spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Nulla è perduto con la pace


Era il 24 agosto del 1939, esattamente ottanta anni fa, quando Papa Pio XII, lanciò un radiomessaggio di pace, nell’imminente pericolo della guerra.

Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra. Ritornino gli uomini a comprendersi. Riprendano a trattare. Trattando con buona volontà e con rispetto dei reciproci diritti si accorgeranno che ai sinceri e fattivi negoziati non è mai precluso un onorevole successo.

La mia pace


La mia pace

È la pace come brezza del mare
in un giorno tranquillo,
nell’echeggiare delle sue onde serene
che vengono e vanno
senza lasciar trasparire il loro lavoro,
perché sono calme
nel loro essere e nel loro operare,
così come sono.

È la pace qualcosa di profondo, segreto,
che si racchiude nella profondità del petto
e si vive in mistero
di quieto silenzio.
E, nella sua brezza di andare e tornare,
i suoi sapori impregnano di gaudio,
nel suo essere e nel suo operare,
come dolce alimento.

È la pace un vivere
di così tenui accenti,
che, in sapori divini ed eterni,
si sente Colui che È, senza saperlo.

È la pace un perché così sicuro,
che lascia, nel suo centro, ricolmo,
chi vive stabilmente
e si fonda
sul gusto saputo
che circonda l’Immenso.
Chi vive di Dio,
cercando soltanto d’accontentarlo,
senza desiderare altro che questo,
questi trova il segreto
che racchiude la pace
nel suo essere e nel suo operare,
che è Dio stesso,
che vive nel suo centro.
Poiché la pace è sapersi sapere
ciò che deve essere
e tenerlo tenuto,
e, ancora di più, posseduto assai dentro.

È la pace come il mare
con le sue onde tranquille
nei giorni sereni,
che, anche se vengono e vanno,
nulla turba la calma
della dolce missione
che gli hanno assegnato.
È qual brezza silenziosa
la pace nel mio petto,
in rumori di Gloria
e in silenzio di cielo,
in dolcezze sublimi,
come un bacio infinito
di Dio nel mio centro.

È Dio stesso la Pace
misteriosa, divina e segreta,
che impregna il mio essere col suo alito;
è Dio stesso che bacia la mia anima
con la brezza silente
del vulcano che lo tiene racchiuso
nel suo occultamento.
È Dio stesso,
che, essendo dolcezza infinita,
mi culla col soave fulgore del suo volo.
È Dio stesso
la dolcezza di pace infinita
che sento!

(Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia)

Dono di Pace

L’11 dicembre del 1979 Madre Teresa riceve il premio Nobel per la Pace.

Il suo discorso è una meditazione anche per noi, in questo tempo di Avvento.

Ringraziamo Dio per l’opportunità che abbiamo tutti insieme oggi, per questo dono di pace che ci ricorda che siamo stati creati per vivere quella pace, e Gesù si fece uomo per portare questa buona notizia ai poveri. Egli essendo Dio è diventato uomo in tutto eccetto che nel peccato, e ha proclamato molto chiaramente di essere venuto per portare questa buona notizia. La notizia era pace a tutti gli uomini di buona volontà e questo è qualcosa che tutti vogliamo, la pace del cuore, e Dio ha amato il mondo tanto da dare suo Figlio – è stato un dono – è come dire che a Dio ha fatto male dare, perché ha amato tanto il mondo da dare suo Figlio, e lo dette alla Vergine Maria, e Lei allora che cosa fece? Appena arrivò nella sua vita, fu subito ansiosa di darne la buona notizia, e appena entrò nella casa di sua cugina, il bambino – il bambino non ancora nato – il bambino nel grembo di Elisabetta, sussultò di gioia. Era un piccolo bambino non ancora nato, fu il primo messaggero di pace. Riconobbe il Principe della Pace, riconobbe che Cristo era venuto a portare una buona notizia per me e per te. E se non fosse abbastanza – se non fosse abbastanza diventare uomo – Egli morì sulla Croce per mostrare quell’amore più grande, e morì per voi e per me e per quel lebbroso e per quell’uomo che muore di fame e per quella persona nuda nelle strade non solo di Calcutta ma dell’Africa, e New York, e Londra, e Oslo – e insistette che ci amassimo gli uni gli altri come Lui ci ha amato.

