spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria’

Giornata mondiale del rifiuto della miseria


E po se faccio ‘e corna, nun è pe cattiveria,
è che ce l’aggio a morte cu chi sfrutta ‘a miseria.

(Pino Daniele)

Diventare ricchi sfruttando i fratelli, è segno di un’assoluta povertà interiore.

Giornata Mondiale del rifiuto della miseria


Il 17 ottobre ricorre la giornata mondiale del rifiuto della miseria. Questa ricorrenza è stata indetta, per la prima volta, nel 1987, a Parigi, quando centomila persone che volevano difendere i diritti umani di ogni paese, condizione e origine, diretti dal padre Joseph Wresinski, si riunirono sul Sagrato dei Diritti dell’Uomo, al Trocadéro.

Nel 1992 l’ONU diede ufficialità alla ricorrenza e da quell’anno, sempre il 17 ottobre, si ricorda quest’evento. Il padre Wresinski sintetizzò il senso di questa ricorrenza con queste parole: “Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro”.

Quando non si ha niente si è poveri, quando non si è considerati da nessuno si è miseri.

La misericordia, l’accorgersi del fratello bisognoso, si faccia spazio nell’indifferenza di questo mondo.

Giornata Mondiale del Rifiuto della Miseria

La povertà, lo spogliamento materiale, l’oppressione inflitta dal più forte di sé, sono difficili da sopportare. Sono propriamente insostenibili però – le famiglie del Quarto Mondo ce lo insegnano tutti i giorni – il disprezzo, il continuo ricordo di essere un inferiore e totalmente inutile. È intollerabile di essere trattati, anche dai proprio vicini, come un uomo senza dignità. «Ci considerano come dei meno di niente… non siamo dei cani, per essere insultati in tal modo al comune…». La differenza fra povertà e miseria è là. L’uomo miserabile è in una situazione insopportabile, considerato di scarsissimo conto o anche peggio: un essere nefasto che non sarebbe mai dovuto nascere, mentre nel più profondo di lui, egli sa che è pure un uomo. Volere la dignità, sognare di essere qualcuno e vederselo rifiutare anche da coloro che non sono molto più ricchi di sé, come i vicini, il droghiere, il fattore… è quella la miseria. Ed è quel che segna la frontiera fra povertà e esclusione”.
(Padre Joseph Wresinski)

Rifiutare la miseria, arricchisce la nostra vita e quella dei nostri fratelli rimasti senza dignità.

Cloud dei tag

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: