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Il crocifisso rappresenta tutti

Esaltazione della Santa Croce

Perché questa festa?

Perché ricordare la croce, strumento di morte?

Perché per noi cristiani, la croce ha un significato profondo: L’amore di Cristo per noi!

La croce per noi non rappresenta una sconfitta perché è lo strumento che ha reso possibile la vittoria di Cristo sulla morte!

La croce è simbolo solo per noi cristiani?

Il crocifisso non genera nessuna discriminazione.
Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo
l’idea di uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente. La rivoluzione
cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo?
Sono quasi duemila anni che diciamo “prima di Cristo” e “dopo Cristo”. O
vogliamo smettere di dire così?
Il crocifisso è simbolo del dolore umano. La
corona di spine, i chiodi evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta
in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri
segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo.
Per i cattolici, Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può
essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato
ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo cancella
l’idea di Dio, ma conserva l’idea del prossimo.
Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e
martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e
di loro sui muri delle scuole non c’è immagine. È vero, ma il crocifisso li
rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo
nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e
poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei, neri e bianchi, e nessuno
prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare
la solidarietà tra gli uomini.
Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è
accaduto di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa
sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo
forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero.
Alcune parole di Cristo le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o
quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente.
Ha detto “ama il prossimo come te stesso”. Erano
parole già scritte nell’Antico Testamento, ma sono diventate il fondamento
della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto.

Il crocifisso fa parte della storia del mondo.

Natalia Ginzburg

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