spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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III Domenica di Avvento (B)


Un sorriso di gioia luminosa

Dalla colletta

O Dio, Padre degli umili e dei poveri,
che chiami tutti gli uomini
a condividere la pace e la gioia del tuo regno,
mostraci la tua benevolenza
e donaci un cuore puro e generoso,
per preparare la via al Salvatore che viene.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Prima lettura (Is 61,1-2.10-11)

Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
a promulgare l’anno di grazia del Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore,
la mia anima esulta nel mio Dio,
perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,
mi ha avvolto con il mantello della giustizia,
come uno sposo si mette il diadema
e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli
e come un giardino fa germogliare i suoi semi,
così il Signore Dio farà germogliare la giustizia
e la lode davanti a tutte le genti.

Vangelo (Gv 1,6-8.19-28)

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Il segno più evidente e fondamentale verso il quale è richiesta la nostra massima attenzione, quello che ci indica che abbiamo realmente passato la soglia del Regno, è la gioia

(Gérard Calvet)

Se davvero, stiamo facendo un bel cammino in questo tempo di Avvento, dovrebbe iniziare a spuntare sul nostro volto un sorriso luminoso di Gioia. Non è lontano il Natale, non è lontana la promessa della Sua presenza salvifica in mezzo a noi. La gioia deve farsi spazio tra le fatiche della vita. A noi che è concesso di aver ascoltato la buona notizia, dobbiamo iniziare a testimoniare con il sorriso che davvero il Signore ha trovato spazio nel nostro cuore. Perché anche i nostri fratelli attratti dalla nostra gioia, possano fare spazio al Signore che viene.

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La gioia


Non confondiamo il piacere con la gioia. Il piacere non ci migliora, la gioia ci migliora sempre.

(Don Andrea Gasparino)

Il piacere si esaurisce subito, la gioia puoi conservarla nel cuore.

La gioia è il carburante della vita bella, il piacere della bella vita.

Il Santo della gioia


Oggi la chiesa fa memoria di San Filippo Neri.

Figliuoli, state allegri.

(San Filippo Neri)

Mormora, la gente mormora, falla tacere praticando l’allegria.

(Jovanotti)

Non c’è peggior testimonianza di cristiani tristi e arrabbiati.

L’allegria non è stupidità, ma è conservare la gioia nel cuore nonostante l’asprezza della vita, la cattiveria delle persone, le fatiche quotidiane…

Il cuore allegro ha la potenza di rallegrare chi ha intorno.

Solo l’Amore

gioia_di_vivere
Tra la nostra anima e il nostro corpo vi sono tante piccole finestre, da lì, se sono aperte, passano le emozioni se sono socchiuse, filtrano appena, solo l’amore le può spalancare tutte insieme e di colpo, come una raffica di vento.

(San Tommaso d’Aquino)

Solo l’Amore è capace di aprirci alla gioia vera!

La vera gioia non è banale

rialzarsi
La gioia… non è la gioia banale, che si fonda sulla dimenticanza degli abissi della nostra esistenza ed è pertanto condannata a precipitare nel vuoto. E’ la vera gioia… che nella sofferenza non viene distrutta, ma soltanto portata a maturità.
(Papa Benedetto XVI)

La vera gioia non è non cadere mai…

La vera gioia è sapere che ad ogni caduta, c’è sempre Qualcuno pronto a rialzarti.

Il sorriso apre alla gioia


Quando, per giorni e settimane, la mamma parla e sorride al suo figlio neonato, arriva il giorno in cui il bambino risponde alla madre con il primo sorriso. Questo giorno dovrebbe essere festeggiato come un salto di qualità della relazione tra il figlio e la madre. Questo è ciò che Dio fa con l’uomo, con noi. È sempre lui che prende l’iniziativa e ci sorride nel suo amore. Dio non si stanca se noi rimaniamo a lungo indifferenti, ma forse un giorno, toccati dalla sua grazia, rispondiamo anche noi con il primo sorriso. Così la gioia di Dio si compie.

(Hans Urs von Balthasar)

Un sorriso apre sempre alla gioia.

Completamente felice


Pensavi che la felicità stesse nell’avere tutto. Verifichi ora che, al contrario, consiste nel darti completamente.
(Plinio Corrêa de Oliveira)

Alcune volte siamo tristi, perché non riusciamo a mettere la nostra vita nelle mani (a servizio) degli altri…

La nostra vita nelle nostre mani sfiorisce, in quella degli altri oltre a fiorire porta frutto, il frutto della felicità.

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