(Discorso al Nobel per la Pace) link versione integrale

Il potere sia nei cuori

Nulla è perduto con la pace.
Tutto può esserlo con la guerra.

Era il 24 agosto del 1939, quando Papa Pio XII, lanciò un radiomessaggio , nell’imminente pericolo della guerra.

Ci ascoltino i forti, per non diventar deboli nella ingiustizia. Ci ascoltino i potenti, se vogliono che la loro potenza sia non distruzione, ma sostegno per i popoli e tutela a tranquillità nell’ordine e nel lavoro.

Qualcuno si crede grande perché ha il potere in mano, ma i veri grandi sono coloro che hanno il potere nel cuore, coloro che hanno la possibilità di cambiare in meglio il mondo, di amare. Solo questi potranno liberare la Terra dall’odio, dall’ingiustizia, dalla guerra.

Che dolce suono la parola Pace

Ell’è tanto utile cosa questa pace! Ella è tanto dolce cosa pur questa parola — pace, — che dà una dolceza a le labra! Guarda el suo opposito, a dire — guerra! — È una cosa ruvida tanto, che dà una rusticheza tanto grande, che fa inasprire la boca.

(San Bernardino da Siena)

Che dolce il suono della parola Pace, ma che amarezza non poterla pronunciare in molti luoghi del mondo.

Occhio per occhio

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Oggi ricorre l’anniversario di morte di un piccolo grande uomo: Mahatma Gandhi

Occhio per occhio fa sì che si finisca con l’avere l’intero mondo cieco
.

 

L’odio e la vendetta ci rendono ciechi, non vediamo che facendo del male al fratello feriamo irrimediabilmente il nostro cuore che diventa incapace di amore e perdono.

Signore ridona la vista a coloro che hanno perso lo sguardo di misericordia sui fratelli.

Signore ridona Pace al mondo intero.

Ripartiamo dall’amore

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Questa sera nella mia parrocchia, Ernesto Olivero, fondatore del SERMIG, parlerà ai giovani per invitarli al 5° Appuntamento Mondiale dei Giovani della Pace.
Condivido con voi la splendida lettera che ha scritto per invitare i giovani a questo importante appuntamento:

