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Articoli con tag ‘mamma’

Cuore rotto


Una mamma mi racconta questo episodio curioso.

Presa nei suoi pensieri, non dava retta al piccolino di 4 anni che voleva dirle qualcosa, quindi il piccolo rivolgendosi a lei: “Mamma ti si è rotto il cuore?”
Dopo aver sentito queste parole la mamma si apre ad un sorriso spontaneo e allora il bimbo rassicurato: “Ah ok si è aggiustato!”

I bambini ti sorprendono sempre, ma è proprio vero che se non ci si accorge dell’altro, forse il cuore si è un po’ rotto…

È anche vero che appena si ritorna ad amare si aggiusta immediatamente!

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Il grande miracolo dell’amore

Non hanno ostacoli le madri, non paura del pericolo, non paura del rischio e del sacrificio: esse fanno, costruiscono in silenzio, giorno per giorno, il grande miracolo dell’amore.

(David Maria Turoldo)

Una mamma non ha bisogno di spiegare l’amore…

Santa Gianna Beretta Molla


“Mia mamma è stato un canto alla vita, all’amore per il Signore e per la sua famiglia… Lo dico sempre: non ci si improvvisa santi! E’ stata beatificata per come ha vissuto. La mamma è stata definita una santa che ha vissuta una vita normale esemplare. Il card. Martini ha espresso egregiamente nelle sue lettere questa esemplare quotidianità della mamma: ‘Una santità non fatta di cose straordinarie e di fuga dal mondo, ma casalinga, cioè di piccoli gesti quotidiani’. Ha vissuto nella famiglia la tensione verso l’Altro; ha vissuto una santità popolare, cioè della fede del popolo. Occorre sentire la responsabilità di vivere la santità, perché è una grande speranza per il mondo… Esser santi non vuole dire essere perfetti. La vita è il primo ed insostituibile dono di Dio e questo dono la mamma l’ha vissuto fino alla fine. La mamma è stata una creatura privilegiata dal Signore, perché è stata amata moltissimo e lei ha pienamente ricambiato questo dono che le ha fatto il Signore scegliendola tra tante mamme, come esempio e modello.
Emanuela Gianna Molla (figlia di Santa Gianna Beretta Molla)

Affidiamo a questa mamma speciale, tutte le mamme in difficoltà.

Mamma per sempre

Dal Vangelo di oggi (Lc 7,11-17):
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Che fortuna quella donna a cui Gesù ha riconsegnato vivo suo figlio che era morto. Perché invece il mio se l’è portato via per sempre?

Il sentimento di una mamma che ha appena perso un figlio toglie il respiro, rende assai più vacillante il cammino di fede, ma soprattutto fa nascere nel cuore quella sensazione di impotenza, che ti dice quanto siamo strumenti fragili nelle mani di nostro Signore.
Come rispondere ad una mamma ferita per sempre dalla morte di un figlio in giovane età?
C’è sempre in queste situazioni, il figlio delle Tenebre, che approfittando del cuore distrutto delle povere mamme, si insinua nei pensieri, per metterci contro Gesù.
“Hai visto che bel regalino ti ha fatto il tuo Signore… certo proprio tuo figlio poteva risparmiarlo, chissà cosa hai fatto per meritarti questo…”
Molte sono le mamme che ci cascano, che credono che Gesù si sia dimenticato di loro. Non è così!!! Non aggiungete al vostro già tremendo dolore, anche il dolore di sentire un Dio lontano, assente. Posso davvero assicurare che Gesù, proprio nel momento di maggiore difficoltà vi è vicino, ma gli occhi e il cuore avvolti dal giustificato dolore, vi rendono cieche.
Gesù ha vinto la morte, ci ha donato la vita eterna. La fede in lui, permette a voi care mamme che soffrite per la morte di un figlio ancora troppo giovane, di essere mamme per sempre!!!
Non rinunciate alla vostra maternità, che il Signore vi doni lo sguardo di fede necessario a capire che la morte è stata vinta e che vostro figlio vive nell’abbraccio dell’amore eterno.

Signore, per tutte le mamme che soffrono la morte di un figlio. Consola i loro cuori come solo tu sai fare. Aiuta noi sacerdoti, a stare accanto a queste mamme e a questi papà, perché possano capire il senso, di una vita senza la gioia del sorriso di loro figlio.

Una mamma in più

Una mamma non si limita a dare la vita, ma con grande cura aiuta i suoi figli a crescere, dà loro il latte, li nutre, insegna il cammino della vita, li accompagna sempre con le sue attenzioni, con il suo affetto, con il suo amore, anche quando sono grandi. E in questo sa anche correggere, perdonare, comprendere, sa essere vicina nella malattia, nella sofferenza. In una parola, una buona mamma aiuta i figli a uscire da se stessi, a non rimanere comodamente sotto le ali materne, come una covata di pulcini sta sotto le ali della chioccia. La Chiesa come buona madre fa la stessa cosa: accompagna la nostra crescita trasmettendo la Parola di Dio, che è una luce che ci indica il cammino della vita cristiana; amministrando i Sacramenti. Ci nutre con l’Eucaristia, ci porta il perdono di Dio attraverso il Sacramento della Penitenza, ci sostiene nel momento della malattia con l’Unzione degli infermi. La Chiesa ci accompagna in tutta la nostra vita di fede, in tutta la nostra vita cristiana. Possiamo farci allora delle altre domande: che rapporto ho io con la Chiesa? La sento come madre che mi aiuta a crescere da cristiano? Partecipo alla vita della Chiesa, mi sento parte di essa? Il mio rapporto è un rapporto formale o è vitale? (Papa Francesco)

Che bello avere tre mamme: la mamma del cielo Maria, la nostra mamma e la mamma di tutti noi cristiani, la Chiesa!

Un Dio Trinità, non poteva che donarci tre mamme! Grazie mille, aiutami ad essere sempre un buon figlio.