spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘Povertà’

L’abbraccio

La natura umana portava il Verbo di Dio,
ma era il Verbo che sosteneva la natura umana.

S.Ireneo di Lione

Gesù si lascia prendere in braccio, per abbracciare le nostre povertà.

Guadagnare la vita


Così facilmente s’acquisterebbe il vivere, se il desio di accumulare denari non impoverisse gli altri.
(S.Tommaso Moro)

L’importante è guadagnarsi la vita senza rubarla agli altri.

Poveri in ginocchio


Se voi pensaste e comprendeste bene quale personaggio rappresentano i poveri, di continuo li servireste in ginocchio.

(San Giuseppe Benedetto Cottolengo)

Davanti ad un povero bisognerebbe mettersi in ginocchio, non metterlo in ginocchio.

Digiuno perché mi venga fame


In Quaresima, un consiglio per la conversione è il digiuno.

C’è chi digiuna perché non ha da mangiare… il mio digiuno sia allora anche un accorgermi del dono del cibo abbondante della mia tavola, che non va sprecato. Aiutami Signore mentre digiuno ad avere fame di giustizia, perché un fratello che non ha da mangiare non può lasciarmi indifferente.

I poveri aumentano


I poveri aumentano a più non posso e si vorrebbe poter allargare le braccia per accoglierne tanti sotto le ali della Divina Provvidenza.
(Beata Teresa Grillo Michel)

I poveri aumentano, speriamo aumentino anche coloro che se ne prendono cura.

Un Dio amabile


Interrogate gli abitanti di Betlemme su quel che essi pensano. Se questo bambino abitasse in un palazzo circondato da prìncipi, gli farebbero la corte; ma domandate a Maria, a Giuseppe, ai Magi, ai pastori: essi vi diranno che trovano in questa povertà estrema un non so che per cui Dio appare più grande e più amabile ai loro occhi.

(Jean-Pierre de Caussade)

Gesù ha scelto la povertà come luogo in cui nascere, perché sapeva che proprio lì, nella povertà, avrebbe incontrato l’uomo capace di amarlo.

Una medaglia a metà

Ho ascoltato con attenzione il discorso di Papa Francesco, al convegno di Firenze poco tempo fa… mi ha colpito l’immagine della medaglia spezzata a metà, di questa grande responsabilità verso i fratelli più poveri. Dobbiamo essere noi la famiglia che hanno perso.

Se nella vita cerchiamo una medaglia, non dobbiamo desiderarla d’oro, d’argento o di bronzo. Che la nostra medaglia sia il volto del fratello povero, allora davvero nella vita saremo vincitori!

Avremo vinto la battaglia più dura…quella contro il male, contro l’indifferenza…

Il male ha spezzato in due quella moneta, il bene deve riparare il danno fatto.

Siamo qui a Firenze, città della bellezza. Quanta bellezza in questa città è stata messa a servizio della carità! Penso allo Spedale degli Innocenti, ad esempio. Una delle prime architetture rinascimentali è stata creata per il servizio di bambini abbandonati e madri disperate. Spesso queste mamme lasciavano, insieme ai neonati, delle medaglie spezzate a metà, con le quali speravano, presentando l’altra metà, di poter riconoscere i propri figli in tempi migliori. Ecco, dobbiamo immaginare che i nostri poveri abbiano una medaglia spezzata. Noi abbiamo l’altra metà perché la Chiesa madre, la Chiesa madre ha, in Italia, l’altra metà della medaglia di tutti e riconosce tutti i suoi figli abbandonati, oppressi, affaticati. E questo da sempre. È una delle vostre virtù perché ben sapete che il Signore ha versato il suo sangue non per alcuni, né per pochi né per molti, ma per tutti.
(Papa Francesco)

il discorso integrale link