spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘Gesù’

Un Dio vicino


Dio ha detto di se stesso: Io sono un Dio vicino e non un Dio lontano
(San Colombano Abate)

Mancano pochi giorni ormai al tempo di Avvento, tempo che ci aiuta a meditare la vicinanza di Dio.

Mai potremo esser distanti da Lui, perché Egli si è fatto vicino anche per i lontani…e alcune volte i lontani siamo noi stessi…che non capiamo di averlo sempre accanto.

La forza di cambiare


La fede in Gesù Cristo non è una teoria, ma una forza che agisce capace di cambiare la vita. Ogni uomo che vive in Cristo Gesù deve essere portatore di tale forza, deve essere cioè capace di cambiare la propria vita, di rinnovarla per la potenza di Cristo.
(Matta el Meskin)

Io questa forza la conosco, ho davvero visto con i miei occhi, persone aggrapparsi alla fede e stravolgere la propria vita, lasciarsi alle spalle una vita faticosa e brutta, per aprirsi ad una vita bella e gioiosa!

C’è una forza incredibile che ha come carburante l’amore! E l’amore di Dio non è rimasto sui libri sacri, è sceso sulla Terra, per renderci sempre nuovi, per darci la forza di cambiare.

Il Signore è la mia forza e io spero in lui
il Signore è Salvator in lui confido non ho timor,
in lui confido non ho timor.

(canto di Taizè)

Una porta stretta non è una porta chiusa


XXI Domenica Del Tempo Ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 13,22-30)

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Vivere da cristiani è una proposta esigente, una proposta che però non esclude nessuno!
Vivere da cristiani è una scelta libera, la porta è stretta proprio per quello…non puoi entrarci per caso, ci entri perché sai che dietro quella porta si apre l’infinito amore di Dio.
Entrare in quella porta significa entrare in intimità con Gesù, che non si accontenta dei nostri scarti di tempo, molte volte nel Vangelo sappiamo che Gesù ci chiede di lasciare tutto per lui.
Ci chiede uno sforzo, cioè ci chiede di metterci fatica e impegno per vivere la relazione con lui.
Essere cristiani non è vivere la fede con superficialità o peggio ancora con superstizione.

Questa fatica e questo impegno lo conoscono bene le persone che si amano.
Quando una persona in famiglia si ammala…I sacrifici dei genitori per la felicità dei figli.. e tanti altri esempi che sicuramente anche a voi vengono in mente, di dedizione totale alle persone a cui vogliamo veramente bene.
Ecco il significato della porta stretta: Gesù vuole essere sicuro che tu voglia davvero attraversarla, e per farlo ci metta anche un po’ di impegno e di fatica…. Certo sapere che quella porta stretta si apre all’infinito aumenta il desiderio di poterla attraversare.
Gesù ci chiede: “vuoi davvero stare con me?” Non esistono scorciatoie, la porta stretta indica un’unica strada, quella della croce…quella dell’amore fino alla fine…quella che fa dire all’amato “ti amo da morire”.

Gesù


Che il Figlio di Dio
già formato in te
cresca in te
fino a diventare Immenso.
Ed egli sarà per te
un sorriso,
un’esultanza,
una pienezza di gioia
che nessuno potrà toglierti.

(Isacco di Stella)

Chi è per me Gesù?


XII Domenica del Tempo Ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 9,18-24)

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

Fa bene ogni tanto fermarsi per rispondere alla domanda di Gesù: “Voi chi dite che io sia?”

Chi sei per me Gesù?

La risposta che sento nel cuore è dire che Gesù per me è il senso pieno della vita, l’orizzonte dei miei passi, il rifugio sicuro dove appoggiare il capo.

Quando parlo con i miei giovani, dico sempre che nelle relazioni c’è sempre bisogno di progettualità… cioè bisogna sempre chiedersi, cosa centra questa persona nella mia vita? Quali passi posso fare insieme a lei, quanto posso dare?

Una relazione che non va da nessuna parte è una relazione sterile!

Qual è il progetto della mia vita insieme a Gesù?

Mi faccio aiutare da alcuni brani del Vangelo…

1) “Simone, mi ami tu?” Gesù mi chiama innanzitutto ad una relazione d’amore sincero con lui!, non una relazione perfetta, dove non si sbaglia niente…ma dove si mette davanti a tutto (cadute, fatiche ecc..) l’amore per Lui.

2) Come può diventare concreto l’amore per lui? “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,35-40)
Gesù ci chiede di amarlo prendendosi cura dei fratelli, specialmente i più poveri.

3) “Vi farò pescatori di uomini”… Gesù ci chiede innanzitutto di spendere la nostra vita nella relazione con i nostri fratelli, una relazione che ha come stile la Misericordia, quell’amore gratuito che riempie i cuori, non una relazione utilitaristica o parassitaria, dove l’altro è usato più come un oggetto che una persona.

E tanti altri brani ci insegnano lo stile che Gesù ha scelto per una vita spesa per lui.

Ricordandosi che Gesù desidera per noi una vita piena e felice!

Quando si ha sete


Quando si ha sete, per dissetarsi bisogna lasciare i libri che spiegano le cose, e bere.
Jean-Pierre de Caussade

Mi capita spesso di confessare i ragazzi prima della Cresima. E capisco che pochissimi hanno un rapporto personale con Gesù, pochi di loro pregano la sera, e non molti partecipano alla S.Messa.

Alcune volte riconosco che spesso col catechismo viene spiegata l’importanza dell’acqua, ma non il desiderio di bere.

Spendo molto a far capire ai ragazzi, quanto sia importante il dialogo con Gesù, il rapporto personale, vivere la relazione con una persona e non con una definizione.

Tutti abbiamo il compito di mettere nel cuore dei nostri ragazzi, il desiderio di un rapporto vivo e sincero con Gesù.

Oggi il mio pensiero va al servizio prezioso di tutti i catechisti e le catechiste, possano sempre far capire l’importanza di vivere una vita di fede semplice e autentica.

Quando mi trovo per strada


Non sono mai così vicina a Dio come quando mi trovo per strada.
(Magdeleine Hutin)

È la sfida quotidiana che il Vangelo ci propone, di una Chiesa in uscita, di una Chiesa che non rimane nei luoghi di culto, di una Chiesa che cammina come ha fatto Gesù, per le strade del mondo.
Sostare davanti al tabernacolo, per nutrirci di Lui e camminare per le strade a respirare la sua presenza, nei fratelli che incontriamo, specialmente i più poveri… Per stare vicino a Colui che si è fatto vicino.