spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Accompagnare


Tutti, nel mondo, lavoriamo in qualche modo a servizio degli uomini. Noi medici direttamente lavoriamo sull’uomo. Il nostro oggetto di scienza e di lavoro è l’uomo che, dinanzi a noi, ci dice di sé stesso, e ci dice “Aiutami” e aspetta da noi la pienezza della sua esistenza. […] La nostra missione non è finita quando le medicine non servono più. C’è l’anima da portare a Dio. […] Come il sacerdote può toccare Gesù, così noi medici tocchiamo Gesù nel corpo dei nostri ammalati: poveri, giovani, vecchi, bambini. Che Gesù si faccia vedere in mezzo a noi. Trovi tanti medici che offrino sé stessi per Lui.

(Santa Gianna Beretta Molla)

Da sempre il compito primario dei medici è quello di fare il possibile per guarire gli ammalati a loro affidati, con tutti gli strumenti messi a disposizione. Ma i medici e tutti coloro che si prendono cura dei malati, hanno anche la grandissima responsabilità di accompagnali verso l’ultimo giorno.

In questo tempo, ancora più preziosi coloro che offrono una carezza a chi non può riceverla dai parenti, prego il Signore perché possa farsi presente attraverso le mani di tutte quelle persone che sono chiamate ad accompagnare gli ammalati verso la morte…

Grazie… Non fate mai mancare la dolcezza delle vostre carezze…della vostra vicinanza.

Il Signore benedica le vostre sante mani.

Il rischio della morte


Ė prima di morire che rischiamo di essere morti, se rifiutiamo per l’appunto di fare della nostra vita una creazione continua di grazia e di bellezza.

(Maurice Zundel)

Non ci deve far paura la morte, ma essere morti mentre ancora viviamo.

Chi scava la fossa agli altri


Chi scava la fossa agli altri, vi cade dentro egli stesso.
(Proverbio Ungherese)

Fare del male ai fratelli è come lasciar sbriciolare il terreno sotto i propri piedi.

Commemorazione dei Fedeli Defunti


In verità non esiste l’addio.
Se si riferisce a persone che furono una cosa sola,
è una parola senza senso
poichè nel mondo reale dello spirito vi sono solo incontri,
mai delle separazioni
e perchè il ricordo dell’essere amato
cresce nell’anima con la distanza
come l’eco tra le montagne, al crepuscolo.

(K. Gibran)

 

Oggi una preghiera e un ricordo per tutti i nostri cari defunti…

La chiesa crolla, ma (la Chiesa) non muore


XXXII Domenica del Tempo Ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 20,27-38)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Possono venire distrutte, in poco tempo tutte le opere più preziose, è ancora sotto i nostri occhi il disastro del terremoto che indubbiamente ha portato danni e ha rovinato irrimediabilmente i tesori preziosi di molte chiese. Il tesoro più grande però non potrà mai cedere a nessun terremoto, neanche al terremoto della morte.

Il tesoro più grande, più prezioso è la Resurrezione!

Dopo il terremoto, la cosa più urgente e più necessaria è la Speranza di tornare a vivere come prima…

La Chiesa non solo ci dà la possibilità di tornare a vivere dopo la morte, la Chiesa che custodisce il tesoro più prezioso ci offre una vita migliore, senza il limite della nostra fragilità umana, ci offre la vita eterna.

Questa è la nostra fede: se crolliamo c’è sempre Qualcuno pronto a rialzarci.

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti. Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che viviamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore, non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. (1Ts 4,13-18)

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