spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘Grazie’

Grazie


Se la sola preghiera che dirai mai nella tua intera vita è ‘grazie’ quella sarà sufficiente.
(Meister Eckhart)

Vuoi iniziare un cammino di fede, vuoi ripartire nel rapporto con Gesù? Inizia a ringraziare, è il primo passo per capire quanto siamo amati da Lui.

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Anno nuovo, vita nuova?

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ll Te Deum (estesamente Te Deum laudamus, “Dio ti lodiamo”) è un inno cristiano di ringraziamento che viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell’anno appena trascorso.

Il mio Te Deum

Oggi mi prendo un po’ di tempo Signore, per rivedere la mia vita insieme a Te di quest’anno che sta per finire…

Quanti volti mi vengono in mente, quanti incontri, quanta bellezza…

Anno nuovo, vita nuova?
Io non voglio avere una vita nuova, mi piace tantissimo quella che Tu hai pensato per me…

Vorrei però sempre essere una persona nuova, con un cuore nuovo… mai restare fermo sulle mie sicurezze, sulle mie conquiste, sempre pronto a vivere una vita piena di novità, piena di sorprese che mi spingono sempre più a capire che tu ci chiami ad essere uomini in uscita…pronti al cambiamento, perché ogni autunno ha la sua primavera…alcune cose muoiono altre nascono… rimanere attenti al ritmo della vita, ritmo dettato dalle persone che si fanno dono e arricchimento per la vita stessa.

Grazie perché nutri sempre il mio ministero, grazie perché non merito niente e mi dai il necessario, anche se a volte ti chiedo il superfluo.

Grazie perché mi tieni lontano dalla tenebra della disperazione… mentre incontro molti fratelli, che invece soffrono terribilmente una vita troppo dura!

Ah se potessi Signore donare la mia serenità… la mia gioia… soprattutto a chi l’ha persa da un pezzo.

Aiutami ad essere sempre luce per chi vive nel buio.

Un anno è passato, uno nuovo arriverà, felice di poterlo passare sempre accanto a Te.

Ancora una volta grazie!


XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 17,11-19)

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

L’abitudine dell’amore: per chi lo dona diventa virtù, per chi lo riceve c’è il pericolo che diventi un diritto.

L’amore non è mai un diritto, perché l’amore ha la caratteristica peculiare di essere dono!

Non si può dire ad una persona: “devi amarmi! ” Non funziona…

Nel mondo del “tutto è dovuto”, la bellezza di un dono gratuito è percepito come diritto… e si fa fatica a dire grazie.

Un ragazzo mi raccontava che i primi mesi dopo il matrimonio portava sempre il caffè a letto alla moglie, le prime volte scattavano baci, carezze, e “grazie amore”. Dopo qualche settimana iniziarono a diminuire i gesti di riconoscenza. Un giorno non portò il caffè alla moglie e lei si arrabbiò molto…

Oggi dobbiamo fermarci un attimo, per riconoscere nella nostra vita quanti grazie ci siamo dimenticati di dire, quante cose diamo per scontate, quanti doni scambiati per diritti… dobbiamo anche noi tornare sui nostri passi e ringraziare tutte quelle persone che ci offrono sotto diversi aspetti il loro amore gratuito.

Anche nei confronti di Dio, chissà quanti grazie mancati, ma per questo non è mai tardi, è sempre tempo di Eucarestia (il termine deriva dal greco Ευχαριστω, Eucharisto, rendimento di grazie), è sempre tempo di dire grazie a Dio per gli innumerevoli doni che mai ci fa mancare, anche se spesso non ce ne accorgiamo.

Grazie

Il grazie è abituale sulle labbra di chi non si sente padrone di nulla e comprende                                     che nulla di ciò che ha è suo. (Don Oreste Benzi)

Quant’è vero Signore, chi ha sempre tutto e subito, è meno abituato a ringraziare. È più abituato a pretendere.

Ogni sera ricordarmi di ringraziarti, perché tutto ciò che ho è un tuo dono!

Ti amo, ti amo, ti amo

Credo in me, un piccolo nulla cui il Padre ha regalato un cuore. Innestato nel suo.
Se ogni mattina, a ogni risveglio, sapessi ascoltare la sua voce che mi sussurra: «Io ti amo, io ti amo, io ti amo», allora diventerei come un bambino preso in braccio, che anche se è sollevato da terra, anche se si trova in una posizione instabile, si abbandona felice e senza timore fra le braccia dei suoi genitori. E questa è la fede!   (Padre Ermes Ronchi)

Grazie, grazie, grazie… infinitamente grazie Signore per tutto l’amore che ci doni.

Grazie di esistere

Ho capito che amare significa ringraziare l’altro di esistere. (Alejandro Jodorowsky)

Oggi ci impegniamo a ringraziare tutte le persone che rendono più ricca col loro amore la nostra vita.

Quattro anni pieni

Quattro anni fa venivo ordinato prete!

Una vita piena! piena di doni innumerevoli che il Signore mi offre, per essere Sua presenza in mezzo ai fratelli.

Una vita piena di gioia, quando un fratello accoglie e respira la Misericordia del Signore.
Il luogo in cui più di tutti faccio esperienza di Resurrezione è il confessionale! Quante persone arrivano morte, affaticate da una vita troppo pesante, arrabbiate, deluse, disperate… dopo aver deposto grossi pesi nelle mani misericordiose del Signore, fin da subito, seguito da un pianto liberante torna nel viso un sorriso, una voglia di ripartire!

Una vita piena di nuovi amici, nati nel momento doloroso di un lutto. Poter annunciare che la morte non è la fine di tutto, è davvero un grande dono per noi sacerdoti, accompagnare i fratelli nel momento più buio della loro vita, è un compito davvero necessario, che a suo tempo porta frutti buoni.

Una vita piena di giovani, che ti offrono la loro frizzante presenza, presenza magnifica, presenza faticosa! Educare i giovani al servizio e al dono di sé è il nostro compito, in un mondo dove l’individualismo e il “benesserismo” cercano di farla da padroni.

Una vita piena di abbracci, di sorrisi, di lacrime asciugate, di ascolto…

Alcune volte chiedo al Signore di esser più santo, per essere un prete migliore! Ed ogni volta sbatto contro il muro dei miei limiti, dell’essere un uomo come tutti, non un uomo migliore, non uomo più capace…

Ecco il vero miracolo! Gesù ha scelto me uomo come tutti, così mi è più semplice capire la fatica dei miei fratelli a vivere il Vangelo, perché è la mia stessa fatica, una fatica buona se messa a disposizione del Signore, una fatica che per Grazia porta molto frutto.

Grazie Signore per il dono immenso della mia vita, suscita numerose vocazioni al ministero ordinato, perché mai manchi la Tua presenza in mezzo a noi.