spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Buon Natale


Per il clima che lo contraddistingue, il Natale è una festa universale. Anche chi non si professa credente, infatti, può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. È la festa che canta il dono della vita. La nascita di un bambino dovrebbe essere sempre un evento che reca gioia; l’abbraccio di un neonato suscita normalmente sentimenti di attenzione e di premura, di commozione e di tenerezza. Il Natale è l’incontro con un neonato che vagisce in una misera grotta. Contemplandolo nel presepe come non pensare ai tanti bambini che ancora oggi vengono alla luce in una grande povertà, in molte regioni del mondo? Come non pensare ai neonati non accolti e rifiutati, a quelli che non riescono a sopravvivere per carenza di cure e di attenzioni? Come non pensare anche alle famiglie che vorrebbero la gioia di un figlio e non vedono colmata questa loro attesa? Sotto la spinta di un consumismo edonista, purtroppo, il Natale rischia di perdere il suo significato spirituale per ridursi a mera occasione commerciale di acquisti e scambi di doni! In verità, però, le difficoltà, le incertezze e la stessa crisi economica che in questi mesi stanno vivendo tantissime famiglie, e che tocca l’intera umanità, possono essere uno stimolo a riscoprire il calore della semplicità, dell’amicizia e della solidarietà, valori tipici del Natale. Spogliato delle incrostazioni consumistiche e materialistiche, il Natale può diventare così un’occasione per accogliere, come regalo personale, il messaggio di speranza che promana dal mistero della nascita di Cristo.

(Papa Benedetto XVI)

Buon Natale

Per il clima che lo contraddistingue, il Natale è una festa universale. Anche chi non si professa credente, infatti, può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. È la festa che canta il dono della vita. La nascita di un bambino dovrebbe essere sempre un evento che reca gioia; l’abbraccio di un neonato suscita normalmente sentimenti di attenzione e di premura, di commozione e di tenerezza. Il Natale è l’incontro con un neonato che vagisce in una misera grotta. Contemplandolo nel presepe come non pensare ai tanti bambini che ancora oggi vengono alla luce in una grande povertà, in molte regioni del mondo? Come non pensare ai neonati non accolti e rifiutati, a quelli che non riescono a sopravvivere per carenza di cure e di attenzioni? Come non pensare anche alle famiglie che vorrebbero la gioia di un figlio e non vedono colmata questa loro attesa? Sotto la spinta di un consumismo edonista, purtroppo, il Natale rischia di perdere il suo significato spirituale per ridursi a mera occasione commerciale di acquisti e scambi di doni! In verità, però, le difficoltà, le incertezze e la stessa crisi economica che in questi mesi stanno vivendo tantissime famiglie, e che tocca l’intera l’umanità, possono essere uno stimolo a riscoprire il calore della semplicità, dell’amicizia e della solidarietà, valori tipici del Natale. Spogliato delle incrostazioni consumistiche e materialistiche, il Natale può diventare così un’occasione per accogliere, come regalo personale, il messaggio di speranza che promana dal mistero della nascita di Cristo.

(Papa Benedetto XVI)

Buon Natale


Perché il tempo possa cambiare,
c’è bisogno di uno spazio.
La svolta del tempo c’è stata.
Quando egli nacque.
Ma dove era lo spazio per lui?
Nelle locande non c’era posto.
Ma in un cuore,
che si aprì all’impossibile,
e lungo il cammino
che due percorsero insieme
sperando contro ogni speranza.
E i pastori, che credettero
alla parola dell’angelo,
si unirono a loro.
Lo spazio crebbe.
C’è spazio nelle nostre locande?
C’è spazio
per una svolta del tempo?
Tutti noi abbiamo un cuore
e ognuno ha gli altri
per compagni di strada.
Speranza per il tempo
e per l’eternità.

(Mons. Klaus Hemmerle)

Che spazio lasciamo a Gesù in questo Natale?

Lasciamo che sia Lui ad illuminare e stravolgere la nostra vita?

Lasciamo che il nostro cuore si apra all’impossibile?

Fare spazio, non significa fare il vuoto… significa fare il pieno!

Se la vita si riempie dell’amore di Gesù, allora anche il nostro cuore inizia a sperare che forse l’amore vero può davvero farsi spazio nella nostra vita.

Che lo spazio per Gesù cresca, nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nel mondo intero!

Buon Natale

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La Luce splende nelle tenebre,
e le tenebre non l’hanno vinta.

(Gv 1,5)

Caro Gesù Bambino,
oggi sento Dio più vicino.
In questo Natale,
non ci sia spazio per il male.
È questa la bella notizia,
abbiamo fregato il diavolo e la sua furbizia.
Voleva con le tenebre l’uomo imprigionare,
Ma la Luce del Natale le ha fatte scappare.
Penso ad Aleppo e ai suoi bambini,
fa che vedano la tua Luce per primi.
Per tutti gli ammalati,
dal tuo amore siano consolati.
Oggi è triste chi vive un’assenza,
fa che l’anima ne percepisca la presenza.
I cari che ci hanno lasciati,
di sicuro non ci hanno abbandonati.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
Perché sei venuto ad insegnarci ad amare.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
perché con te possiamo ancora sperare.
Caro Gesù ti voglio ringraziare,
perché a Natale con più gioia ti posso annunciare.

Luce, dolcezza e amore


Non posso neppure descriverlo (Gesù bambino) perché non trovo altre parole se non luce, dolcezza e soprattutto amore.
(Magdeleine Hutin)

Dal Vangelo di Luca (2,15-20)

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Signore con la tua luce  illumina le tenebre del mondo.
con la tua dolcezza prenditi cura degli ultimi.
con il tuo amore dai senso alla nostra vita.

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