spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Voglia di Dio


Questa epoca di esilio, di lontananza, di ateismo, questo limite ultimo di disancoraggio da Cristo, questa riva estrema, in apparenza, del materialismo, invoca – forse per la legge degli opposti – le rive supreme della gloria, della risurrezione e dell’amore.

(Giorgio La Pira)

In questo periodo di crisi, in cui forse ci si è dimenticati di Dio, spero che il cuore dell’uomo lanci il suo grido nostalgico di un desiderio grande di ritorno a Lui, per sconfiggere la piaga dell’individualismo, dove ognuno è chiamato alla felicità solo per se stesso, e rinascere a vita nuova, per una vita nuova, fondata sulla possibilità reale di vivere concretamente il Vangelo e di assaporare la vera felicità, mentre il nostro cuore ricomincia a battere per i fratelli.

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Un impegno necessario

« Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa ‘brutta’! No: l’impegno politico, cioè l’impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti a cominciare dall’economico, è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità. »
(Da La nostra vocazione sociale. Giorgio La Pira)

La politica riguarda innanzitutto l’uomo. Bisogna fare della politica quel terreno buono, dove impegnarsi per gli altri. Finchè non è così, la politica è quella mano che invece di risollevare l’uomo lo schiaccia e lo soffoca.

Scrivere con la gomma

Dal Vangelo di oggi (Mc 2,23-28):

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

La legge scritta vale, ai miei occhi, solo se essa non è strumento di oppressione e di fame.(Giorgio La Pira)

Scrivere una legge contro i diritti dell’uomo è scriverla con una gomma!