spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Il pentimento


C’è un terribile ostacolo che ha trattenuto molti dal compiere il passo verso il pentimento. Alle soglie del pentimento si ferma il peccatore che fa appello alla sua volontà ma non trova materiale neanche per iniziare una sola opera buona: allora egli paragona se stesso a quelli che hanno ottenuto misericordia e perdono, perde coraggio e sprofonda in un grande sconforto e rammarico, considerando il pentimento come un dovere troppo faticoso. Questo è un inganno dell’Avversario! Chi ha detto che il pentimento consiste nel far appello alla volontà, in un atto di coraggio o di forza, nella realizzazione di qualche impresa? Al contrario, il pentimento non è forse cadere nelle braccia di Dio, gettarsi ai suoi piedi senza più volontà propria, con il cuore ferito che sanguina di dispiacere e le membra distrutte dal peccato che non hanno più la forza di rialzarsi se non per la misericordia di Dio? Cristo ha paragonato colui che si pente a un forestiero che è caduto nelle mani dei briganti in un paese straniero. Questi lo spogliano dei suoi abiti, lo derubano, lo umiliano, lo feriscono lasciandolo più morto che vivo.
(Matta El Meskin)

La fatica di togliere il peso che ti schiaccia è tutta di Dio. La fatica di trattenerlo sulle spalle è solo tua.

Liberati, chiedi a Dio che tolga quel peso e vivrai la gioia di chi non vive schiacciato dall’oppressione del peccato, della fatica, della disperazione…

San Luca

San Luca Evangelista

Dal Vangelo di Lc (1,1-4)

Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Dicono che il Vangelo di Luca esprima più degli altri la tenerezza e la misericordia di Dio.

Non dobbiamo però pensare che il suo Vangelo sia una storiella “baci, abbracci e coccole”, nel prologo Luca parla di solidità, non di favole…

Luca fa una scelta particolare, il cammino di Gesù ha una sola direzione: Gerusalemme!

Ecco il gesto più alto della Misericordia: dare la vita!

Nel cammino verso Gerusalemme, Gesù non vuole lasciare indietro nessuno, vuol far capire che è venuto a donare la sua vita per tutti! Partendo dagli esclusi, da coloro che erano ai confini dell’umanità.

Aiutaci Signore a donare la vita, a donarla per tutti, partendo dagli esclusi, dagli ultimi…

San Luca prega per noi.

S.Pio da Pietralcina


Oggi la Chiesa fa memoria di San Pio da Pietralcina,

per tutti semplicemente Padre Pio.

… la chiesa era piena di gente, ed io tra la folla pensavo che non mi avrebbe neanche notata. Lo guardavo attentamente per vedere che cosa avesse di diverso dagli altri. E avvenne una cosa singolare. Lui fissò gli occhi proprio su di me, mi fissò con uno sguardo che mi diceva un’infinità di cose e mi accusava, severo e umile, di aver pensato e detto cose molto gravi su di lui.
Mi sentii un verme. Mi vergognavo tanto da non poter sostenere il suo sguardo. Mi volsi e abbassai la testa. Avrei voluto fuggire per sottrarmi a quello sguardo.
Non so quanto tempo rimasi a testa bassa, così vergognosa. Poi, pian piano, alzai gli occhi per vedere se mi fissava ancora.
Vidi che sorrideva.
Allora subentrò in me una grande gioia, mi sentii come sollevata dal fango in cui ero. Da quel momento capii chi era P. Pio.

(Bruna Migani Brandi «Casa Sollievo della Sofferenza»)

Lo sguardo dei santi, ci dona lo sguardo di misericordia che Gesù ha donato a coloro che incrociavano il Suo.

Perché il Suo amore, anche attraverso l’amore dei santi, ci risolleva dal fango della nostra miseria.

Giorgiaaa


XXIV Domenica del Tempo Ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Forma breve Lc 15, 1-10):

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

L’11 settembre ci ricorda sempre la tragedia delle torri gemelle ed è ancora sotto i nostri occhi il disastro del terremoto in centro Italia.

