spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Buona Pasqua


Un amico mi ha chiesto: “Ti prego in nome della nostra amicizia di dirmi in una parola che cos’è l’uomo nuovo”. Gli ho risposto: “La Risurrezione”.

(Matta el Meskin)

Rinnova il nostro cuore, Signore! Lasciamo alle spalle ciò che in noi era morto e ripartiamo insieme gridando a tutti la tua vittoria: Alleluia, Cristo è veramente Risorto!

Che ogni luogo di morte Signore sia toccato dalla tua Resurrezione! Che tutti possano diventare persone nuove!

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Buona Pasqua


Preghiera dal Congo

Oggi niente mi impedirà di danzare
e la terra tremerà sotto i miei piedi:
io sono l’uomo, la donna della danza!
Oggi niente mi impedirà di suonare
e il mondo intero ascolterà la mia musica.
Oggi niente mi impedirà di cantare
e l’intera umanità rimarrà commossa:
io sono l’uomo, la donna, della gioia di vivere!
Oggi…né fame, né povertà, né malattia,
né siccità, né guerra, né miseria:
oggi è Pasqua!
Niente mi impedirà di lodarti,
danzarti e cantarti.
Tu sei Risorto e mi salvi,
tu sei Risorto e mi fai vivere.
Chi, meglio di me, potrebbe danzare?
Chi, meglio di me, può percuotere il tamburo?
Oggi, Signore, sulle ceneri della mia vita,
sugli scheletri della guerra e della fame,
sull’aridità delle nostre siccità…
io ti canto, danzo per i miei fratelli e sorelle
che hanno perso il canto e la gioia,
che hanno smarrito il sorriso e la danza…
perché tu sei Risorto!
Amen.

Buona Pasqua a tutti!

Vivere da risorti

Dal Vangelo di oggi (Gv 3,1-8):

Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

C’è qualcosa di peggio dell’avere un’anima perversa: è avere un’anima di tutti i giorni.(Charles Péguy)

Qualche cristiano che cerca di vivere bene il tempo di Quaresima lo si trova, ma rari sono i cristiani che si impegnano a vivere il tempo di Pasqua (che dura anche di più).

Nonostante la liturgia ci indichi l’importanza del tempo Pasquale, è proprio faticoso per noi cristiani vivere da Risorti! Lasciar morire una volta per tutte l’uomo vecchio e rinascere con Cristo a vita nuova.
Una vita che sempre deve rinnovarsi nell’amore.

Nicodemo chiede a Gesù :“come può nascere un uomo quando è vecchio?”

È sempre tempo di abbandonare ciò che ci fa “essere morti”, conoscono molte persone che muoiono ancor prima di morire. Persone incapaci di aprirsi agli altri, incapaci di amare, accecate dall’egoismo, dall’orgoglio, dalla cattiveria.

Vivere il tempo Pasquale significa vivere con la gioia nel cuore, per la splendida notizia di poter vivere e rinascere ogni giorno, insieme a Gesù. Rinnovando continuamente quella promessa d’amore in ogni incontro che viviamo.

Ci sono cristiani che muoiono, perché sono vivi (i martiri).

E cristiani che vivono ma sono morti (tutti coloro che hanno perso la capacità di vivere sul serio l’annuncio del Vangelo. Non serve essere senza limiti, per vivere la resurrezione serve essere innamorati di Gesù e credere che con Lui, ogni giorno possiamo essere persone nuove!) .

Buona Pasqua

Nel Duomo vecchio di Molfetta c’è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco, in attesa di sistemarlo definitivamente, l’ha addossato alla parete della sagrestia e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: collocazione provvisoria. La scritta, che in un primo momento avevo scambiato come intitolazione dell’opera, mi è parsa provvidenzialmente ispirata, al punto che ho pregato il parroco di non rimuovere per nessuna ragione il crocifisso di lì, da quella parete nuda, da quella posizione precaria, con quel cartoncino ingiallito. Collocazione provvisoria. Penso che non ci sia formula migliore per definire la Croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.

Coraggio, allora, tu che soffri inchiodato su una carrozzella. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi al calice amaro dell’abbandono. Non ti disperare, madre dolcissima che hai partorito un figlio focomelico. Non imprecare, sorella, che ti vedi distruggere giorno dopo giorno da un male che non perdona. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza. Non avvilirti, amico sfortunato, che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra.

Coraggio. La tua Croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre “collocazione provvisoria”. Il calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. E il terreno di questa collina, dove si consuma la tua sofferenza, non si venderà mai come suolo edificatorio. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della Croce.

“Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra”. Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane.

Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell’orario c’è divieto assoluto di parcheggio. Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da Dio.

Coraggio, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. Coraggio, tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali, e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.

Don Tonino Bello

Coraggio, deponi la croce e lasciati inondare dalla luce della Resurrezione.

Alleluia Cristo è risorto, è stata vinta la morte.