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Mercoledì delle Ceneri

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Il Tempo di Quaresima non è un tempo di tristezza!

La Quaresima è il tempo che ci prepara alla festa della Vita!

Dobbiamo forse partire dalla nostra tristezza, per lasciarcela alle spalle.

Perché quando ci si sente incapaci di amare, fragili, impotenti di fronte al male del mondo, è come se ci trovassimo davanti ad un mare da attraversare!

Ma noi sappiamo che Dio è anche capace di aprire un varco nel mare.

La Quaresima è lasciar morire la tristezza del sentirsi fragili, per aprirci alla gioia di sentirci amati, protetti e salvati da Dio.

Il primo passo da compiere, e le ceneri ci aiutano in questo è quello di non mentire a noi stessi.

Siamo fragili, incapaci a volte di relazioni profonde e belle. Siamo egoisti, pigri, superbi.

La parola d’ordine è Non arrendersi.

In Quaresima scopriremo di non essere soli… Gesù è venuto a sostegno della nostra fragilità, della nostra cecità. Gesù riporta in vita ciò che è morto.

Quindi per vivere bene i pilastri della Quaresima (preghiera, digiuno, elemosina), dobbiamo invitare il nostro cuore ad essere riconoscente.

Preghiera-> Grazie Signore perché vieni in soccorso alla mia fragilità.

Digiuno-> Grazie Signore perché mai fai mancare la tua Parola
Il digiuno non deve rendere tristi, ma deve renderci consapevoli di avere il necessario e liberarci del superfluo che ci appesantisce.

Elemosina-> Grazie Signore perché mi fai scoprire la gioia di pensare agli altri.

Buon cammino di Quaresima, non siate tristi… apritevi alla gioia del Salvatore che sulla croce a braccia aperte ci viene incontro per amare le nostre fragilità e donarci la vita piena!

Un cuore pieno di persone

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Inizia la Quaresima tempo favorevole per fare esperienza della

Misericordia del Signore.

Come sempre i tre pilastri per vivere questo cammino sono:

elemosina, preghiera e digiuno.

Quest’anno l’impegno dell’elemosina è stimolato anche dal tema dell’Anno Santo della Misericordia, fare spazio al fratello affamato, assetato, nudo, straniero, ammalato ecc…

Fare spazio al fratello bisognoso significa lasciarsi toccare dalla sua miseria. Se il mio cuore è pieno di tutto ma è vuoto dei volti sofferenti dei miei fratelli, conviene svuotarlo un po’ delle cose inutili, ma che comunque occupano spazio prezioso nel nostro cuore che è principalmente nato per far spazio alle persone più che alle cose!

Nella preghiera ci sia spazio nel nostro cuore per il Signore.

“Crea in me o Dio un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo” (Sal 50)

Chiediamo innanzitutto la conversione del cuore, per uscire dal nostro egoismo ed andare incontro al fratello.

 

Il digiuno deve essere un modo per far spazio alla parola di misericordia che il Signore vuol riversare nei nostri cuori a volte stanchi.

Il digiuno non è privarsi di alcune cose buone, ma fare spazio a quelle importanti!

Rimane sempre l’impegno serio di vivere le opere di misericordia, un impegno serio e concreto di vivere bene questo tempo di Grazia che è la Quaresima. Buon cammino a tutti.

1. Dar da mangiare agli affamati.
2. Dar da bere agli assetati.
3. Vestire gli ignudi.
4. Alloggiare i pellegrini.
5. Visitare gli infermi.
6. Visitare i carcerati.
7. Seppellire i morti.

1. Consigliare i dubbiosi.
2. Insegnare agli ignoranti.
3. Ammonire i peccatori.
4. Consolare gli afflitti.
5. Perdonare le offese.
6. Sopportare pazientemente le persone moleste.
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti.

Giù la maschera

Dal Vangelo di oggi (Mt 6,1-6.16-18)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Fino a ieri era tempo di carnevale, tempo di indossare le maschere, per pochi giorni, per vivere giornate colorate e in allegria. Anche in oratorio con molti bambini e moltissimi coriandoli abbiamo fatto festa.

Conosco però chi la maschera la indossa tutta l’anno…

Oggi mercoledì delle ceneri, inizia la Quaresima.. il tempo di togliere le maschere di ipocrisia che a volte indossiamo per essere migliori agli occhi degli altri.

Il Vangelo ci chiede di essere cristiani genuini e autentici. Non possiamo recitare la parte del perfetto cristiano. Perché essere cristiani non è una recita. Ed essere cristiani inizia proprio dal riconoscerci pieni di limiti, imperfetti ma desiderosi della Grazia di Dio.
Quando fai l’elemosina…
Quando preghi…
Quando digiuni…
Fai che lo sappia solo Dio.

Buon cammino di Quaresima, giù la maschera… altrimenti non ti si riconosce più. Gli ipocriti sono tutti uguali, il Signore invece ci ha fatti unici e irripetibili!