spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Immacolata

maria

Il Cristianesimo non è un pensiero, ma l’annuncio di una Presenza: l’Incarnazione è un fatto accaduto. Senza la Madonna non potremmo intendere nulla del senso religioso, della pretesa cristiana e della Chiesa.

(Luigi Giussani)

Oggi la Chiesa ricorda Colei che ha reso visibile al mondo l’invisibile.

Nel cammino d’Avvento c’è una sosta doverosa… davanti a Maria.

Quando guardo una mamma in attesa, più che la pancia, mi accorgo del volto radioso, una vita sta per nascere, una vita che sconvolge le vite.

Maria è strumento dell’impossibile, inutile ricercare tra le possibilità umane l’evento della nascita di Gesù, doveroso accogliere questo dono con le nostre povere miserie e lasciarci illuminare da questo mistero che vuol fare luce nelle tenebre della nostra esistenza.

È nato un bimbo, è nato da una mamma che ha voluto condividere con tutti noi.

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La stessa strada


Il Signore si fa uomo con gli uomini, condivide la stessa umanità, percorre la stessa strada, si compromette per l’uomo fino a dare la vita.

(Beato Charles de Foucauld)

È possibile incontrare davvero Gesù, perché ha voluto percorrere la nostra stessa strada.
Strada di fatica, di paura, di dolore…
Per aprirci una strada di Speranza, d’Amore e di Gioia.

Stupirsi


La cosa più strabiliante non è che l’uomo sia arrivato a camminare sulla luna, ma che Dio sia sceso a camminare sulla terra

(Neil Armstrong)

È ancora capace di stupirsi l’uomo, alla notizia che Dio sia sceso sulla Terra?

Il tempo di Avvento sia per noi un tempo pieno di stupore, Dio accorcia le distanze… si fa vicino.

Grazie… dal profondo del cuore.

L’amore che ci salva


L’incarnazione compie in noi due cose: la prima è che ci riempie d’amore; la seconda che ci rende certi della nostra salvezza.
(S.Angela da Foligno)

Gesù è quell’amore che ci salva, che ci illumina, che ci risolleva… Gesù è quell’amore che ci fa sentire vivi, quando il male ci vuole morti.

Venire alla luce

“La Luce splende nelle tenebre”

Dal Vangelo di oggi (Gv 1-1,18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Si è quasi concluso il tempo di Natale, oggi la liturgia ci chiede di soffermarci ancora un po’ sul mistero della nascita di Gesù. Luce per illuminare le genti.

Nel confessionale dove faccio esperienza del ministero della misericordia, c’è una particolarità. La luce si accende quando ci si inginocchia grazie ad un piccolo interruttore posto sotto l’inginocchiatoio.

Quando uno entra è tutto buio e appena ci si inginocchia ecco che si accende la luce!

Mi ha fatto riflettere… quando mi inginocchio si accende la luce. Mi viene da dire che quando mi inginocchio davanti a Gesù e cioè lo riconosco come figlio di Dio, inizio a lasciarmi illuminare dalla sua Grazia. Quando riconosco in Lui quella luce che scaccia le tenebre del mio peccato, io vengo alla luce, cioè rinasco! Divento un uomo nuovo…

Il mistero del Natale è da vivere in ginocchio, in adorazione come tra pochi giorni vedremo hanno fatto i Re Magi, che hanno riconosciuto in quel bambino il Messia, il Redentore.

Gesù è venuto alla luce per non lasciarci nelle tenebre…

In ginocchio davanti a Te ti ringraziamo Signore perché hai cura di noi, perché la tua Misericordia è scesa ad accarezzare le nostre ferite e a guarirle.

Il dono che non ti aspetti


Sto pensando ai pastori, loro che hanno ricevuto la gioia del primo annuncio, loro che si accontentavano di pascolare il gregge, di un tozzo di pane e un po’ di formaggio, loro a cui non mancava niente perché avevano l’essenziale, proprio a loro un dono inaspettato.
Cari pastori, è nato un bambino a cui non siete indifferenti, è nato un bambino per tutti coloro che il mondo ha dimenticato.

È nato un bambino anche se nessuno l’ha chiesto…perché è davvero impensabile chiedere a Dio di farsi uomo. Ma per nostra Grazia ci ha pensato Lui.

Una luce nel buio

Si moltiplicano stampe, discorsi, proposte, iniziative, fatiche, spese… Ma Gesù si trova sempre come l’hanno trovato i pastori ed i Magi. (Giacomo Alberione)

Alcune volte la nostra vita è così complicata da non riuscir a scorgere la presenza di Gesù accanto a noi. Gesù bisogna cercarlo lì dove si è rivelato, tra la povera gente, perché nel buio dell’umanità la luce di Cristo è ancora più luminosa!

Provate ad accendere una candela in un palazzo tutto illuminato, pochi la vedrebbero. Se accendete invece una luce in un palazzo al buio, in molti, anche lontani, la scorgeranno.