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Senza paura


L’assenza di paura non significa arroganza o aggressività. Quest’ultima è in se stessa un segno di paura. L’assenza di paura presuppone la calma e la pace dell’anima. Per essa è necessario avere una viva fede in Dio.

(Mahatma Gandhi)

Dal Vangelo di oggi (Mc 4,35-41)

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

«Nada te turbe, nada te espante: quien a Dios tiene nada le falta. Nada te turbe, nada te espante. Solo Dios basta». E’ uno dei canti più famosi messi a punto dalla comunità ecumenica di Taizé, in Francia. Riprende il cuore del pensiero di santa Teresa d’Avila: «Nulla ti turbi, nulla ti spaventi: a chi ha Dio nulla gli manca. Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Solo Dio basta».

Allontana da noi la paura Signore, regni nel nostro cuore la tua Pace!

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Se tu ci sarai

Dal Vangelo di oggi (Mc 4, 35-41)

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Oggi voglio condividere il ritornello di una canzone degli 883 conosciutissima dai ragazzi della mia generazione:

Nella buona sorte e nelle avversità,
nelle gioie e nelle difficoltà
se tu ci sarai
io ci sarò

(883, Max Pezzali, Io ci sarò, 1998)

Gesù vuol condividere con noi, tutti gli aspetti della nostra vita. Gioisce con noi per le cose belle e ci è accanto nelle difficoltà quotidiane, ma soprattutto non ci abbandona nel periodo della tempesta! Quando la nostra fragile vita viene messa a dura prova (una malattia, un lutto, mancanza di lavoro, una separazione…).

La canzone dice “se tu ci sarai”, io ci sarò! La presenza di Gesù nella nostra vita è sempre discreta, mai un obbligo. Se ci affidiamo a Lui, non resteremo mai soli.

Quando siamo nella tempesta, dobbiamo far attenzione al Figlio delle Tenebre, perché colpisce sempre quando siamo più vulnerabili, tenendoci lontano da Gesù.

Quando infatti siamo in piena tempesta la disgrazia più grande è sentire Gesù lontano.

Ti prego Signore per tutte le persone che sono nel mezzo di una tremenda tempesta, dai loro la speranza che arrivi presto il sereno e non far mai mancare la tua amorevole e consolante presenza!

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