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Articoli con tag ‘Gianni Rodari’

Speranza


Il 14 aprile del 1980, quarant’anni fa moriva Gianni Rodari, uno scrittore che sempre ci ha emozionato con le sue poesie e che ricordiamo oggi con stima.

Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.

E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

(Gianni Rodari, Speranza)

La bensina


Il 23 ottobre del 1920 nasceva un grande scrittore: Gianni Rodari.
Oggi condivido con voi una delle sue tante filastrocche.

La bensina

Al professor Grammaticus
disse una signorina:
“Ieri la nostra macchina
restò senza bensina”.

Rispose il professore:
“La cosa non mi stupisce.
La bensina senza zeta
è così che vi tradisce.

Quand’anche aveste avuto
il serbatoio pieno,
poca strada facevate
con quella zeta in meno…

La gente non riflette
tira avanti in allegria:
ma gli errori non perdonano
e vi lasciano a mezza via”.

Nel paese della bugia


Il 23 ottobre 1920 a Omegna, sul lago d’Orta, nacque Gianni Rodari, scrittore e poeta. Specializzato in letteratura per l’infanzia, ma apprezzato da ogni persona, di qualsiasi età.

Nel paese della bugia, la verità è una malattia.

(Gianni Rodari)

La bottega della Speranza


Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.
“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

(Gianni Rodari)

Bambini imparate a fare cose difficili


Il 14 aprile del 1980, moriva Gianni Rodari, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l’infanzia.

Oggi condivido con voi una sua filastrocca:

È difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi che si credono liberi.

Non c’è peggior schiavo di chi si sente libero, ma è incapace di amare.

Chi non ama rimane prigioniero del suo egoismo…

Dobbiamo insegnare ai bambini fin da piccoli la cosa più difficile: vivere per gli altri… solo così potranno dare senso e gioia alla loro vita!

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