spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Trasfigurazione del Signore (A)

Una Luce che illumina senza abbagliare

Dal Vangelo di oggi (Mt 17,1-9)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

È scritto che Dio è luce, non la luce che vedono i nostri occhi, ma quella che vede il cuore, quando sente dire: è la Verità.

(Sant’Agostino d’Ippona)

La luce della Trasfigurazione, non colpisce gli occhi dei tre discepoli, bensì ne illumina i cuori.

Cuori che vivevano le tenebre del dubbio e della tristezza…

Una luce accompagnata da una Parola che conforta… il Padre rivela la verità sul Figlio!

Molte volte anche noi viviamo le tenebre del dubbio… Ne varrà davvero la pena seguire il Vangelo? Ci sarà davvero qualcosa dopo?

Gesù è una luce che illumina senza abbagliare!

Credere in Lui non sarà mai un abbaglio!

Grazie Signore, per averci donato la tua luce, illumina il nostro cammino fino al giorno in cui entreremo nella luce eterna del tuo Amore.

Saporiti

Solo di una cosa bisogna avere paura: di non essere cristiani, di essere, come diceva Gesù, un «sale senza sapore», una luce spenta o un lievito senza vita.

(Don Andrea Santoro)

Un cristiano perde sapore, quando non riesce più a donarsi con amore!

Aiutaci Signore ad essere sale, luce e lievito per il mondo!

Una scintilla di luce


Il 3 giugno del 1963 moriva il Papa “buono”, San Giovanni XXIII.

Oggi lo ricordiamo e meditiamo un suo pensiero:

Ogni credente, in questo nostro mondo, deve essere una scintilla di luce, un centro di amore, un fermento vivificatore nella massa: e tanto più lo sarà, quanto più, nella intimità di se stesso, vive in comunione con Dio. (Pacem in Terris n.88)

Aiutaci Signore ad essere luce, per illuminare le tenebre di chi vive nella tristezza e nella disperazione.

Il male non vince mai


Il male trionfa spesso, ma non vince mai.
(Joseph Roux)

Alcune volte vedere trionfare il male, ci lascia tristi e vuoti, ma il buio non riuscirà mai a vincere la luce!

Basta infatti una piccola luce, per sconfiggere anche il buio più profondo!

Il male trionfa perché ha tanti cavalieri, tu da che parte stai?

IV Domenica di Quaresima (A)


Uno sguardo profondo

Prima Lettura (1Sam 16,1.4.6-7.10-13)

In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

Seconda Lettura ( Ef 5,8-14)

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto:
«Svégliati, tu che dormi,
risorgi dai morti
e Cristo ti illuminerà».

Vangelo (forma breve) (Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore (I lettura)
Un tempo eravate tenebra ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. (II lettura)

L’altra domenica abbiamo meditato il segno battesimale dell’acqua, oggi la liturgia ci propone di “aprire gli occhi” e vivere la “luce”.

Gli occhi che ci ridona il Signore, sono occhi capaci di guardare dentro noi stessi… chi siamo? Chi è Gesù per noi?

Non lasciamoci ingannare dalle apparenze, gli occhi che guarisce oggi il Signore ci danno uno sguardo sulla vita non superficiale, ma profondo.

È il cuore che viene guarito, perché se la vista riguarda il cervello, lo sguardo riguarda il cuore. Gesù ci fa cambiare lo sguardo sul mondo! Gesù ci apre gli occhi perché guarisce il nostro cuore!

Ci chiede di accorgerci dei fratelli, ci chiede di credere in Lui, di avere fiducia.

Quali sono allora i frutti di un cuore liberato dalle tenebre dell’indifferenza e del dubbio?

Bontà, Giustizia e Verità!

Donaci occhi per vedere
le necessità e le sofferenze dei fratelli,
infondi in noi la luce della tua parola
per confortare gli affaticati e gli oppressi:
fa’ che ci impegniamo lealmente
al servizio dei poveri e dei sofferenti.
La Tua chiesa sia testimone viva di verità e di libertà,
di giustizia e di pace,
perché tutti gli uomini
si aprano alla speranza di un mondo nuovo.

(dalla preghiera Eucaristica V/c)

V Domenica del Tempo Ordinario (A)

saleluce
Il gusto di una vita a colori

Dal Vangelo di oggi (Mt 5,13-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

C’è una canzone di Alessandra Amoroso che si intitola “Vivere a colori” e il segreto per vivere a colori è quello di amare! Niente di più semplice, niente più da chiedere, niente più da aggiungere…

E vivere, vivere a colori
e vivere, vivere a colori
e vivere, vivere a colori
e vivere, vivere…
“Amo te, niente di più semplice
Amo te, niente in più da chiedere
amo te, niente di più semplice
amo te, niente in più da aggiungere”
. Vivere a colori

Il senso di essere cristiani è proprio quello di essere amore, per illuminare il mondo e dare gusto alla propria vita e a quella degli altri.

La luce rivela i colori e il sale esalta al meglio i gusti.

La luce e il sale quindi non inventano niente, ma mettono in primo piano il dono che Dio ha voluto per l’uomo: l’Amore donato e ricevuto.

Aiutaci Signore ad amarci come hai fatto tu, per assaporare il gusto di una vita a colori.

Festa della Candelora

candelora
La luce non costringe, invita.

Dal Vangelo di oggi (Lc 2,22-40)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Oggi la Chiesa celebra la presentazione al tempio di Gesù, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

La luce non costringe, invita.
(Adrienne von Speyr)

Gesù ci invita ad uscire dalle nostre tenebre, ci dona la sua luce senza mai abbagliarci, senza mai forzarci.
Lascia che Gesù illumini le tue tenebre più oscure… perché non siamo nati per vivere nel buio della tristezza ma nella luce della gioia vera!
Signore illumina le tenebre del mondo con la Luce della tua presenza!