spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘poveri’

Giornata Mondiale del rifiuto della miseria


Il 17 ottobre ricorre la giornata mondiale del rifiuto della miseria. Questa ricorrenza è stata indetta, per la prima volta, nel 1987, a Parigi, quando centomila persone che volevano difendere i diritti umani di ogni paese, condizione e origine, diretti dal padre Joseph Wresinski, si riunirono sul Sagrato dei Diritti dell’Uomo, al Trocadéro.

Nel 1992 l’ONU diede ufficialità alla ricorrenza e da quell’anno, sempre il 17 ottobre, si ricorda quest’evento. Il padre Wresinski sintetizzò il senso di questa ricorrenza con queste parole: “Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro”.

Quando non si ha niente si è poveri, quando non si è considerati da nessuno si è miseri.

La misericordia, l’accorgersi del fratello bisognoso, si faccia spazio nell’indifferenza di questo mondo.

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Bambole e bambini


La mia bambina ha una bambola,
la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina, i mobili della cucina
e chicchere e posate e scodelle,
e un armadio con i vestiti sulle stampelle in folla,
e un automobile a molla
con la quale passeggia per il corridoio quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola
e la sua bambola ha tutto,
persino altre bamboline più piccine
anche loro con le loro scodelline, chiccherine, posatine…
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco,
perché ci sono bambole che hanno tutto
e bambini che non hanno niente.

(Gianni Rodari)

Non mi interessa se le bambole hanno tutto, mi preoccupa di più sapere che ci sono bambini che non hanno niente.

Che Chiesa sognate?

Insieme ai giovani della mia parrocchia, abbiamo letto alcuni passi dell’enciclica di Papa Francesco, Evangelii Gaudium, poi ho chiesto a loro di rispondere ad alcune domande.

Una era: Che Chiesa sognate?

Alcune risposte mi hanno particolarmente colpito…

Magari ne condividerò alcune su questo blog. Ecco la prima:

Un ragazzo di 14 anni ha risposto così:

Sogno una Chiesa capace di coinvolgere le persone, di farle riflettere. Una Chiesa che sia capace di prendersi cura di loro accompagnandole. Una Chiesa che ti consigli le cose migliori, non per vederti perfetto, ma per vederti felice.

La Chiesa ha il dovere di prendersi cura della felicità di tutti, per quello propone come modello di vita quello del Vangelo… del dono di sé. Chi si apre agli altri è sempre felice!

Come Chiesa dobbiamo testimoniare l’amore di Gesù per ogni fratello… riconoscendo che siamo Chiesa di uomini e non robot programmati per il bene.

Siamo una Chiesa fragile, piena di ferite e di resistenze… Ma nulla è impossibile a Dio.
Non dobbiamo puntare il dito su chi fa fatica ad essere Chiesa…dobbiamo essere noi stessi quella Chiesa che sogniamo, dobbiamo chiedere al Signore la forza di uscire nelle periferie del mondo, anche se alle volte siamo zoppicanti, il nostro compito è quello di camminare verso coloro che attendono da noi un seme di Speranza per una vita felice.

La stessa strada


Il Signore si fa uomo con gli uomini, condivide la stessa umanità, percorre la stessa strada, si compromette per l’uomo fino a dare la vita.

(Beato Charles de Foucauld)

È possibile incontrare davvero Gesù, perché ha voluto percorrere la nostra stessa strada.
Strada di fatica, di paura, di dolore…
Per aprirci una strada di Speranza, d’Amore e di Gioia.

Per me è tantissimo


Dal Vangelo di oggi (Lc 21,1-4)

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Alcune volte ci sembra di fare poco, ci sono alcune persone che mi aiutano per sostenere i poveri.

So di una signora anziana con la pensione minima, che ogni tanto mi da 5 euro per comprare il latte ai poveri e mi dice… “Scusi don Luca lo so che è poco, ma adesso è tutto quello che posso dare”.

Mi commuovo sempre, e gli rispondo “Per me è tantissimo, grazie davvero!”.

Dio ci aspetta ogni giorno


È facile accontentare l’amore di Dio se si tratta di sistemare in noi un po’ di preghiera ben fatta: ma è fuori della chiesa che ci aspetta Dio ogni giorno.
(Padre Andrea Gasparino)

Chi non cerca Dio fuori dalle chiese…non lo trova neanche dentro.

 

Ecco cosa scriveva San Giovanni Crisostomo sulla presenza di Cristo:

Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto di disprezzo nelle sue membra, cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Non onorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quando soffre per il freddo e la nudità. Colui che ha detto: “Questo è il mio corpo”, confermando il fatto con la parola, ha detto anche: “Mi avete visto affamato e non mi avete dato da mangiare” e “ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei più piccoli fra questi, non l’avete fatto neppure a me”.
Il corpo di Cristo che sta sull’altare non ha bisogno di mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di molta cura. Impariamo dunque a pensare e a onorare Cristo come egli vuole. Infatti l’onore più gradito, che possiamo rendere a colui che vogliamo venerare, è quello che lui stesso vuole, non quello escogitato da noi.
Che vantaggio può avere Cristo se la mensa del sacrificio è piena di vasi d’oro, mentre poi muore di fame nella persona del povero? Prima sazia l’affamato, e solo in seguito orna l’altare con quello che rimane. Gli offrirai una calice d’oro e non gli darai in bicchiere d’acqua? che bisogno c’è di adornare con veli d’oro il suo altare, se poi non gli offri il vestito necessario? che guadagno ne ricava egli? Dimmi: se vedessi uno privo del cibo necessario e, senza curartene, adornassi d’oro solo la sua mensa, credi che ti ringrazierebbe, o piuttosto non s’infurierebbe contro di te? e se vedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, e, trascurando di vestirlo, gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato e insultato in modo atroce?
Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino, bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni invece il pavimento, le pareti, le colonne e i muri dell’edificio sacro. Attacchi catene d’argento alle lampade, ma non vai a visitarlo quando lui è incatenato in carcere. Dico questo non per vietarvi di procurare tali addobbi e arredi sacri, ma per esortarvi a offre, insieme a questi, anche il necessario aiuto ai poveri, o, meglio, perché questo sia fatto prima di quello. Nessuno è mai stato condannato per non aver cooperato ad abbellire il tempio, ma chi trascura il povero è destinato alla geenna, al fuoco inestinguibile e al supplizio con i demoni. Perciò, mentre adorni l’ambiente per il culto, non chiudere il tuo cuore al fratello che soffre. Questo è il tempio vivo più prezioso di quello.

Prossimi da raggiungere


Per un discepolo di Gesù nessun vicino può diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere.
(Papa Francesco)

Quando un fratello è irraggiungibile, non è detto che sia lontano da noi, ma lontano dal nostro cuore che è incapace di muoversi per lui.

Aiutaci Signore a non prendere le distanze dai nostri fratelli che chiedono aiuto.