spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Due monetine, il miglior investimento

Salmo 145 (salmo responsoriale di oggi)

Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Dal Vangelo di oggi (Mc 12,38-44)

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Gli scribi e i farisei forse si aspettavano i complimenti da Gesù, per il loro “fervore” fatto di gesti (che sicuramente non cambiavano la loro vita) e preghiere (solo con la lingua).

Magari tante volte avranno recitato (sempre solo con la lingua) il salmo 145.

Anche la povera vedova avrà recitato lo stesso salmo molte volte e sicuramente avrà fatto sue le parole del salmista in cui si dice che il Signore sostiene l’orfano e la vedova.

I ricchi credono e scelgono come sostegno le proprie ricchezze, i poveri invece scelgono come sostegno Gesù.

Ecco perché chi ha scelto Gesù dà tutto e invece chi ha scelto altro… da solo il superfluo…

È grande davvero la fede di questa donna, forse talmente grande che ci si scoraggia subito per la nostra molto meno grande.

Oggi vorrei chiedere al Signore il dono della fede, di poter davvero nella mia vita sempre dire che Gesù è il nostro vero e unico sostegno, invece di preferire il sostegno di cose materiali che prima o poi si esauriscono.

Il tesoro di questa donna è la sua grande fede, un tesoro che non si svaluta mai.

Un tesoro che fa di due spiccioli, il miglior investimento.

Desiderio di parole vere e buone

Dal Vangelo di oggi (Mc 1,21-28):

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Oggi contempliamo una Parola che libera… non compie nessun gesto Gesù per scacciare il male… se non quello di ordinare severamente al male di lasciar stare quell’uomo.

Alcune volte invece le nostre parole incatenano.

Basta una parola chiara, decisa per allontanare il male dall’uomo.

Basta una parola falsa, crudele per incatenarlo.

Alcune volte leggo sul giornale, quanto male possano fare le parole… Giovani che si tolgono la vita a causa della vergogna, dopo esser stati insultati.

Quante volte a causa di una calunnia a molte persone buone viene rovinata la vita…

Faccio esperienza della potenza delle parole, anche nel mio ministero… in un mondo in cui le parole false e ingannatrici si moltiplicano, sento sempre più il desiderio da parte di tutti di ascoltare parole vere e buone.

Oggi prendiamoci l’impegno di pensare, come nella nostra vita usiamo le parole.

Per ingannare? Per apparire migliori? Per screditare qualcuno?

Per sostenere chi è in difficoltà? Per consolare? Per consigliare?

La Parola è un’arma potente, tu su chi hai deciso di puntarla, sul male o sul bene?

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