spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Incontriamo la tenerezza


Nel Natale noi incontriamo la tenerezza e l’amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi.

(Papa Benedetto XVI)

Mentre Tu con amore ti chini sulle nostre debolezze, noi Signore ci risolleviamo con la tua Grazia, per una vita dignitosa, per una vita bella, per una vita che vale la pena di vivere!

Il riflesso della tua bontà


Tutto quel che ha affascinato il mio sguardo in questo mondo, mio Dio, non è altro che il più povero e il più umile riflesso della tua Bontà.

(Charles de Foucauld)

La vera ricchezza del Natale è riscoprire la bontà del Signore, a pochi giorni dall’inizio del Giubileo della Misericordia, iniziamo ad assaporare quanto è dolce e tenero l’amore di quel bimbo che non vede l’ora di lasciarsi prendere in braccio per scaldare il nostro cuore, molte volte reso freddo dall’indifferenza di una vita alla ricerca della apparente felicità lontana da Dio.

La vera tenebra è non sperare nella Luce

Dal Vangelo di oggi (Gv 1,1-18):

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

La Luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno vinta

Questa è la bella notizia del Natale!

Oggi cos’è che fa notizia?
Certamente le tenebre fanno notizia. In prima pagina sui giornali o in televisione, c’è quasi sempre una notizia di cronaca nera, oppure un grosso scandalo, raramente c’è una bella notizia. In prima pagina trovano sempre posto le peggiori ferite della debolezza umana. Corruzione, scandali sessuali, omicidi, pettegolezzi…
Gesù ci dire di dare una svolta alla nostra vita, di cambiare pagina, anzi di cambiarne la prima pagina. Il titolo dev’essere: “La luce è venuta nel mondo e le tenebre non l’hanno vinta!”.
Stare per lungo tempo avvolti dalle tenebre, non ci lascia più scorgere un barlume di luce nella nostra vita. Noto che molte persone che vivono un momento buio nella loro vita, senza aver nessuna colpa, vivono paralizzate dal buio, ma ciò che più mi preoccupa è che la vera tenebra è non sperare più nell’arrivo della luce. La disperazione più grande di chi vive le tenebre è quella di aver perso la speranza, e si rassegna a vivere per sempre nel buio più scuro del dolore di non saper più gioire per il dono della vita.
Questa bella notizia è per loro, per il loro cuore affaticato, per i loro occhi spenti, l’anima stanca.
Oggi sulla prima pagina della nostra vita c’è scritto: Le tenebre non l’hanno vinta!!!

Buon Natale di Luce, possa penetrare nelle oscurità tremende della nostra fragilità umana, fragilità che Dio Padre ha scelto come culla per suo Figlio.

Un Natale felice

Il miglior modo per essere felici è cercare di rendere felice qualcun altro
(Mark Twain)

Se vuoi un Natale felice, rendi felice chi a Natale non ha la possibilità di esserlo.

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