spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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I miracoli


Venerdì 24 novembre del 1826, nasceva Carlo Collodi, divenuto famoso per avere scritto le “Avventure di Pinocchio”.

Oggi in suo onore condividiamo un pensiero tratto dalla storia che ha affascinato diverse generazioni fino ad oggi.

I miracoli non crescono sugli alberi Pinocchio, i miracoli avvengono nel cuore!

(Grillo Parlante)

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Pinocchio


Il 26 ottobre del 1890 muore Carlo Collodi, colui che scrisse le avventure di Pinocchio.

Grillo Parlante : “Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!”

(Le avventure di Pinocchio, Carlo Collodi)

Di solito le cose preziose richiedo tempo e fatica. Ma sappiamo bene che nella nostra vita più che le cose sono le persone ad essere preziose.

Se vuoi essere davvero ricco, circondati di persone che ti vogliano bene.

E per avere persone accanto a te che ti vogliano bene, devi imparare ad amare.

Le persone non si comprano, si guadagnano spendendo per loro tempo e fatica, usando per loro amore e tenerezza.

La storia di un burattino


Il 7 luglio del 1881, Collodi pubblica le prime storie di Pinocchio.

Con il titolo “La storia d’un burattino”, le imprese di Pinocchio (termine toscano che sta per pinolo, seme commestibile del pino), conquistarono i piccoli lettori e non solo.

 

Io studierò, io lavorerò, io farò tutto quello che mi dirai, perché, insomma, la vita del burattino mi è venuta a noia, e voglio diventare un ragazzo a tutti i costi.

(Pinocchio alla Fata Turchina)

 

Pinocchio scopre che una vita senza regole e impegno, una vita da burattino capriccioso non la vuole più!

Perché una vita nel paese dei balocchi riempie solo la pancia, ma lascia vuoto il cuore.

Per diventare un bambino vero promette alla Fata di impegnarsi, di fare fatica, di essere buono.

Anche noi a volte dobbiamo bruciare il burattino capriccioso che è in noi, per diventare uomini buoni. Ed essere finalmente felici.

Passare da un cuore di legno, ad un cuore di carne.

Burattini


Il 24 Novembre del 1826 a Firenze nasceva Carlo Lorenzini, più conosciuto come Carlo Collodi, divenuto celebre come autore del romanzo Le avventure di Pinocchio.

Condivido con voi una rilettura del card. Biffi sul senso della storia di Pinocchio, rivista in chiave teologica:

E’ dunque una lezione di vita che possiamo imparare: le ideologie. Possono servire per far politica, per arricchire, per far carriera, per organizzare meglio l’esteriorità della vita terrena, per assicurarsi onori e vantaggi, per avviare rivoluzioni che lasciano la sostanza delle cose come prima, per intraprendere liberazioni che di solito si risolvono in un cambio di schiavitù; ma per la salvezza dell’uomo come uomo non servono. Per la salvezza occorre la verità: la verità sulla vita e sulla morte, sul senso dell’esistenza e sulla sua insignificanza, sulla felicità e sul dolore, sulla possibilità di speranza e sulla disperazione, sulla nostra origine e sul nostro ultimo destino.
La salvezza comincia quando l’uomo si rende conto che la sua vera alienazione sta nel rifugiarsi nell’una o nell’altra ideologia per la paura di misurarsi con la verità, e comincia a capovolgere questo mortificante processo. E’ l’insegnamento più elevato e più utile che si possa trarre dalla vicenda umana di Carlo Lorenzini, detto Collodi e dal «caso» letterario de «Le avventure di Pinocchio».

Prigionieri di Ideologie o uomini liberi di seguire la Verità?

Cercare la felicità altrove


I Domenica di Quaresima (C)

Vangelo di oggi (Lc 4,1-13)

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

La vera tentazione che Gesù subisce è quella di trovare la felicità al di fuori di Dio Padre.

Per meditare bene questa tentazione, mi lascio aiutare dalla famosa storia di pinocchio!

Il burattino che invece di rimanere con il Padre che lo ha creato con amore, va in cerca della felicità altrove, lontano da Geppetto.

Dove gli promettono cibi succulenti (paese dei balocchi)

Dove gli promettono ricchezze (i soldi seminati nel campo de’ miracoli)

Dove gli promettono una falsa libertà!

Anche voi volete rimanere burattini nelle mani del mondo?

Dobbiamo stare attenti alla trappola di una felicità che si può ottenere senza fatica! Senza gli altri!

Il primo passo che dobbiamo fare in questi primi giorni di Quaresima è un passo di liberazione!

Quali tentazioni ci legano il cuore e non ci lasciano liberi di amare i fratelli come ci chiede il Signore?

Cerchiamo la felicità dove si lascia trovare: nell’incontro gioioso con Gesù.

Un incontro che Lui prepara tutti i giorni…

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