spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Vivere bene


Il segreto per vivere bene e più a lungo è: mangiare la metà, camminare il doppio, ridere il triplo e amare senza misura.

(Proverbio tibetano)

Per vivere bene, non bisogna esagerare in niente, fuorchè nell’amore!

Le uova d’oro

Dal Vangelo di oggi (Gv 6,44-51)

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Un giorno all’oratorio dico ad una ragazza: “non mangiare tutto quel cioccolato, ti fa male”. E Lei mi risponde “ Don, sono in carenza di affetto”. Allora gli ho detto “ e secondo te il cioccolato sostituisce l’affetto? ”… e lei “ mi hanno detto così”.

Io allora gli ho risposto “ Semmai è il contrario è l’amore che dà valore al cibo”.

“Esempio: Quanto valgono due uova? Pochissimi euro vero?
Adesso ti racconto di due uova che valgono tantissimo!!!
Un giorno in Brasile, andavamo a portare ai poveri in un villaggio un po’ di provviste. Arrivati a casa di una vecchietta, sapendo che eravamo della parrocchia, ci è venuta incontro con due uova in mano e ci ha detto…prendetele per chi ha meno di me, io tanto oggi sono già riuscita a mangiare…”

Il vero nutrimento è l’Amore!

Tutti a tavola

Dal Vangelo di oggi (Gv 6,1-15):

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Come ogni anno fervono , in molti oratori, i preparativi per animare l’estate. Ogni anno mi affido e mi fido dell’ottimo lavoro che svolgono gli educatori della F.O.M di Milano. Quest’anno approfittando dell’evento dell’Expo, il tema sarà “Tutti a tavola”.
Ecco in breve il progetto per quest’anno:
(alcuni spunti presi dal sito http://www.chiesadimilano.it/pgfom)

Vogliamo introdurre i ragazzi dei nostri oratori al concetto di «nutrimento per la vita» a partire dal gesto quotidiano del mangiare, sviluppando un percorso che abbia il suo fondamento nei testi della Scrittura. Questo percorso biblico parte con l’invocazione del Padre nostro, «dacci oggi il nostro pane quotidiano» e si conclude proponendo l’«esercizio» che Mosè fece compiere al popolo di Israele prima di entrare nella terra promessa: ricordare il cammino percorso (Dt 8). Facendo memoria dei quarant’anni nel deserto, Israele apprende che «non di solo pane vivrà l’uomo», come recita il sottotitolo dello slogan 2015.
Attraverso l’incontro con diversi passi della Scrittura, i ragazzi scopriranno che per nutrire la loro vita, quindi per star bene, dovranno (anche) «andare oltre» l’istinto del cibarsi, per scoprire i significati e le grandi sfide che il Signore ha pensato per ciascuno di noi; l’obiettivo sarà così giungere a conclusione dell’oratorio estivo facendo memoria del cammino compiuto e comprendendo che «non di solo pane vivrà l’uomo» ma anche di parole, relazioni, sguardi…

L’azione del nutrire, è il gesto per eccellenza che dice l’andare di Dio verso l’uomo, attraverso l’incontro e la cura. Gesù è stato il Signore del pane. Non si può prescinde dai gesti del nutrirsi, del nutrire e del cucinare per comprendere pienamente il suo mistero di Figlio di Dio. I suoi gesti e le sue parole rivelano un rapporto incredibilmente intenso con l’esperienza del cibo, che nella sua vita è sempre in qualche modo strettamente legata con la preghiera e del suo rapporto con il Padre. Non solo egli si nutre di cibo, ringrazia per il cibo e dona cibo, ma diventa cibo per l’umanità affamata. L’esperienza del mangiare diventa così il luogo simbolico e la cifra sintetica del darsi di Dio all’uomo.

Che dire… mi è venuta già fame: di estate, di relazioni, di allegria…