spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘matrimonio’

Invito agli sposi

Un bellissimo e illuminato consiglio agli sposi del Cardinal Martini. Da leggere!
Da consigliare a chi si prepara al matrimonio e a chi è già sposato.
È un po’ lungo ma ne vale la pena.

 

Invito agli Sposi

Il Signore chiama solo per rendere felici. Le possibili scelte di vita, il matrimonio e la vita consacrata, la dedizione al ministero del prete e del diacono, l’assunzione della professione come una missione possono essere un modo di vivere la vocazione cristiana se sono motivate dall’amore e non dall’egoismo, se comportano una dedizione definitiva, se il criterio e lo stile della vita quotidiana è quello del Vangelo.

La prima è quella di essere marito e moglie, papà e mamma. L’inerzia della vita con le sue frenesie e le sue noie, il logorio della convivenza, il fatto che ciascuno sia prima o poi una delusione per l’altro quando emergono e si irrigidiscono difetti e cattiverie, tutto questo finisce per far dimenticare la benedizione del volersi bene, del vivere insieme, del mettere al mondo i figli e introdurli nella vita. L’amore che ha persuaso al matrimonio non si riduce all’emozione di una stagione un po’ euforica, non è solo un’attrazione che il tempo consuma. L’amore sponsale è vocazione: nel volersi bene, marito e moglie possono riconoscere la chiamata del Signore.

Il matrimonio non è solo la decisione di un uomo e di una donna: è la grazia che attrae due persone mature, consapevoli, contente, a dare un volto definitivo alla propria libertà. Il volto di due persone che si amano rivela qualcosa del mistero di Dio. Vorrei pertanto invitare a custodire la bellezza dell’amore sponsale e a perseverare in questa vocazione: ne deriva tutta una concezione della vita che incoraggia la fedeltà, consente di sostenere le prove, le delusioni, aiuta ad attraversare le eventuali crisi senza ritenerle irrimediabili.

Chi vive il suo matrimonio come una vocazione professa la sua fede: non si tratta solo di rapporti umani che possono essere motivo di felicità o di tormento, si tratta di attraversare i giorni con la certezza della presenza del Signore, con l’umile pazienza di prendere ogni giorno la propria croce, con la fierezza di poter far fronte, per grazia di Dio, alle responsabilità. Non sempre gli impegni professionali, gli adempimenti di famiglia, le condizioni di salute, il contesto in cui si vive, aiutano a vedere con lucidità la bellezza e la grandezza di questa vocazione. È necessario reagire all’inerzia indotta dalla vita quotidiana e volere tenacemente anche momenti di libertà, di serenità, di preghiera.

Invito pertanto a pregare insieme: una preghiera semplice per ringraziare il Signore, per chiedere la sua benedizione per sé, i figli, gli amici, la comunità: qualche Ave Maria per tutte quelle attese e quelle pene che forse non si riescono neppure a dire tra i coniugi.

Invito ad aver cura di qualche data, a distinguerla con un segno, come una visita a un santuario, una messa anche in giorno feriale, una lettera per dire quelle parole che inceppano la voce: la data del matrimonio, quella del battesimo dei figli, quella di qualche lutto familiare, tanto per fare qualche esempio.

Invito a trovare il tempo per parlare l’uno all’altro con semplicità, senza trasformare ogni punto di vista in un puntiglio, ogni divergenza in un litigio: un tempo per parlare, scambiare delle idee, riconoscere gli errori e chiedersi scusa, rallegrarsi del bene compiuto, un tempo per parlare passeggiando tranquillamente la domenica pomeriggio, senza fretta. E invito a stare per qualche tempo da soli, ciascuno per conto suo: un momento di distacco può aiutare a stare insieme meglio e più volentieri.

Invito infine gli sposi ad avere fiducia nell’incidenza della loro opera educativa: troppi genitori sono scoraggiati dall’impressione di una certa impermeabilità dei loro figli, che sono capaci di pretendere molto, ma risultano refrattari a ogni interferenza nelle loro amicizie, nei loro orari, nel loro mondo. La vocazione dei genitori a educare è benedetta da Dio: perciò occorre che essi trasformino le loro apprensioni in preghiera, meditazione, confronto pacato. Educare è come seminare: il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina è certo che non ci sarà raccolto. Educare è una grazia che il Signore fa: occorre accoglierla con gratitudine e senso di responsabilità. Talora richiederà pazienza e amabile condiscendenza, talora fermezza e determinazione, talora, in una famiglia, capita anche di litigare e di andare a letto senza salutarsi: ma non bisogna perdersi d’animo, non c’è niente di irrimediabile per chi si lascia condurre dallo Spirito di Dio. Ed esorto ad affidare spesso i figli alla protezione di Maria, a non tralasciare una decina del rosario per ciascuno di loro, con fiducia e senza perdere la stima né di se stessi né dei propri figli. Educare è diventare collaboratori di Dio perché ciascuno realizzi la sua vocazione.