Cari giovani, vi scrivo come se vi parlassi cuore a cuore, perché credo in voi!
Credo nel bene che potete fare, nei sogni che vi portate dentro, nella speranza nuova che può nascere da voi. Conosco i vostri dubbi, lo sconforto che vi prende quando non riuscite a immaginarvi un futuro, quando la paura e la rabbia vogliono farvi loro, quando intorno a voi tutto parla di odio, violenza, corruzione. Lo so, lo sappiamo.
Il mondo così com’è lascia senza respiro, ma il mondo – così com’è – è ancora nelle nostre mani. Per questo vorrei che il vostro cuore si incendiasse di un amore, di una passione tali da far venire il desiderio a tutti di alzarsi, scegliere, decidere, cambiare, impegnarsi… e volare. Vorrei aiutarvi a non avere paura di abbandonare tutto ciò che illude, di dire no all’apatia e al cinismo che vi fa credere che non esistano grandi ideali e sogni da realizzare, alla violenza che spesso incontrate o magari vivete in prima persona.
Vorrei farvi venire il desiderio di fare della vostra fede l’atto di amore più grande, che vi fa dialogare con Dio come fareste con l’amico più caro. E se non credete, sappiate che nel vivere i propri ideali, nell’amare e nel desiderare la vera felicità – che poi è “fare felici gli altri” – davvero possiamo trovarci tutti insieme ed essere amici, credenti e non credenti, uniti nelle nostre differenze.
Vorrei che la vostra vita diventasse un annuncio di speranza per il mondo, quasi un fragore. Perché il mondo possa diventare veramente nuovo, uno spazio dove nessuno si senta straniero, dove la diversità sia davvero ricchezza, dove la paura non faccia più il nido in voi, ma venga snidata da una mano amica e si trasformi in energia di vita. Questa è la strada perché le vostre personalità si realizzino pienamente secondo i vostri talenti. Ognuno ha i suoi e li deve scoprire: se li metterete a frutto potrete diventare quello che desiderate nel vostro cuore. Attori, banchieri, pittori, scienziati, politici, sacerdoti, artigiani, astronomi, agricoltori, imprenditori, inventori, scrittori, registi, ministri, calciatori…
Qualunque cosa farete, se in voi ci sarà energia di vita e un no deciso ai mercanti di morte, la farete bene. Decine e decine di migliaia di persone continuano a morire di fame, di violenza, di guerra, di terremoti subiti senza predisporre le difese necessarie. Solo con voi possiamo cancellare parole come “odio”, “nemico”, “infedele”, “mio”, parole arrivate da ieri che hanno reso invivibile l’oggi. Solo con voi il mondo può cambiare: sì, con voi che per il potere non contate nulla, nulla per chi vive di superbia, per chi risolve i problemi con l’inganno e l’ingiustizia.
Solo con la vostra purezza, con la vostra umanità fragile e forte, con la parte di voi che sogna, è possibile costruire un futuro in cui una persona non valga più in base al colore della pelle, alla ricchezza, al Paese di origine, alla fede. Solo con voi quello che non è stato è ancora possibile. È possibile far coesistere libertà e giustizia! È possibile dire no alla costruzione delle armi che uccidono! È possibile affermare che non sono veri credenti coloro che, a qualunque fede dichiarino di appartenere, ritengono si possa uccidere in nome di Dio. È possibile vivere la sobrietà, uno sviluppo davvero sostenibile, garantire cure, cibo, casa e lavoro a ogni uomo, a ogni donna! È possibile impedire che le nostre case diventino strumento di morte a ogni terremoto che ci colpisce. È possibile! Ma ci vuole una scelta, una decisione! Ci vuole volontà. Ci vuole un patto, un atto determinato e consapevole in cui dichiarate a voi stessi che non siete disposti a farvi rubare la speranza, a farvi strappare via i sogni che ancora portate nel cuore.
Solo voi potete fare questo patto che cambierà la vostra vita personale, la porzione di mondo in cui vivete e avvicinerà le donne e gli uomini di ogni Paese, cultura, religione. Un patto di amore e di saggezza che può annullare i pregiudizi che la generazione dei padri ha trasmesso a tanti figli. Solo voi potete farlo!
La vostra vita può diventare un canto d’amore. Non importa sapere subito quanti saremo a crederci. Fossimo anche uno, due, basta un pugno di giovani per cambiare il corso della storia di un quartiere, di una città, del mondo. È vero: una rondine non fa primavera, ma basta una rondine per annunciarla, le altre vengono dietro… Dal 2002 l’Appuntamento Mondiale dei Giovani della Pace è l’occasione periodica di incontrarci con giovani che credono in questo cambiamento possibile e scelgono di iniziare con il loro impegno personale. Dopo Torino, Asti, L’Aquila, Napoli il prossimo Appuntamento sarà il 13 maggio 2017 a Padova, dove ancora una volta voi giovani sarete protagonisti con le vostre testimonianze, con i vostri sogni. Quel giorno vorremmo invitare i “grandi” della politica, dell’economia, della cultura, delle religioni, della scienza a venirvi ad ascoltare per capire che la pace è possibile se ognuno di noi si batte per la felicità degli altri. Se vince l’odio perdiamo tutti! E mentre tanti anni fa giovani soldati, armati dall’Arsenale militare di Torino, gridavano “Vinciamo la guerra!!!”, voi a Padova inviterete tutti a gridare: “L’odio non ci fermerà. Vinciamo la Pace. Ripartiamo dall’amore!”.

link 13 maggio Padova

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