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Lampedusa porta chiusa?

Due anni fa la tragedia di Lampedusa dove morirono quasi 400 persone…

Purtroppo la tragedia continua sia in mare che in terra dove molte persone perdono la vita, scappando dai loro Paesi.

Politicamente, la questione diventa difficile, perché il dramma è strumentalizzato.

Cristianamente invece la risposta è una sola, che illumina le tenebre dell’ egoismo, del calcolo, della convenienza: “Ero straniero…e mi hai accolto”.

Un giorno Padre Pio disse ad un penitente: “Quando tu mormori di una persona vuol dire che non l’ami, l’hai tolta dal cuore. Ma sappi che, quando togli uno dal tuo cuore, con quel tuo fratello se ne va via anche Gesù”.

Se chiudiamo la porta ad un nostro fratello( Immigrato, povero, anziano, ammalato…) chiudiamo la porta a Gesù.

Oggi il ricordo e la preghiera per tutte le vittime di questa tragedia.

Lampedusa felicità illusa

È già passato un anno dalla tragedia del famoso naufragio di una imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti avvenuto a poche miglia del porto di Lampedusa. L’affondamento aveva provocato 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, numeri che la pongono come la più grave catastrofe marittima nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo.

Dopo un anno, poco è cambiato… numerose navi o barconi approdano in Italia, con tantissime persone, che sperano di trovare in Italia o in Europa un futuro migliore.
Molti sono gli italiani che hanno cercato di essere accoglienti, molti invece quelli perplessi, tanti arrabbiati.

Prima di loro ci siamo noi! È il pensiero di tanti italiani che patiscono la tremenda crisi, che non hanno un lavoro, faticano a pagare l’affitto ecc…

E noi cristiani? Chissà nel cuore dei cristiani quali pensieri, quanta fatica a vivere sul serio ciò che Gesù ci ha insegnato ( “ero straniero, e mi avete accolto”). Accogliere non è mai semplice, ma chi accoglie ha il cuore felice… Chi non accoglie invece ha il cuore indurito, l’egoismo lo avvolge e la vita sembra poco serena, ci si concentra più sui bisogni che sui doveri. Prima noi poi loro… e Gesù ha una risposta anche per questo. “Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuoi essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”.
Capisco che non è semplice, ma noi non possiamo far tacere il Vangelo.

Aiutaci Signore ad essere accoglienti, a riconoscere nello straniero un fratello da amare. Senza dimenticarci dei nostri fratelli, che patiscono la dura vita di chi non ha lavoro, casa, cibo…

Infine mi pare giusto proporre la regola d’oro, preziosa non solo per noi cristiani.

Dal Vangelo di Matteo (7,12) : Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.

Una regola che vale per tutti.

Quello che non vuoi sia fatto a te, non farlo agli altri. Questa è tutta la Torah. Il resto è commento. (Ebraismo)

Nessuno di voi è un fedele finché non desidera,per suo fratello ciò che desidera per se stesso (Islam)

Questa è la sintesi di tutte le virtù: non fare al tuo vicino nulla che dopo non vorresti che egli facesse a te. (Hindu)

Non fare danno ad altri in modi che troveresti dannosi a te. (Buddismo)

Considera il vantaggio del tuo vicino come il tuo proprio vantaggio, e la sua perdita come la tua. (Taoismo)

Certamente questa è una norma della carità: non fare ad altri ciò che non vorresti che facessero a te. (Confucianesimo)

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