978 Giovanni Paolo I viene eletto Papa.

Oggi casa povera è il mondo intero, che ha tanto bisogno di Dio!

Per chi non è amato, dona il tuo amore Signore.
Per chi è maltrattato, dona la tua dolcezza Signore.
Per chi è lontano da Te, dona la tua presenza Signore.
Per chi non trova senso nella vita, dona la tua Parola Signore.
Per chi piange a causa di un lutto, dona la tua consolazione Signore.
Se qualcuno ti cerca, lasciati trovare… perché una vita senza di Te, è una vita povera.

Giornata mondiale del rifiuto della miseria

Il 17 ottobre ricorre la giornata mondiale del rifiuto della miseria. Questa ricorrenza è stata indetta, per la prima volta, nel 1987, a Parigi, quando centomila persone che volevano difendere i diritti umani di ogni paese, condizione e origine, diretti dal padre Joseph Wresinski, si riunirono sul Sagrato dei Diritti dell’Uomo, al Trocadéro. Nel 1992 l’ONU diede ufficialità alla ricorrenza e da quell’anno, sempre il 17 ottobre si ricorda quest’evento. Il padre Wresinski sintetizzò il senso di questa ricorrenza con queste parole: ”Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro”.

Se accetti la miseria del fratello, accetti la miseria del tuo cuore.

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