spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Buon Natale

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La Luce splende nelle tenebre,
e le tenebre non l’hanno vinta.

(Gv 1,5)

Caro Gesù Bambino,
oggi sento Dio più vicino.
In questo Natale,
non ci sia spazio per il male.
È questa la bella notizia,
abbiamo fregato il diavolo e la sua furbizia.
Voleva con le tenebre l’uomo imprigionare,
Ma la Luce del Natale le ha fatte scappare.
Penso ad Aleppo e ai suoi bambini,
fa che vedano la tua Luce per primi.
Per tutti gli ammalati,
dal tuo amore siano consolati.
Oggi è triste chi vive un’assenza,
fa che l’anima ne percepisca la presenza.
I cari che ci hanno lasciati,
di sicuro non ci hanno abbandonati.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
Perché sei venuto ad insegnarci ad amare.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
perché con te possiamo ancora sperare.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
perché a Natale con più gioia ti posso annunciare.

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Luce, dolcezza e amore


Non posso neppure descriverlo (Gesù bambino) perché non trovo altre parole se non luce, dolcezza e soprattutto amore.
(Magdeleine Hutin)

Dal Vangelo di Luca (2,15-20)

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Signore con la tua luce  illumina le tenebre del mondo.
con la tua dolcezza prenditi cura degli ultimi.
con il tuo amore dai senso alla nostra vita.

Questa notte non è buia


Questa notte non è buia, una luce splendida irromperà e tutto illuminerà!!!

Nell’attesa di vivere la gioia della Messa di mezzanotte, condivido con vuoi questo bel pensiero:

Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
L’albero di Natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
Gli addobbi di Natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita.
La campana di Natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.
Sei anche luce di Natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l’allegria e la generosità.
Gli angeli di Natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
La stella di Natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.
Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.
La musica di Natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te.
Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.
Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.
Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un Natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.

Un buon Natale a tutti coloro che assomigliano al Natale.

(P. Dennis Doren L.C.)

Il dono più bello siamo noi

A Natale si usa fare dei doni. Montagne di regali, quintali di carta elegante, chilometri di filo dorato, biglietti di auguri grossi come lenzuoli. Crediamo di sdebitarci così verso le persone cui dobbiamo riconoscenza. Ma è troppo facile, troppo comodo. Come cristiani abbiamo il dovere, non di fare dei doni, ma di trasformarci in dono. Far sì che la nostra vita sia un dono senza riserve. Per tutti. Perché ciascuno di noi è debitore verso tutti gli altri.

(Alessandro Pronzato, Vangeli scomodi)

Il dono più bello da fare a chi vogliamo bene siamo noi, la nostra presenza, il nostro esserci sempre, il nostro amore disinteressato!

Incontriamo la tenerezza


Nel Natale noi incontriamo la tenerezza e l’amore di Dio che si china sui nostri limiti, sulle nostre debolezze, sui nostri peccati e si abbassa fino a noi.

(Papa Benedetto XVI)

Mentre Tu con amore ti chini sulle nostre debolezze, noi Signore ci risolleviamo con la tua Grazia, per una vita dignitosa, per una vita bella, per una vita che vale la pena di vivere!

Il riflesso della tua bontà


Tutto quel che ha affascinato il mio sguardo in questo mondo, mio Dio, non è altro che il più povero e il più umile riflesso della tua Bontà.

(Charles de Foucauld)

La vera ricchezza del Natale è riscoprire la bontà del Signore, a pochi giorni dall’inizio del Giubileo della Misericordia, iniziamo ad assaporare quanto è dolce e tenero l’amore di quel bimbo che non vede l’ora di lasciarsi prendere in braccio per scaldare il nostro cuore, molte volte reso freddo dall’indifferenza di una vita alla ricerca della apparente felicità lontana da Dio.

La vera tenebra è non sperare nella Luce

Dal Vangelo di oggi (Gv 1,1-18):

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

La Luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno vinta

Questa è la bella notizia del Natale!

Oggi cos’è che fa notizia?
Certamente le tenebre fanno notizia. In prima pagina sui giornali o in televisione, c’è quasi sempre una notizia di cronaca nera, oppure un grosso scandalo, raramente c’è una bella notizia. In prima pagina trovano sempre posto le peggiori ferite della debolezza umana. Corruzione, scandali sessuali, omicidi, pettegolezzi…
Gesù ci dire di dare una svolta alla nostra vita, di cambiare pagina, anzi di cambiarne la prima pagina. Il titolo dev’essere: “La luce è venuta nel mondo e le tenebre non l’hanno vinta!”.
Stare per lungo tempo avvolti dalle tenebre, non ci lascia più scorgere un barlume di luce nella nostra vita. Noto che molte persone che vivono un momento buio nella loro vita, senza aver nessuna colpa, vivono paralizzate dal buio, ma ciò che più mi preoccupa è che la vera tenebra è non sperare più nell’arrivo della luce. La disperazione più grande di chi vive le tenebre è quella di aver perso la speranza, e si rassegna a vivere per sempre nel buio più scuro del dolore di non saper più gioire per il dono della vita.
Questa bella notizia è per loro, per il loro cuore affaticato, per i loro occhi spenti, l’anima stanca.
Oggi sulla prima pagina della nostra vita c’è scritto: Le tenebre non l’hanno vinta!!!

Buon Natale di Luce, possa penetrare nelle oscurità tremende della nostra fragilità umana, fragilità che Dio Padre ha scelto come culla per suo Figlio.