Una delle testimonianze che più mi ha commosso, è stata quella dei volontari che sono riusciti ad estrarre viva dopo molte ore una bambina. Hanno chiesto alla bambina: “come ti chiami?” e lei ha gridato fortissimo: “Giorgiaaa!”. Ha gridato la sua voglia di vita! Nonostante tutto parlasse di morte e distruzione ecco un grido carico di Speranza.

Così anche Gesù è pronto a venirci a prendere quando nei terremoti della nostra vita, rimaniamo imprigionati dalle macerie del peccato e della nostra fragilità.

E quando ci trova la felicità è davvero tanta! Come quella che si intravedeva negli occhi di quei soccorritori, dopo aver tirato fuori dalle macerie Giorgia.

Non disperare, Gesù è sempre pronto a venire a cercarti quando la vita ti scarica addosso tutta la sua durezza…

Senza lacrime


Senz’acqua non fiorisce la terra; né l’anima senza lagrime.
(Nicolò Tommaseo)

Un’anima che non si commuove, che non si muove verso un’altra anima, non fiorirà mai.

Riconoscere la propria miseria

Perché tu abbia un cuore che si rattrista per le miserie altrui, bisogna che prima riconosca la miseria tua in modo da trovare nella tua anima quella del tuo prossimo, e apprenda dall’intimo di te stesso come soccorrerlo, sul esempio del Salvatore, che volle soffrire per poter compatire.
(San Bernardo di Chiaravalle)

Se mi riconosco povero, saprò come rendere ricchi i poveri.

Vivere una vita piena


Ecco oggi la parte finale del discorso del Papa, dopo aver pregato insieme a tantissimi giovani la via-crucis nel campo di Blonia in Cracovia:

Oggi l’umanità ha bisogno di uomini e di donne, e in modo particolare di giovani come voi, che non vogliono vivere la propria vita “a metà”, giovani pronti a spendere la vita nel servizio gratuito ai fratelli più poveri e più deboli, a imitazione di Cristo, che ha donato tutto sé stesso per la nostra salvezza. Di fronte al male, alla sofferenza, al peccato, l’unica risposta possibile per il discepolo di Gesù è il dono di sé, anche della vita, a imitazione di Cristo; è l’atteggiamento del servizio. Se uno – che si dice cristiano – non vive per servire, non serve per vivere. Con la sua vita rinnega Gesù Cristo.
Questa sera, cari giovani, il Signore vi rinnova l’invito a diventare protagonisti nel servizio; vuole fare di voi una risposta concreta ai bisogni e alle sofferenze dell’umanità; vuole che siate un segno del suo amore misericordioso per il nostro tempo! Per compiere questa missione, Egli vi indica la via dell’impegno personale e del sacrificio di voi stessi: è la Via della croce. La Via della croce è la via della felicità di seguire Cristo fino in fondo, nelle circostanze spesso drammatiche del vivere quotidiano; è la via che non teme insuccessi, emarginazioni o solitudini, perché riempie il cuore dell’uomo della pienezza di Gesù. La Via della croce è la via della vita e dello stile di Dio, che Gesù fa percorrere anche attraverso i sentieri di una società a volte divisa, ingiusta e corrotta.
La Via della croce non è una abitudine sadomasochistica; la Via della croce è l’unica che sconfigge il peccato, il male e la morte, perché sfocia nella luce radiosa della risurrezione di Cristo, aprendo gli orizzonti della vita nuova e piena. È la Via della speranza e del futuro. Chi la percorre con generosità e con fede, dona speranza al futuro e all’umanità. Chi la percorre con generosità e con fede semina speranza. E io vorrei che voi foste seminatori di speranza.
Cari giovani, in quel Venerdì Santo molti discepoli ritornarono tristi alle loro case, altri preferirono andare alla casa di campagna per dimenticare un po’ la croce. Vi domando – ma rispondete ognuno di voi in silenzio, nel vostro cuore, nel proprio cuore: come volete tornare questa sera alle vostre case, ai vostri luoghi di alloggio, alle vostre tende? Come volete tornare questa sera a incontrarvi con voi stessi? Il mondo ci guarda. A ciascuno di voi spetta rispondere alla sfida di questa domanda.

Il Papa ha chiesto ai giovani di non vivere una vita a metà, ma di mettersi a servizio per vivere una vita piena!