spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘Grazie’

È ricco chi impara a dire grazie


Nella vita ordinaria noi raramente ci rendiamo conto che riceviamo molto di più di ciò che diamo, e che è solo con la gratitudine che la vita si arricchisce.

(Dietrich Bonhoeffer)

Ogni grazie ci aiuta a prendere coscienza di quanti doni riceviamo nella nostra vita.

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Insegnami a dire grazie


Grazie per il pane, il vento, la terra e l’acqua.
Grazie per la musica e per il silenzio.
Grazie per il miracolo di ogni nuovo giorno.
Grazie per i gesti e le parole di tenerezza.
Grazie per le risate e per i sorrisi.
Grazie per tutto ciò che mi aiuta a vivere,
nonostante le sofferenze e lo sconforto.
Grazie a tutti quelli che amo e che mi amano.
E che questi mille ringraziamenti
si trasformino in un’immensa azione di grazie
quando mi rivolgo a te,
fonte di ogni grazia e roccia della mia vita.
Grazie per il tuo amore senza confini.
Grazie per il pane dell’Eucarestia.
Grazie per la pace che viene da te.
Grazie per la libertà che tu ci dai.
Con i miei fratelli io proclamo la tua lode
per la nostra vita che è nelle tue mani
e per le nostre anime che ti sono affidate.
Per i favori di cui tu ci inondi
e che non sempre sappiamo riconoscere.
Dio buono e misericordioso,
che il tuo nome sia benedetto, sempre.

(Jean-Pierre Dubois-Dumée)

Insegnami a dire Grazie Signore ed imparerò ad assaporare la vita.

A cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?


Dal Vangelo di oggi (Lc 1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Riconoscenza! Oggi voglio essere riconoscente al Signore… Quale privilegio godere della sua presenza. Così come Elisabetta e Maria dico anch’io grazie al Signore che non è rimasto nell’alto dei cieli, ma è sceso con una tenerezza infinita ad amarci sulla Terra.

Grazie


Se la sola preghiera che dirai mai nella tua intera vita è ‘grazie’ quella sarà sufficiente.
(Meister Eckhart)

Vuoi iniziare un cammino di fede, vuoi ripartire nel rapporto con Gesù? Inizia a ringraziare, è il primo passo per capire quanto siamo amati da Lui.

Anno nuovo, vita nuova?

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ll Te Deum (estesamente Te Deum laudamus, “Dio ti lodiamo”) è un inno cristiano di ringraziamento che viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell’anno appena trascorso.

Il mio Te Deum

Oggi mi prendo un po’ di tempo Signore, per rivedere la mia vita insieme a Te di quest’anno che sta per finire…

Quanti volti mi vengono in mente, quanti incontri, quanta bellezza…

Anno nuovo, vita nuova?
Io non voglio avere una vita nuova, mi piace tantissimo quella che Tu hai pensato per me…

Vorrei però sempre essere una persona nuova, con un cuore nuovo… mai restare fermo sulle mie sicurezze, sulle mie conquiste, sempre pronto a vivere una vita piena di novità, piena di sorprese che mi spingono sempre più a capire che tu ci chiami ad essere uomini in uscita…pronti al cambiamento, perché ogni autunno ha la sua primavera…alcune cose muoiono altre nascono… rimanere attenti al ritmo della vita, ritmo dettato dalle persone che si fanno dono e arricchimento per la vita stessa.

Grazie perché nutri sempre il mio ministero, grazie perché non merito niente e mi dai il necessario, anche se a volte ti chiedo il superfluo.

Grazie perché mi tieni lontano dalla tenebra della disperazione… mentre incontro molti fratelli, che invece soffrono terribilmente una vita troppo dura!

Ah se potessi Signore donare la mia serenità… la mia gioia… soprattutto a chi l’ha persa da un pezzo.

Aiutami ad essere sempre luce per chi vive nel buio.

Un anno è passato, uno nuovo arriverà, felice di poterlo passare sempre accanto a Te.

Ancora una volta grazie!


XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 17,11-19)

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

L’abitudine dell’amore: per chi lo dona diventa virtù, per chi lo riceve c’è il pericolo che diventi un diritto.

L’amore non è mai un diritto, perché l’amore ha la caratteristica peculiare di essere dono!

Non si può dire ad una persona: “devi amarmi! ” Non funziona…

Nel mondo del “tutto è dovuto”, la bellezza di un dono gratuito è percepito come diritto… e si fa fatica a dire grazie.

Un ragazzo mi raccontava che i primi mesi dopo il matrimonio portava sempre il caffè a letto alla moglie, le prime volte scattavano baci, carezze, e “grazie amore”. Dopo qualche settimana iniziarono a diminuire i gesti di riconoscenza. Un giorno non portò il caffè alla moglie e lei si arrabbiò molto…

Oggi dobbiamo fermarci un attimo, per riconoscere nella nostra vita quanti grazie ci siamo dimenticati di dire, quante cose diamo per scontate, quanti doni scambiati per diritti… dobbiamo anche noi tornare sui nostri passi e ringraziare tutte quelle persone che ci offrono sotto diversi aspetti il loro amore gratuito.

Anche nei confronti di Dio, chissà quanti grazie mancati, ma per questo non è mai tardi, è sempre tempo di Eucarestia (il termine deriva dal greco Ευχαριστω, Eucharisto, rendimento di grazie), è sempre tempo di dire grazie a Dio per gli innumerevoli doni che mai ci fa mancare, anche se spesso non ce ne accorgiamo.

Grazie

Il grazie è abituale sulle labbra di chi non si sente padrone di nulla e comprende                                     che nulla di ciò che ha è suo. (Don Oreste Benzi)

Quant’è vero Signore, chi ha sempre tutto e subito, è meno abituato a ringraziare. È più abituato a pretendere.

Ogni sera ricordarmi di ringraziarti, perché tutto ciò che ho è un tuo dono!

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