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Tesori celesti

La nostra patria non è che il paradiso. Là ci attende un gran numero di nostri cari, ci desiderano i nostri genitori, i fratelli, i figli in festosa e gioconda compagnia, sicuri ormai della propria felicità, ma ancora trepidanti per la nostra salvezza. Vederli, abbracciarli tutti: che gioia comune per loro e per noi! Che delizia in quel regno celeste non temere mai più la morte; e che felicità vivere in eterno! Ivi è il glorioso coro degli apostoli, la schiera esultante dei profeti; ivi l’esercito innumerevole dei martiri, coronati di gloria per avere vinto nelle lotte e resistito nei tormenti; le vergini trionfanti, che vinsero la concupiscenza della carne e del corpo con la virtù della continenza; ivi sono ricompensati i misericordiosi, che esercitarono la beneficenza, nutrendo e aiutando in varie maniere i poveri, e così osservarono i precetti del Signore e, con le ricchezze terrene, si procurarono i tesori celesti. Affrettiamoci con tutto l’entusiasmo a raggiungere la compagnia di questi beati. Dio veda questo nostro pensiero; Questo proposito della nostra mente, della nostra fede, lo scorga Cristo, il quale assegnerà, nel suo amore, premi maggiori a coloro che avranno avuto di lui un desiderio più ardente.

(San Cipriano)

In cielo ci sarà un gran tesoro per te, se sulla terra sei stato un tesoro per gli altri.

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Vorrei pieno il cielo

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Vorrei pieno il Cielo, svuotato il Purgatorio, chiuso l’Inferno
(Beata Elisabetta Sanna)

160 anni fa moriva Elisabetta Sanna beatificata il 17 settembre dell’anno appena passato.

Elisabetta Sanna nacque a Codrongianos (Sassari) il 23 aprile 1788. A tre mesi perdette la capacità di sollevare le braccia. Sposata, allevò cinque figli. Nel 1825 restò vedova e fece voto di castità; era la madre spirituale delle ragazze e delle donne della sua terra. Nel 1831, imbarcatasi per un pellegrinaggio in Terra Santa, finì a Roma, e non poté tornare, per sopravvenuti gravi disturbi fisici. Si dedicò totalmente alla preghiera ed a servire i malati e i poveri. Fu tra i primi iscritti all’Unione dell’Apostolato Cattolico di san Vincenzo Pallotti, suo direttore spirituale. La sua abitazione divenne un santuario di viva fede e ardente carità. Morì a Roma il 17 febbraio 1857 e venne seppellita nella chiesa del SS. Salvatore in Onda. Dopo una causa durata oltre un secolo e mezzo, è stata beatificata il 17 settembre 2016 presso la basilica della Santissima Trinità di Saccargia a Codrongianos.

Dio non toglie la vita

“Dio non toglie la vita. Dà la sua vita anche a coloro che gliela tolgono”.
(Ermes Maria Ronchi)

Nella vita a volte troppo dura, capita incontrare fratelli e sorelle arrabbiate con Dio, per la morte di una persona cara: Perché Gesù permette questo? È questo tutto l’amore che ci ha promesso? Portare via le persone più importanti della nostra vita?
Gesù non prende nessuno, ma accoglie tutti… ecco il suo grande gesto d’amore! La Speranza che tutto non finisca con la morte.
Gesù accoglie anche la nostra rabbia, il nostro dolore, perché solo lui sa quanto soffre il nostro cuore… e ci aspetta, aspetta il momento giusto, per farsi vicino, per donarci il tesoro più prezioso: l’annuncio della vita eterna!
Purtroppo è la fragilità della vita a portare via le persone, il compito di Gesù è che nessuno vada perso.. per tutti c’è l’abbraccio eterno del Padre.
Oggi voglio essere vicino a tutti coloro che soffrono per la morte di una persona cara, lasciate da parte la rabbia… lasciate che il Signore possa consolare il vostro cuore… Non arrendetevi alla morte!
Per esperienza vedo che passata la rabbia, ci si riavvicina a Gesù, perché è grazie a Lui che le persone a noi care rimangono vive!
Mamma del cielo, consola tutte le mamme che hanno perso troppo presto i loro figli…non far mai mancare la tua dolce presenza nei cuori sofferenti di chi ha perso un pezzo di cuore.

San Giovanni Maria Vianney

In paradiso non esiste il rancore. Per questo, i cuori buoni ed umili, che sopportano le ingiurie e le calunnie con gioia o indifferenza, cominciano a godere del loro paradiso in questo mondo; coloro, invece, che serbano rancore sono infelici: hanno l’espressione preoccupata ed uno sguardo che sembra divorare ogni cosa attorno a sé.

Oggi la chiesa fa memoria del curato d’Ars, patrono di tutti i preti, ha saputo nella vita spendersi per le anime di un piccolo paese della Francia, la sua vita semplice e povera, il saper scrutare i cuori della sua gente,l’incessabile preghiera davanti al Santissimo ha convertito molti.

San Giovanni Maria Vianney, prega per noi!

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