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Paura e corruzione


Non è il potere che corrompe, ma la paura. Il timore di perdere il potere corrompe chi lo detiene e la paura del castigo del potere corrompe chi ne è soggetto.

(Aung San Suu Kyi)

I veri deboli della terra sono i corrotti, nonostante la potenza (effimera) del denaro, rimangono persone di poco valore.

Per paura di svelare la loro pochezza, le persone corrotte sono schiave del loro potere di facciata!

Senza quel potere (comprato), sono nulla.

Come dice sempre Papa Francesco, il vero potere è il servizio!

Senza paura


L’assenza di paura non significa arroganza o aggressività. Quest’ultima è in se stessa un segno di paura. L’assenza di paura presuppone la calma e la pace dell’anima. Per essa è necessario avere una viva fede in Dio.

(Mahatma Gandhi)

Dal Vangelo di oggi (Mc 4,35-41)

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

«Nada te turbe, nada te espante: quien a Dios tiene nada le falta. Nada te turbe, nada te espante. Solo Dios basta». E’ uno dei canti più famosi messi a punto dalla comunità ecumenica di Taizé, in Francia. Riprende il cuore del pensiero di santa Teresa d’Avila: «Nulla ti turbi, nulla ti spaventi: a chi ha Dio nulla gli manca. Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Solo Dio basta».

Allontana da noi la paura Signore, regni nel nostro cuore la tua Pace!

SS.Pietro e Paolo

Già in una meditazione precedente avevo scritto: Pietro e Paolo hanno molte cose in comune, tra queste vi è l’iniziale del loro nome. P come peccatori. Ebbene sì, il Signore non ha scelto dei discepoli perfetti (anche perché non ne avrebbe trovati). Sceglie due giovani che dicono loro stessi di essere peccatori. «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore» (Lc 5,8) diceva Pietro. E Paolo « Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io » (1 Tim. 1, 15).
Il punto di partenza per incontrare il Signore è quello di capire che l’uomo da solo non si salva, ha bisogno di Gesù. Questo è un punto a nostro favore, perché partiamo tutti dalla stessa condizione, siamo tutti peccatori, ma con l’aiuto della grazia di Dio possiamo tutti diventare discepoli e farci santi. San Paolo e San Pietro sono le ante della finestra che ci apre alla santità, hanno accolto la Parola del Signore e l’hanno annunciata fino a donare la propria vita.
Essere peccatori non è un’ostacolo alla santità, è un trampolino di lancio.

Oggi voglio accomunare a Pietro e Paolo altre due parole che iniziano con P: Paura e Prigionia.

Pietro e Paolo hanno fatto esperienza della paura e della prigionia, seguita però dall’esperienza molto più rassicurante della liberazione e della pace donata da Gesù.

Si racconta negli Atti degli Apostoli che Pietro esulta per la misericordia che Cristo ha avuto per lui “Il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode

San Paolo scrive nella lettera ai Romani: Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!».

Come Paolo e Pietro non dobbiamo più aver paura perché il Signore ci ha liberati per sempre dalla morte e dal peccato!

La paura di morire

Dal Vangelo di oggi (Gv 6,16-21):

Venuta la sera, i discepoli di Gesù scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

Ogni paura è fondamentalmente orientata verso la morte. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver paura della morte. (Osho Rajneesh)

Gesù rassicura i suoi discepoli, Gesù ha vinto la più grande paura dell’uomo, Gesù ha vinto la morte!
Quando senti nel cuore il mare agitato della paura, ascolta le parole di Gesù che ti dicono che è vivo , parole che ti rassicurano: “ Sono io, non abbiate paura!”.

Non avere paura della morte, quanto piuttosto dello squallore della vita.