spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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La bensina


Il 23 ottobre del 1920 nasceva un grande scrittore: Gianni Rodari.
Oggi condivido con voi una delle sue tante filastrocche.

La bensina

Al professor Grammaticus
disse una signorina:
“Ieri la nostra macchina
restò senza bensina”.

Rispose il professore:
“La cosa non mi stupisce.
La bensina senza zeta
è così che vi tradisce.

Quand’anche aveste avuto
il serbatoio pieno,
poca strada facevate
con quella zeta in meno…

La gente non riflette
tira avanti in allegria:
ma gli errori non perdonano
e vi lasciano a mezza via”.

Nel paese della bugia


Il 23 ottobre 1920 a Omegna, sul lago d’Orta, nacque Gianni Rodari, scrittore e poeta. Specializzato in letteratura per l’infanzia, ma apprezzato da ogni persona, di qualsiasi età.

Nel paese della bugia, la verità è una malattia.

(Gianni Rodari)

La bottega della Speranza


Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.
“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

(Gianni Rodari)

Bambini imparate a fare cose difficili


Il 14 aprile del 1980, moriva Gianni Rodari, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l’infanzia.

Oggi condivido con voi una sua filastrocca:

È difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi che si credono liberi.

Non c’è peggior schiavo di chi si sente libero, ma è incapace di amare.

Chi non ama rimane prigioniero del suo egoismo…

Dobbiamo insegnare ai bambini fin da piccoli la cosa più difficile: vivere per gli altri… solo così potranno dare senso e gioia alla loro vita!

San Giuseppe Lavoratore


Il più bel giorno S’io facessi il fornaio vorrei cuocere un pane così grande da sfamare tutta, tutta la gente che non ha da mangiare. Un pane pia grande del sole, dorato, profumato come le viole. Un pane cosi verrebbero a mangiarlo dall’India e dal Chilì i poveri, i bambini, i vecchietti e gli uccellini. Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia!

(Gianni Rodari)

Oggi Signore il pane quotidiano che mi chiedono i poveri è un lavoro, oggi c’è fame di sentirsi uomini dignitosi, aiutaci Signore in questo momento difficile per molte famiglie.

San Giuseppe prega per tutti coloro che sono rimasti senza lavoro.

Bambole e bambini


La mia bambina ha una bambola,
la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina, i mobili della cucina
e chicchere e posate e scodelle,
e un armadio con i vestiti sulle stampelle in folla,
e un automobile a molla
con la quale passeggia per il corridoio quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola
e la sua bambola ha tutto,
persino altre bamboline più piccine
anche loro con le loro scodelline, chiccherine, posatine…
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco,
perché ci sono bambole che hanno tutto
e bambini che non hanno niente.

(Gianni Rodari)

Non mi interessa se le bambole hanno tutto, mi preoccupa di più sapere che ci sono bambini che non hanno niente.

Leggere il “Libbro” della vita


Il 14 aprile del 1980 muore Gianni Rodari, con le sue storie fantastiche ha fatto viaggiare con l’immaginazione due generazioni di bambini e tuttora i suoi libri sono tra i più letti dai giovanissimi.

Oggi il buongiorno è un omaggio a questo straordinario artista:
Un «libbro» con due b sarà soltanto un libro più pesante degli altri, o un libro sbagliato, o un libro specialissimo?

Non cercate figli perfetti, cercate figli che quando sbagliano, non finiscano in una fossa sepolti di vergogna o derisioni, ma su un trampolino capace di rimetterli in piedi, per continuare ad appassionarsi alla conoscenza e cercare gli strumenti utili alla loro vita per avere con gli altri un rapporto più umano e più vero.
Lo sbaglio non sia una fossa in cui cadere, ma un segnale stradale, per non commettere più quell’errore.

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