spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Buon Natale


Perché il tempo possa cambiare,
c’è bisogno di uno spazio.
La svolta del tempo c’è stata.
Quando egli nacque.
Ma dove era lo spazio per lui?
Nelle locande non c’era posto.
Ma in un cuore,
che si aprì all’impossibile,
e lungo il cammino
che due percorsero insieme
sperando contro ogni speranza.
E i pastori, che credettero
alla parola dell’angelo,
si unirono a loro.
Lo spazio crebbe.
C’è spazio nelle nostre locande?
C’è spazio
per una svolta del tempo?
Tutti noi abbiamo un cuore
e ognuno ha gli altri
per compagni di strada.
Speranza per il tempo
e per l’eternità.

(Mons. Klaus Hemmerle)

Che spazio lasciamo a Gesù in questo Natale?

Lasciamo che sia Lui ad illuminare e stravolgere la nostra vita?

Lasciamo che il nostro cuore si apra all’impossibile?

Fare spazio, non significa fare il vuoto… significa fare il pieno!

Se la vita si riempie dell’amore di Gesù, allora anche il nostro cuore inizia a sperare che forse l’amore vero può davvero farsi spazio nella nostra vita.

Che lo spazio per Gesù cresca, nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nel mondo intero!

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Buon Natale

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La Luce splende nelle tenebre,
e le tenebre non l’hanno vinta.

(Gv 1,5)

Caro Gesù Bambino,
oggi sento Dio più vicino.
In questo Natale,
non ci sia spazio per il male.
È questa la bella notizia,
abbiamo fregato il diavolo e la sua furbizia.
Voleva con le tenebre l’uomo imprigionare,
Ma la Luce del Natale le ha fatte scappare.
Penso ad Aleppo e ai suoi bambini,
fa che vedano la tua Luce per primi.
Per tutti gli ammalati,
dal tuo amore siano consolati.
Oggi è triste chi vive un’assenza,
fa che l’anima ne percepisca la presenza.
I cari che ci hanno lasciati,
di sicuro non ci hanno abbandonati.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
Perché sei venuto ad insegnarci ad amare.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
perché con te possiamo ancora sperare.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
perché a Natale con più gioia ti posso annunciare.

Luce, dolcezza e amore


Non posso neppure descriverlo (Gesù bambino) perché non trovo altre parole se non luce, dolcezza e soprattutto amore.
(Magdeleine Hutin)

Dal Vangelo di Luca (2,15-20)

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Signore con la tua luce  illumina le tenebre del mondo.
con la tua dolcezza prenditi cura degli ultimi.
con il tuo amore dai senso alla nostra vita.

Questa notte non è buia


Questa notte non è buia, una luce splendida irromperà e tutto illuminerà!!!

Nell’attesa di vivere la gioia della Messa di mezzanotte, condivido con vuoi questo bel pensiero:

Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
L’albero di Natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
Gli addobbi di Natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita.
La campana di Natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.
Sei anche luce di Natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l’allegria e la generosità.
Gli angeli di Natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
La stella di Natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.
Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.
La musica di Natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te.
Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.
Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.
Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un Natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.

Un buon Natale a tutti coloro che assomigliano al Natale.

(P. Dennis Doren L.C.)

Il dono più bello siamo noi

A Natale si usa fare dei doni. Montagne di regali, quintali di carta elegante, chilometri di filo dorato, biglietti di auguri grossi come lenzuoli. Crediamo di sdebitarci così verso le persone cui dobbiamo riconoscenza. Ma è troppo facile, troppo comodo. Come cristiani abbiamo il dovere, non di fare dei doni, ma di trasformarci in dono. Far sì che la nostra vita sia un dono senza riserve. Per tutti. Perché ciascuno di noi è debitore verso tutti gli altri.

(Alessandro Pronzato, Vangeli scomodi)

Il dono più bello da fare a chi vogliamo bene siamo noi, la nostra presenza, il nostro esserci sempre, il nostro amore disinteressato!

Incontriamo la tenerezza


Nel Natale noi incontriamo la tenerezza e l’amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi.

(Papa Benedetto XVI)

Mentre Tu con amore ti chini sulle nostre debolezze, noi Signore ci risolleviamo con la tua Grazia, per una vita dignitosa, per una vita bella, per una vita che vale la pena di vivere!

Il riflesso della tua bontà


Tutto quel che ha affascinato il mio sguardo in questo mondo, mio Dio, non è altro che il più povero e il più umile riflesso della tua Bontà.

(Charles de Foucauld)

La vera ricchezza del Natale è riscoprire la bontà del Signore, a pochi giorni dall’inizio del Giubileo della Misericordia, iniziamo ad assaporare quanto è dolce e tenero l’amore di quel bimbo che non vede l’ora di lasciarsi prendere in braccio per scaldare il nostro cuore, molte volte reso freddo dall’indifferenza di una vita alla ricerca della apparente felicità lontana da Dio.

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