(Carlo Maria Martini)

Annunci

Sposi novelli


La presenza di sposi novelli commuove particolarmente, perché la famiglia è una grande cosa. Io una volta ho scritto un articolo sul giornale e mi sono permesso di scherzare, citando Montaigne, uno scrittore francese, il quale diceva: «Il matrimonio è come una gabbia: quelli che son fuori, fanno di tutto per entrare, quelli che son dentro fan di tutto per uscire». No no no. Però, però alcuni giorni dopo mi è capitata una lettera di un vecchio Provveditore agli studi, che aveva scritto libri e mi ha rimproverato dicendo: «Eccellenza, ha fatto male a citare Montaigne, io e mia moglie ci siamo uniti da 60 anni ed ogni giorno è come il primo giorno ». Anzi, mi ha citato un altro poeta francese, in francese, ma io lo dico in italiano: ti amo ogni giorno di più: oggi molto più di ieri, ma molto meno di domani. E faccio l’augurio che, a voi, succeda la stessa cosa.
(Papa Giovanni Paolo I)

Il matrimonio non è una gabbia, ma un nido… luogo sicuro dove il desiderio di andare è pari a quello di tornare. Quando il desiderio di uscire è maggiore di quello di rientrare o viceversa…purtroppo il matrimonio diventa una gabbia.

L’Amore amabile


Per disporsi ad un vero incontro con l’altro, si richiede uno sguardo amabile posato su di lui. Questo non è possibile quando regna un pessimismo che mette in rilievo i difetti e gli errori altrui, forse per compensare i propri complessi. Uno sguardo amabile ci permette di non soffermarci molto sui limiti dell’altro, e così possiamo tollerarlo e unirci in un progetto comune, anche se siamo differenti. L’amore amabile genera vincoli, coltiva legami, crea nuove reti d’integrazione, costruisce una solida trama sociale. In tal modo protegge sé stesso, perché senza senso di appartenenza non si può sostenere una dedizione agli altri, ognuno finisce per cercare unicamente la propria convenienza e la convivenza diventa impossibile. Una persona antisociale crede che gli altri esistano per soddisfare le sue necessità, e che quando lo fanno compiono solo il loro dovere. Dunque non c’è spazio per l’amabilità dell’amore e del suo linguaggio. Chi ama è capace di dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano. Vediamo, per esempio, alcune parole che Gesù diceva alle persone: «Coraggio figlio!» (Mt 9,2). «Grande è la tua fede!» (Mt 15,28). «Alzati!» (Mc 5,41). «Va’ in pace» (Lc 7,50). «Non abbiate paura» (Mt 14,27). Non sono parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano. Nella famiglia bisogna imparare questo linguaggio amabile di Gesù.

(Papa Francesco, Amoris Laetitia, 100)

L’amabilità è lo strumento più efficace per tessere relazioni che arricchiscono la mia vita!
Il primo luogo in cui sono chiamato a vivere l’amabilità è proprio in famiglia…luogo in cui troppo spesso ci si dimentica la gentilezza per dar spazio solo alla pretesa.
Il matrimonio non conviene a chi si sposa per convenienza.

Motivi di matrimonio


In tutti i matrimoni che hanno più di una settimana ci sono motivi di divorzio.
Il segreto sta nel trovare, e nel continuare a trovare, motivi di matrimonio.
(Robert Anderson)

Che bella riflessione, è proprio vero… ci sono davvero tanti motivi per lasciarsi, ma tanti di più per stare insieme!
Sicuramente il segreto è quello di porre il nostro sguardo sui motivi che ci legano per sopportare quelli che invece ci vogliono dividere.

Io per te, per gli altri, per sempre

Dal Vangelo di oggi (Mc 10,2-16)

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

Il progetto più grande di Dio è sicuramente quello che ha pensato per un uomo e una donna: che fossero una cosa sola.

Ogni cuore ne incontra un altro che lo completa per la felicità di tutti! Proprio così… l’amore di una famiglia non fa bene solo ai coniugi, ma a tutti coloro che si nutrono di quella fonte d’amore che sgorga dal cuore di chi ha fatto della propria unione un progetto per gli altri!

Due cuori che si incontrano, ma non incontrano gli altri finiscono con l’inaridirsi.

Quindi non io e te per sempre, ma io per te, per sempre!

Ecco il segreto della coppia! Essere per…l’altro essere per… gli altri.

Vi sono alcune coppie costruite sulla sabbia delle emozioni, senza una progettualità precisa. Finchè sto bene, va bene!

Purtroppo la piaga del “benesserismo”, miete molte vittime! Quando le cose non vanno bene..Chi me lo fa fare a stare con te…

Quando invece la coppia è costruita sulla roccia, cerca di rispondere ogni giorno al progetto di Dio, un progetto che ha come fondamento l’amore per gli altri.

Se Dio vi ha chiamati ad essere una cosa sola, lo ha fatto come dono ai fratelli! Ecco perché l’uomo non deve separare ciò che Dio ha unito…Lì c’è tutto l’amore che Dio offre al suo popolo, un amore fragile, ma completo…l’amore di un uomo e una donna, lo stesso amore che Gesù ha per la sua amata Chiesa.

Il cuore mette le radici

I legami più profondi non son fatti né di corde, né di nodi, eppure nessuno li scioglie. (Lao Tze)

Pochi giorni fa, si è sposato un mio carissimo amico, nella sua vita ha sempre girato il mondo per vivere la sua passione più grande: cucinare. Berlino, Parigi, Bombay, Singapore… Poi incontra una ragazza e nonostante la distanza ( per ragioni di lavoro momentaneamente sono distanti), ha deciso dopo qualche anno di sposarla. Perché tu puoi girare il mondo, ma il cuore quando trova la sua metà, mette le radici.

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: